Film a scatola chiusa che faccio scegliere ad altri. Del resto non mi sognerei mai di proporre un film nè a un gruppo, nè ad un altro con la risposta certa di non combinarne nulla. Così assecondo, ma visto che mi scelgo bene la compagnia, ci guadagno sempre. Come in questo caso. Opera incompiuta di Camus che si avvertiva senza conoscere poi tanto della sua vita quando ci abbia messo di suo e quanto amore avesse per la sua terra. Come fare a non capirlo? Impossibile. E poi il sud del mondo si somiglia un po' tutto ed io ho visto il mio. L'unico difetto una lunghezza che a tratti è soporifera ma un gran bel film. Con piacere poi ho rivisto Maya Sansa che evidentemente se la cava benissimo sia in francese che in italiano.
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sabato 28 aprile 2012
IL PRIMO UOMO, 2012
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domenica 12 febbraio 2012
E ORA DOVE ANDIAMO?
Il primo commento a questo film è stato "troppo intelligente". Volevo dire che ci vuole una certa acutezza per costruire un film per molti tratti comico, su un dramma così presente e forte, con la leggerezza di una farfalla che poi è il punto di vista delle donna. Eppure sono le donne in questo film che non vogliono la guerra, sembra solo per l'istinto di non farla, eppure quelle coinvolte sono tutte vedove, con figli a carico e forse è il lutto che le fa parlare così. I loro mariti sono morti dei precedenti scontri e la guerra è quella tra cristiani e musulmani. Così in un piccolo paesino in cui le divergenze religiosi convivono pacificamente le donne le pensano tutte per mantenere questo equilibrio. Tutte tutte, abbastanza da strappare più di una risata. Ottimo film sulla convivenza religiosa. E poi, si sa, queste cose a me piacciono tantissimo.
martedì 17 gennaio 2012
MOVIE DA RAGAZZI
Naturalmente questa visione è per ragazzi, anche bambini, visto che ci sono andata in compagnia della mia nipotina. Sono state due belle esperienze. Il Gatto con gli stivali vale la pena di vederlo in 3D poichè grafica ed effetti speciali sono stati curati abbastanza da sfruttare il media giovando a tutti i sensi, senza stavolta provocarmi il famigerato mal di testa. I voli e le acrobazie non mancano e nemmeno la storia è così banale. Forse si potrebbe incartanare, ma lascia buone impressioni. Il senso profondo di alcune frasi poi ("Tu sei più di così") sono da imprimere nella memoria quando devi insegnare a qualcuno ad essere migliore. Ad esserlo tutti. Alvin Superstar è decisamente meno cartoonesco (è un film alla fine ) in cui la morale è più finta. La storia è più un inseguirmi di avvenimenti da cui si vuole uscire, ma sicuramente inferiore al precedente. Eppure lo sforzo degli autori a non banalizzare i messaggi è apprezzabile. Lo scambio di personalità fa capire che quando c'è da diventare adulti, lo si diventa ma nell'animo si è sempre un po' discoli. Vero, verossimo, almeno per quello che mi riguarda.
In definitiva a mia nipote è piaciuto e alla fine per me conta soltanto questo.
sabato 17 dicembre 2011
I 6 FILM DI QUESTO CALDO AUTUNNO-INVERNO 2011
Angosciante. Non tanto per la trama e in particolare la "malinconia" di una dei protagonisti (v. locandina) ma per la scelta delle inquadrature del film. Ho avuto mal di testa anche il giorno dopo! Reputo ancora da non sottovalutare il nome del pianeta che collide con la terra: la gravitazione del pianeta rispetto al nostro evidentemente produce questo tipo di situazione ai terresti. Chi è più sensibile (ancora personaggi in locadina) evidentemente dà di matto prima degli altri. Questa tesi però a nessuno piace, tranne che a me. E del resto è a me che deve piacere.
Non male, anche se ingenuo e spesso volutamente leggero e improbabile. Cremonini se la cava alla meno peggio, mentre la Ramazzotti riesce a bucare lo schermo (sempre secondo la mia modesta opinione).
Ti viene quasi di credere a questa versione dei fatti e soprattutto inizi ad odiare Shakespeare, quel ciarlatano, zoticone, imcapace anche di leggere. E' vero che alcune cose non tornano e va bene, ma così ci hanno distrutto un mito.
Sicuramente la commedia che più mi somiglia; è il sud emigrante che si somiglia tutto forse. Alcune cose fanno davvero pensare e la tragicità dove ci deve essere viene descritta bene. Insomma, qualche lacrime, tra le risa non manca. Una bella favola da raccontare anche ai bambini.
Dimenticavo: a differenza della diffidenza, questa prima parte mi è piaciuta abbastanza. Naturalmente è inverosimile su tutti i fronti, ma quelche tremore me l'ha procurato. Sarò costretta a vedere il seguito, però la curiosità c'è tutta.
sabato 27 agosto 2011
NESSUNO MI PUO' GIUDICARE (2011).
Ovviamente il tag è un eufemismo. Cult movie non lo sarà di certo, una commendia divertente sì. Cominciamo da lontano, gli attori calati ognuno nella sua parte se la cavano alla grande, soprattutto la Coltellesi che disgrazia della parte che le hanno assegnato, ma anche del personaggio stesso, se la cava senza farmi accapponare la pelle. Personaggio discutibile quello assegnato a Papaleo, che però interpreta bene il razzista (ma sono sicura che anche a lui sono girare abbastanza bene a dover fare una parte del genere, certo sempre meglio della Cortellesi!). Poveri lucani nel mondo! Raul Bova, addirittura non sembra nemmeno finto, che abbia imparato a recitare? Purtroppo non basta quel suo corpo da sballaormoni a fare di lui un attore, però, ammetto è sopravvissuto. Morale del film? Forse da un lato si voleva fare una polemica alla politica italiana, ma in realtà il messaggio arriva molto diversamente: trovatevi un marito ricco oppure fare le escort. Che culo ragazzi. Non c'è denuncia, almeno se c'è è velata e l'urlo "Nanni Moretti" non salva l'impegno che si sarebbe voluto dare al film. E allora? Io non lo so, se fossi il regista, come lo sceneggiatore, qualche dubbio me lo sarei posto (di tipo educativo) . p.s. il gay di turno, una volta tanto mi sembra abbia detto tutte le sue verità e la sua invidia (per le donne) è stata perfetta ("tu non te la meriti"). Sìsì, io i peggiori li ho sentiti parlare così.
lunedì 17 maggio 2010
5 FILM PER 3 DONNE E MEZZO
1. Genitori e Figli - Giovanni Veronesi

Pioveva. La prima volta. Con Maria Pia e Giulietta. Il cinema è stato il Variety. Io come al solito col rischio di perdermi, ma tanto loro erano lì ad aspettarmi. Mi è piaciuto abbastanza, anche se avrei dato un taglio al tema della sessualità, che ho percepito tra l'altro come atteggiamento voyeuristico da parte del regista. Chi se ne frega se si offende. Gli sketch comici, soprattutto del giovane attore romano, molto ben riusciti e la protagonista perfetta per la parte.
2. Mine vaganti - Ferzan Ozpetek
Variety, due giorni dopo. Con Maria Pia e organizzato al momento. Era il giorno del mio compleanno e la prima a Firenze con gli attori e il registra. Un compleanno per una volta da non dimenticare.Immancabile. La mia presenza al cinema con un film di Opzetek, come anche il tema dell'omosessualità nei suoi film. Quando non c'è, il regista si spegne. Del resto sa parlarne bene, stavolta con travolgenti e dissacranti momenti di comicità, che hanno dato un altro frammento di questo mondo diversamente insondabile.
3 . L'uomo nell'ombra (the Gost Writer) - Roman Polanski

Cinema Fiorella. Con Giulietta e Antonella. Il regista parla da sé e la complessità del film anche. Una tensione continua che non finiva mai e poi quando ce la si aspettava, niente. Un colpo secco e basta. E' così lontano dalla mie corde che ancora non so quanto mi abbia coinvolta o meno. Sicuramente è quel tipo di film che emerge dall'inconscio quando lo dice lui e con effetti devastanti.
4. Matrimoni e altri disastri - Nina Di Majo

Variety. Molto divertente e per certi versi molto realistico. Finalmente una Margherita Buy che mi sembra faccia una parte che le si veste bene addosso, senza sembrare poco capace. Interessante a chi è rivolto (target). E se non si fosse ancora capito, il fascino del tecnico del computer è appena entrato in voga. Però, il momento più atroce è stato il bacio del ragazzino.
5 - I Gatti Persiani - Bahman Ghobadi.

In assoluto il più bello, il più originale, il più complesso. Quello più denso di significato, quello che insegna di più la rivoluzione. Quello che più ci dà una sberla in faccia, per svegliarci, per scuoterci e dirci che per un ideale si può anche morire. Da vedere fosse anche soltanto per la musica iraniana. Cinema Fiamma, con Antonella e Maria Pia. Scelta dalla prima che ha gusti difficili e per lo stesso motivo non saranno mai una sòla.
Cinque perchè sono le dita di una mano, per poterli contare, e cinque è il mio giorno di nascita. Se potessi moltiplicherei il tutto per se stesso e per se stesso ancora.
Cinque perchè sono le dita di una mano, per poterli contare, e cinque è il mio giorno di nascita. Se potessi moltiplicherei il tutto per se stesso e per se stesso ancora.
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