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giovedì 12 novembre 2015

FRATTURE E FILM DI FANTASCIENZA

Rompersi una caviglia ha pochi vantaggi ma almeno quella della lettura e della visione di film (tutti prestati) indubbiamente ce l'ha.




SNOWPIERCER. Meglio il fumetto, intanto. Poi non male ma non esaltante. Mi aspettavo di più, ma forse prendendolo come film a sé senza pensare al fumetto, varrà di più. Devo pensarci.
Giudizio personale:
6/10










INCEPTION. Non male nemmeno questa idea, ma qualcosa me l'ha reso antipatico. Forse colpa di Di Caprio che non sopporto tanto. O forse è un po' la storia sentimentale come sottotrama che mi ha angosciata un po'.
Giudizio personale:
7/10



LOOPER. Buon film. Mi è piaciuta l'idea alla base che va tra il pulp e la fantascienza e come sempre si impreziosisce con la presenza di Bruce Willis.
Giudizio Personale:
8/10







OBLIVION. Nonostante la mia consacrata antipatica per Tom Cruise alcuni suoi film di fantascienza sono memorabili (non parlo cerco di Guerra dei Mondi, ma di Minority Report) e questo è il più bello che abbia visto di lui finora. Mi è rimasta anche una specie di scia e di ispirazione profonda.
Giudizio personale:
10/10




INTERSTELLAR. A prima vista quello più fantascentificamente plausibile e per questo lo segnalo come una nota di merito. Per il resto è un film strano ma da non perdere.
Giudizio personale:
9/10




SOURCE CODE. Non so se questo film è stato pubblicizzato abbastanza o se me lo sono perso io, ma molto bello. I momenti drammatici sono sottili ma veramente dolorosi, probabilmente l'unico che non calca la mano e ci riesce uguale. Un lento nella parte centrale.

Giudizio personale:
8/10



sabato 14 marzo 2015

"Noi" (Evgenij Zamjatin, 1924)


Avete presente 1984 di George Orwell? Quello che tra l'altro mi ha avviato alla fantascienza distopica? Bene, posso anche dire che non ha inventato nulla perchè a inventare il genere è stato indubbiamente questo libro, che anticipa quel tanto famoso libro (forse perchè scritto in inglese) di 24 anni, prendendo a piene mani elementi come Il Grande Fratello stesso, qui nell'immagine del Benefattore, ma anche il suo finale, qui secondo me molto più tragico perché non è soltanto una strizzata di cervello ma proprio una lobotomia, che inebetisce a tal punto da restare sconvolti dalla sua indifferenza alla donna per cui è diventato malato (per la dittatura del momento) e per cui la sua malattia è avere l'anima e anche la fantasia. Non riesco a non essere ancora nel personaggio di D-503(n.b. coincide con il mio giorno e mese di nascita, inquietante!)e la presenza prima come una cattiva persona ma affascinante e bizzarra poi come leader (e precisiamo è una donna) di I-303 non mi abbandona come non poteva abbandonare lui. La sua caratterizzazione è unica per me, la riconoscerei come riconosco Emma Bovary o Anna Karenina. E la poesia più bella della sua scrittura è dedicata a lei e i momenti di poesia e matematica sono memorabili. Non è solo il tema ma anche come è scritto. Una fatica immensa per il traduttore mi pare di capire. Il finale mi lascia sconvolta, ad ognuno la sua interpretazione, se I è davvero stata innamorata di lui o meno. Io dico di sì. Cercava ancora quell'uomo che ha amato attraverso il suo ultimo sguardo. Il muro verde, gli uomini liberi, l'integrale. Credo che questo libro resterà fino alla fine nel mio immaginario. Sarà anche l'uso dell'io e farmelo vivere così direttamente...!

mercoledì 16 ottobre 2013

PRIMI LIBRI PER UN LUNGO AUTUNNO (Dostoevskij, Niemi, Dick).





Non sono sicura che non si tratti del primo libro che ho letto di Fedor  M. Dostoevskij. Cioè non sono in grado di ricordarne altri, almeno non di recente (diciamo 4 anni). Ad ogni modo i russi sono imbattibili. La loro scrittura (voglio dire il loro modo di scrivere), la forza capacità di catturati è incredibile. Si legge tutto d'un fiato, racconta così poco, ferisce così tanto. La forza de Le Notti Bianche dunque non può essere nella storia che invece così magistralmente raccontata sfiora spesso la poesia e non la prosa. Mi ha incantata. Lo rileggerei se ne avessi il tempo. Prima o poi lo farò. 










Meno interessante è stato invece "Il Manifesto del cosmonauti" di Mikael Niemi. Non che sia brutto (impossibile l'accostamento col libro precedente e infatti non lo faccio), ma mi aspettavo molto di più. Parte molto ma molto bene per risultare un po' noioso da metà in poi. Tra l'altro promette molte cose che solo in parte esaudisce. Diciamo che io a Philip Dick non lo paragonerei (anche se ci ha provato!), forse a Bradbury, ma nemmeno a Italo Calvino, con le Cosmicomiche con cui secondo me, poco può reggere. Ovviamente mi ha fatto piacere leggerlo, non è un capolavoro ma vale sempre la pena leggere un libro. Quando non lo sarà vuol dire che è proprio una spazzatura totale. 




Un po' di amaro in bocca questa volta Philip K. Dick me l'ha lasciato. "Il paradiso maoista", benché non si affatto terribile o noioso, in realtà parte da uno spunto che avrebbe potuto permettere molte altre riflessioni, che invece non ho trovato. E' vero che non si tratta di fantascienza (ma avrebbe potuto esserlo lavorandoci un po' sopra), ma anche lo sviluppo mi sembra si limiti un po' troppo ai 3 personaggi. Non tutti per altro simpatici. Certo, l'angoscia del potere ignoto e incomprensibile c'è tutto e di certo sono premesse ai libri successivi. Naturalmente non va dimenticato che lo scrive a 24 anni e che io a 24 anni non avevo certo i mezzi per scrivere un romanzo così. Ma questa è un'altra storia.






Infine, cercavo un libro che mi facesse riflettere di più e mi desse una mano sul mio percorso spirituale e fra tutti ho trovato questo. Diciamo che più che leggerlo bisognerebbe fare "zazen" ma anche i dialoghi del maestro che spiega il punto di vista che dovremmo tenere tutti sono decisamente importanti. A tratti capivo perfettamente di cosa parlava e che quel "salto di qualità" (se così modestamente si può dire) l'ho fatto. Cerco, continuare a vedere le cose con quella "differenza" che suggerisce sarebbe una gran cosa e non serve si riesce. Ora però mi fermerei qui: ho da imparare a vivere l'istante che vivo, sia che sia meditando, sia che stia agendo, senza pensare né a quello che ho fatto prima, né a quello che devo fare. Devo avere il vuoto mentale, devo riconoscere lo stato di Buddha. 

lunedì 26 agosto 2013

MIEI LIBRI PER L'ESTATE (Vinge, Bulgakov, Yogananda, Woolf e altri )


Avevo fatto un progetto abbastanza ambizioso di lettura per questa estate che sta per finire. Oltre, finalmente, ad aver letto alcune serie di fumetti che fino a quel momento non ero riuscita a leggere ( brevemente: Echo, Ian, Lo Sparviero, Voyager, Durango, Eroi e Battaglie, Caino),  mi sono cimentata con il secondo volume di Trono di Spade (per cui primo o poi scriverò un post a parte, come è giusto che sia).
Sui fumetti il giudizio è sempre stato positivo, anche perché quasi tutti sono pubblicazioni straniere tradotte in italiano, con un formato che non rende giustizia ai disegni ma sicuramente al portafoglio.




Ho letto Universo Incostante di Vernon Vinge. Acquistato 7 anni fa, finalmente mi ero riproposta di leggerlo, perché se no non l'avrei letto più. Avendo già letto un suo libro e trovandolo non così male come diceva la critica, questo libro mi ha fatto l'effetto contrario. Non l'ho trovato eccezionale. Non che mi sia dispiaciuto ma ad un certo punto l'ho trovato prolisso e non sempre interessante. Però ci sono cose piuttosto nuove o poco sfruttate almeno per le mie letture e quindi tutto sommato sono contenta di averlo finalmente letto. Poi, come sempre, sarà il tempo a decidere, perché quello che sembra non averti colpito ora invece si sedimenta e torna alla mente in momenti altri. Così si capisce la grandezza di un libro e l'effetto che mi ha fatto "La fine dell'arcobaleno" di cui ho sicuramente recensito con un post in questo blog. 







Altro libro, tra gli obiettivi di questa estate, è Il Maestro e Margherita di M. Bulgakov.
Certo, tutt'altra faccenda, perché i russi sanno come si scrive e lui non è da me dei grandi. Un alone di mistero ( e di persecuzione)  aleggia intorno a questo libro che mi ha presa più di quanto pensassi, forse perché la storia di Ponzio Pilato mi serviva e mi è interessata moltissimo nel complesso. Anche il resto, ovviamente, dove il delirio della pazzia fa fare molte cose.





Non una lettura qualsiasi è stata quella dell'autobiografia di Yogananda, che mi era stato tra l'altro regalato forse 10 anni fa. Ma se è vero che un libro bisogna leggerlo quando lo si sente, mai come in questo caso se ne ha conferma. Ho avuto molti stimoli da questo testo, ho riflettuto su cose facendo un passo in più rispetto a quanto avevo già fatto. Ne avevo bisogno e devo dire che sento la necessità di proseguire per questa strada. Sono rimasta shockata fortemente da un capitolo che rileva qualcosa di "oltre l'invisibile" e in un certo senso potrebbe anche tranquillizzare certe riflessioni. Sicuramente trarrò ispirazione in altro senso, intendo fumettisticamente da questo mondo che viene descritto e ne farò non so che fumetto e per quale casa editrice. Ad ogni modo è stata una lettura importante. Fosse anche solo dal punto di vista documentaristico, culturale, antropologico. L'Occidente è sicuramente povero di queste cose e invece noi abbiamo bisogno di sapere che esiste un altro modo di vivere, diverso dal nostro. 


Infine questo libro iniziato a maggio l'ho terminato a settembre inoltrato. Diaro di una scrittrice è l'opera curata dal Leonard Woolf dei dario di Virginia Woolf. Ogni pagina di diario è un'immersione speciale nella mente e sensibilità di un'autrice che non credo abbia molti con cui essere paragonata. Sia perché le scrittrici donne sono tuttora poche, e anche se avessi perso il conto e ce ne fossero più degli uomini, una cosa non è facile da trovare. Cosciente di aver letto poche ma essenziali cosa della sua produzione, questo diario ha la bellezza di essere scritta con semplicità e immediatezza che non è possibile trovare nei suoi lavori. Perché, e dal diario si capisce benissimo, ci tornava mille e mille volte, spendendo più tempo  nel revisionarle che nello scriverli. A questo punto tocca leggere (e rileggere) tutto il resto di lei. 

domenica 24 marzo 2013

ADDIO BABILONIA (PAT FRANK, 1959)

Una volta chiaro che il libro è a suo modo datato, e per la ancora presente differenza tra bianchi e neri e per i limiti dei ruoli possibili delle donne, ma ovviamente fuori dalla Guerra Fredda e di una minaccia imminente (rispetto naturalmente ai ricordi di Hiroshima e Nagasaki), il libro è un'ottima lettura, coinvolgente, ben strutturata che descrivere in maniera interessante il giorno dopo l'esplosione di una Bomba H. Come ce la cavammo dopo la fine del mondo. Ho comprato questo libro nel 2010, ma si sa tute le cose hanno il loro tempo, sono contenta di averlo riesumato e deciso di leggerlo, incoraggaita non tanto dalle prime pagine che invece ho trovato pesantissime, ma dalla fluidità cin cui ho letto il seguito. Bene, andiamo avanti così con la lettura.

domenica 10 marzo 2013

URSULA LE GUIN, alcuni suoi mondi

Forse questa autrice è più famosa per i suoi lavori nel campo fantasy, genere che a me attrae così poco che proprio fingo non esista, perciò il mio giudizio al momento riguarda soltanto quello di fantascientifico che  ho letto. Ho letto a suo tempo un libro (Il mondo di Racannon) che mi ha lasciato perplessa fino alla fine (sempre per la mia antipatia per il fantasy) ma il finale mi ha riconciliato con tutta la storia. Poi sono passata a "Il pianeta dell'esilio", molto scorrevole, troppo, la cui idea e la profondità dei personaggi non è stata affatto banale, ma qualcosa non lo rende un capolavoro, anche se anche questo difficilmente non resterà nel mio immaginario. Poi sono passata a "Il mondo della Foresta". Forse il più debole di tutti letti finora, ma comunque una buona lettura, ma con quella sensazione di incompiutezza di "chiusura efficace" che caratterizza un capolavoro. Del resto, la postfazione dell'autrice a me dà da pensare (dice di essere stata un po' pilotata dall'editore che ha chiesto un finale piuttosto che un altro) e forse sarebbe stato un libro diverso. Ma si sa, ci sono sempre troppi compromessi tra ciò che ci vuole scrivere e ciò che ci viene chiesto di scrivere. Del resto, ho come il sospetto che gli autori del celebre (ma niente di speciale) di Avatar, prima pellicola in 3D (?) abbia attino a piene mani da questo volume. O magari è una coincidenza clamorosa. Infine, e chiudo in bellezza, "La falce dei cieli". A prima lettura, il tutto sembrava un po' banale, invece oltre a lavorare sulla profondità dei personaggi (la psicologia e psichiatria abbondano e con, mi sembra, cura dei dettagli) c'è davvero di tutto e di più. Una fantasia, una sbizzarrirsi, ma anche un equilibrio e una maestria incredibile. Ecco, questo sì che è una capolavoro. Da sottolineare che rispetto agli altri, questo non parte affatto da mondi immaginari nello spazio o nel tempo, questo parte da casa sua, nel Portland, ma riesce e farne l'impossibile. Davvero una bella lettura, nonostante il scetticismo iniziale. Consiglio, consigliatissimo.

sabato 9 marzo 2013

VULCANO 3 - Philip K. Dick, 1960

Considerato uno dei libri facente parte delle opere minori, primo tra le sperimentazioni del nostro come scrittore, io oserei dire che non gli manca nulla, forse solo un po' di delirio allucinato in più, ma per il resto, mi sembra più che un buon libro di fantascienza, con tutte le caratteristiche o quasi dei libri di Philip Dick. Perciò non capisco bene perché sia un'opera minore e forse non mi interessa poi tanto saperlo. Il mio unico cruccio è quanti libri di P.K.D. mi sono rimasti? Quante volte potrò pagare un viaggio mentale di questo tipo al massimo con 20 euro? Le droghe non potrebbero farlo, non con i tempi che corrono.

martedì 9 ottobre 2012

IL PIANETA DELL'ESILIO, 1966 ( Ursula Le Guin)

Confinato in un libro poco attraente che racchiudeva altri due volumi di Ursula Le Guin, pensavo di trovarmi davanti una trilogia, che mi richiedeva troppo sforzo mentale. Poichè, però, si stava affrontando il tema fantasy di pianeti sconosciuti in cui gli uomini più o meno come barbari vivono un'esistenza alla meno peggio, ho cominciato a leggere questo libro con le atmosfere de "Il trono di Spade" per ritrovarmi in una dimensione non meno fantascientifica di altre letture precedenti (e in questo blog commentate). In poche parole, questo libro ricorda un altro libro di Le Guin, ma non solo, e la sua parentesi fantasy è poca cosa, alla fine dei conti. Il  messaggio di tolleranza è poi altissimo e degno di una scrittrice  (scrittore donna) e tutta la guerra è frammentata da una storia d'amore. In realtà tutto è stato di una lettura veloce veloce che mai avrei detto a cominciare dalle prime tavole e la semplicità della storia è quasi disarmante. Voglio dire, mi è piaciuto ma quand'è che si fa ritorno sul Pianeta dell'Esilio? E' successo troppo poco! 

venerdì 5 ottobre 2012

LOTTERIA NELLO SPAZIO - Philip K. Dick



Certo, se uno legge questo libro dopo aver letto diversi libri di Philip Dick, forse non ne rimane tanto colpito. Ci sono molti elementi della sua scrittura, molte idee sono più che valide e la rottura con un certo tipo di fantascienza è evidente che c'è stato, ma resta quel "non basta" che mi ha portato a non essere troppo soddisfatta delle lettura. Eppure mi sono a mente diversi episodi saliente della vicenda, e soprattutto quanto sia vero, se si legge attraverso il paradosso, tutto quello che ha  visto Dick. Delle regole assurde e legittimate che in qualche modo viviamo anche noi. Sempre paradossalmente viste con occhi diversi. Ad ogni modo era arrivato il momento di leggerlo e manca poco ormai a finire la mia collezione di PKD. 

venerdì 7 settembre 2012

INVASION

Pensavo peggio. Non dico che si possa sostituire il fascino de "Linvasione degli Ultracorpi" con così poco ma forse il film riesce a reggersi con piacere e facilità sulla bravura e la magia dell'interpretazione di Nicole Kidman (che da sempre riesce a dare molto di più di quel che un film vale). Insomma, non male come film moderno di fantascienza, dove il moderno è presente e non lo impoverisce (basti pensare all'ultimo de "La guerra dei mondi" che invece ho trovato inutile). E fa paura abbastanza. Anzi direi proprio di sì! Ovviamente alcune soluzioni (proprio suo figlio è immune) lo è trovate "alla americana" mentre altre (i viaggiatori della metro che le suggeriscono di non avere paura per confondersi tra loro oppure il risveglio di tutti cancellando quella parte di memoria che non le apparteneva!) interessanti. Il finale ovviamente riapre un dibattito sulla vera umanità. Cos'è umano? Voler fare la guerra? Insomma, alla fine non mi è dispiaciuto vederlo, nonostante la paura che mi ha messo addosso.

domenica 26 agosto 2012

IPNOSI MORTALE (Alexandra Marinina)

Questo libro non mi avrà cambiato la vita eppure non rimpiango di averlo letto. A parte che adoro chi mi regala libri e quindi poi li leggo anche se fosserto tanto lontani da me, ma tutto sommato un'idea importante su cui ruota c'è. A tratti mi sembrava più fantascienza che un giallo e poi l'intrigo politico un pochino troppo complicato per apparire chiaro. La protagonista, che sembra bucare la pagina, in realtà non è simpaticissima, che ne so come la protagonista di Gimènez, ma tutto se la cava. Chissà se la Marinina l'ha strausata nei suoi procedenti volumi. Poi,chiaro, il fascino di Mosca e di un mondo che conosciamo poco si evince benissimo anche da qui. L'idea, quella su cui ruota il libro, quasi quasi la prendo un po' per me. Ma solo un po', quel che serve.   

giovedì 14 giugno 2012

JOHN CARTER e la PRINCIPESSA DI MARTE (E.R. BURROUGHS)


Libro di una scorrevolezza disarmante, pensato per essere letto e non per essere studiato. La storia semplice ma efficace sembra proprio un preludio però non si può dire che non racconti una stira che affascina. E' anche un testo molto vecchio, non quanto quelli di Verne e Wells, credo, ma abbastanza. La cosa buffa è che non ne avevo mai sentito parlare, pur avendo io interesse per la fantascienza retrò, quando tutto era possibile ed era possibile incantare e far sognare un lettore. Ora probabilmente non  è lo stesso. Onestamente spero di tornare a insegnare la mia materia e di poter far leggere questo libro ai miei alunni. E poi  magari far vedere il film che io non ho visto ma che in qualche modo recupererò per l'occasione. Del film sono onesta,  non sento l'urgenza. Credo che non sia una pellicola tanto riuscita, ma è solo l'istinto a dirmelo.

domenica 3 giugno 2012

V - VISITORS 2010



I benefici della tv digitale terrestre. In realtà ho resistito molto prima di acquistarne una, ma alla fine in questi tempi moderni, bisogna adeguarsi alle evoluzioni. A parte Rai news 24 non c'è nulla che guardo con attensione e aspetto con ansia le 3 puntate di Visitors remake. Perchè? Perchè mi fanno paura, probabilmente come allora. Il senso di questo remake è che i giovani vi si possono avvicinare: loro hanno una notevole difficoltà (e ne avranno sempre più) ad approcciarsi alla tecnologia precedente, in questo caso immagini diverse e pochi effetti speciali; ma non è da vedere come una riproposizione senza aggiunte. Naturalmente non ricordo la versione originale se non per piccoli aneddoti che tutti ricorderanno ( i topi! i topi!) ma non è questo il punto. Il punto è rendere credibile oggi quello che era credibile ieri ma oggi molto di meno. Sicuramente un modo per catturare i giovani è il personaggio figlio dell'agente FBI, Tyler, che farebbe sicuramente tutto quello che farebbe un ragazzo di 17 anni. Ma detto questo, che fascino perverso e oscuro hanno questi alieni? inimmaginabile. Secondo me non potevano trovare una villain migliore: fa veramente veramente paura. Ci terrei a dire che tra l'altro incarna bene lo spirito femminista, ahaha, nel senso che a comandare è lei, ma non tanto per qualche rivoluzione femminista della loro storia, ma molto ma molto di più perchè la gerarchia a cui hanno pensato gli autori è quella della Mantide. Sono più forti le donne, anzi le femmine, perchè gli uomini, i maschi, sono soldati, pedine, sudditi e quant'altro mentre l'ape regina, regina appunto, è il punto più alto, la mente, dirige con qualche oscuro sensore tutto il resto delle menti. Inquietante ma vero e soprattutto porta ad una riflessione interessante, se poi alla fine le donne al potere non sanno essere più pericolosi degli uomini. Non possiamo dirlo nei nostri termini, ma sicuramente possiamo osservare gli animali oppure i visitors. E la Mantide, come Anna, uccide il suo amante dopo che ha permesso di concepirla. Realistico da morire.
Resta la quinta colonna (come mai si chiama così?) in cui certi visitors iniziano a percepire sentimenti umani (o non sarebbe meglio dire sentimenti? come se soltanto noi fossimo in grado di provarli... proviamo anche quelli malvagi, non ce lo dimentichiamo!!!) che in realtà sa molto di John Connor di Terminator, ma vabbè, vediamo Jonh May come se la cava!

So già che è stato interrotto già da un anno in America e che arrivo tardi, perchè fan e quant'altro hanno già scaricato versioni originali con sottotitoli e quant'altro e hanno già discusso da secoli quello che guardo io oggi. Ma non bisogna farsi venire l'ansia. Io ci troverò qualcosa che gli altri non hanno trovato, ispirazione in ogni caso.

In ogni caso, "We are of peace. Always." Col cavolo.

mercoledì 23 maggio 2012

STEAMBOY



Lo avevo già visto. La cosa buffa è che non mi aveva particolarmente colpito. Ma questo forse fa parte anche di un cammino di crescita culturale che poi passa da qualche parte arriva fino a qui. L'unica pecca di questo film è la lunghezza, ma quello è soltanto un problema mio. Per il resto, anche qui ricchezza di particolari e una trama solida, complessa e per niente infantile. Una piccola pietra miliare nel genere e che fa parte ormai del mio immaginario.

lunedì 23 aprile 2012

REDENZIONE IMMORALE - Philip K. DICK



Forse l'unico errore è stato leggerlo di seguito al libro da me precedentemente indicato  in questo blog. Ciò deve avermi mi ha impedito di assaporare la bellezza di questo libro. Non è affatto meno interessante di altri ma l'ho trovato meno chiaro da subito, meno ispirato, ecco. Eppure recupera tutto nelle pagine finali, lì dove, dopo aver creato un mondo che sapeva pure un po' noioso, in realtà tira le fila di quanto costruito lentamente ed eccolo qua, il senso di tutto il libro. Per una volta, non mi sembra di trovarmi davanti ad un protagonista perdente, e se non perdente, vittima, e se non vittima, complessato, insomma un personaggio un po' fuori dal comune e anche una coppia al di fuori del comune. Però, andiamo per ordine.  Allen (oddio, i nomi, li dimentico facilmente) è una specie di antieroe, ma di quelli sovversivi, ribelli, che poi alla fine col sorriso sulle labbra si fanno beffe di tutti. Quel che ci voleva, uno che pur di difendere il proprio pensiero, arriva anche ad autodenunciarsi, senza avere paura. E la coppia? C'è da pensarci, che per una volta questa donna fragile, sì, è la donna amata e che ama e che l'adulterio è solo una finta, una inutile trappola che non scatta mai per loro. Insomma, ci può essere un'altra realtà. Il dittatore che mangia i suoi nemici è fantastico però!

domenica 22 aprile 2012

L'ANDROIDE ABRAMO LINCOLM - Philip K. Dick


Lo annovererei tranquillamente tra i suoi libri migliori. Per come riesce a caratterizzare i personaggi, tutti, in questa storia. A cominciare dal protagonista, che ci parla in prima persona a passare da Pris e il modello di donna che rappresenta, fino ad arrivare agli androidi. Chi non ha simpatia per Abramo Lincoln? Pochi credo, e a risolvere i guai sono soprattutto loro, a dare buoni consigli anche, mentre si capisce che il mondo dal punto di vista morale è peggiorato e che tutti soffrono per forza di qualche problema mentale. Gli hanno detto che non è fantascienza? Ma chi se ne frega! Questo è PKD e a me va bene così!

domenica 12 febbraio 2012

HAPPY FEET e L'ISOLA MISTERIOSA

Accostamento abbastanza improbabile di due film, ma entrambi presi dalla biblioteca dei ragazzi di Scandicci.


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Io e mia nipote l'abbiamo trovato noioso. Ci sarà pure un motivo, no? I buoni intenti c'erano tutti, il messaggio pure, ma evidentemente è qualcosa nella regia che ci ha fatto un po' annoiare. Mia nipote lo ha abbandonato molto prima di me. Strano, a noi le ambientazioni glaciali e i pinguini piacciono molto.



Differente è stato il giudizio per questo film. Io e lei siamo rimaste incollate allo schermo fino alla fine. Cosa vorrà dire? Che forse le vecchie pellicole (parliamo degli anni 60) non sono poi così tanto male per le giovani leve. E' proprio il "meraviglioso" di altri tempi che deve averci affascinato. Lo stupore con poco. Di questo film è bello tutto, a mio avviso. La capacità di sopravvivere in un ambiente ostile, gli animali giganti e la presenza finale del Nautilus e del Capitano Nemo finale che oltre a dare un senso a tutto, rendono anche fantascientico tutto il suo assetto. Bello davvero. Ah, certo è ispirato al libro di Jules Vernes, di cui però non ho mai avuto il piacere di leggere nemmeno un rigo. Sembrerebbe il continuo di Ventimila Leghe Sotti i Mari, e quello sì, l'ho letto. 


sabato 28 gennaio 2012

ATMOFERA ZERO



In realtà non ho mai sentito parlare di questo film e per questo penso non sia entrato nella storia. Eppure non gli manca proprio niente per restare vivo nell'immaginario di uno spettatore. E anche di un appassionato di fantascienza. Il personaggio principale è fedele alla sua divisa fino all'ultimo, fino a sembrare uno stupido (tra l'altro in qualche battuta lo dice anche) ma il risultato non è di una stupidità generale ma di quella di un ribelle che crede nella giustizia, nell'onestà, nella difesa del singolo individuo contro la produttività e l'alienazione. Un personaggio che rassicura in un mondo di corrotti e il finale che tanto dicono non azzeccato perchè non è uno scontro con il Nemico, è invece secondo me quello giusto, perchè il Nemico, quello vero non si può combattere sulla Luna di Saturno, mentre si cerca di essersi salva la vita. Il protagonista sa di aver fatto il suo dovere fin dove poteva e poi si ricongiunge alla sua famiglia. L'abbandono della moglie è anche il motore che spinge il poliziotto ad agire poichè rimasto  nella completa solitudine. A me è piaciuto, piaiuto tanto! 

lunedì 21 novembre 2011

Dr. FUTURITY (DOTTOR FUTURO, 1959) - Philip K. Dick

E' chiaro che ormai le opere maggiori le ho già terminate da tempo. E' chiaro che mi sono rimasta le minori. Chiare per i critici, io qui continuo a restare piacevolmente sopresa quante idee avesse quest'uomo e quanto capace, nonostante l'intreccio complesso, riuscisse a raccontare senza disperdersi troppo. Inoltre ha la tendenza a creare dipendenza. Smettere di leggerlo è un'operazione possibile solo se il tempo scarseggia, ma se hai un pomeriggio davanti e poche scadenze (anche se importanti) puoi immergerti nella lettura e non perdere l'importante filo dei pensieri dell'autore. Probabilmente è un libro minore perchè, nonostante cominci col denunciare una società fatta in un certo modo, poi in realtà finisce per raccontare una storia. Ma io i viaggi del tempo così complicati non li avevo mai visti. Un altro libro che resterà nel mio immaginario di lettrice.

domenica 21 agosto 2011

LA CITTA' SOSTITUITA - Philip K. Dick, 1957





Commento con molto ritardo questo libro, terminato due mesi fa circa. Il ricordo però è ancora vivo, eccome. Non è forse uno dei migliori libri di Dick, ma di certo non è banale e ripetitivo. Ci sono alcuni elementi (i Golem, i vaganti) che rimangono fissi nella mente e poi, questo ricordo d'infanzia esasperato (sicuramente quello di rivedere un posto che appartiene alla nostra infanzia è un tema comune a tutti, l'originalità sta appunto nell'esasperarlo) è una cosa che non può che coinvolgere il lettore. Quel che mi dispiace, soprattutto quando chiudo il libro di Dick, è che vorrei che quel mondo continuasse in qualche altra dimensione. Allora prende la smania di avere altri libri di Dick che in questo momento latitano.

Qualcuno dice che questa non è vera e propria fantascienza, ma io mi sono stuffata di dover classificare ogni cosa. Basta che mi piaccia e mi faccia andare un po' più in là della realtà.