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domenica 5 maggio 2019

LA STRADA CHE HO TROVATO



No, non è freddezza,
è solo la tua corazza

un sorriso ti si stampa severo
e mi concede un debole momento

Ma io ti sento
so come sei dentro

la ferita è tagliente
e sanguina da tempo

ma io non la temo
resto immobile e ti vedo

sono qui ad indicarti la strada
quella che io ho infine trovato

ci andremo insieme
e stavolta non ci perderemo

(da "Tutti scrivono poesie") 

giovedì 1 settembre 2016

POTESSI FERMARTI

Potessi fermarti, stringerti appena. 
Rubare il tuo sorriso,
tenerlo per me dentro questa lunghissima notte di pena.

Hai il pensiero di me come io l'ho di te?
Hai lo struggersi del cuore che manca il respiro
 come manca a me?

Solo il tempo sa se sopravviverò a questa ennesima illusione, 
se vincerò questa improvvisa ossessione.

O sfumerà nel nulla 
come ora non riesco nemmeno a dire.

O magari resterai, 
e io gioirei del mio nuovo e inaspettato sentire.

mercoledì 16 ottobre 2013

L'ATTENZIONE

Io la chiamo attenzione
quella nel tuo sorriso 
in cerca della mia corrispondenza

Mi stupisce un attimo 
mi arresta di colpo
nel turbinio del giorno
appena cominciato

Fermami ancora,
trova una scusa per parlarmi
e naturalmente ti ascolterò.

Nello scintillio dei tuoi occhi curiosi
dentro quella maschera 
di cui è segnato 
indelebilmente il tuo viso

E che oscura 
a chi non vuol vedere
la dolcezza preziosa 
che solo a te appartiene.

venerdì 7 giugno 2013

UNA ROSA

Vorrei essere una rosa: 

quella che osservi 
con inattesa curiosità 
sulla tua scrivania

e l'avvicini per sentire 

se odoro di buono 
o non so di nulla,
come accade più spesso, 

ma non importa:

tienimi ancora,
così stretta e ignara,
del mio tenero desiderio segreto. 


lunedì 3 giugno 2013

A COSA SERVE, DIMMELO TU

A cosa serve inseguire farfalle che non potrai mai catturare? 
A cosa serve usare tutto il tuo tempo per raggiungere mete inarrivabili? 
A cosa serve sfidare la sorte, la morte e l'onore per ritrovarsi vigliacchi, denudati e corrotti? 
Dimmelo tu che non cedi al dubbio, che non dai tregua, che non osi chiederti cosa voglio. 
Dimmelo tu se ci riesci, sei sei tanto più forte di me e irreprensibile. Dimmelo tu, anima dalle molte vite con cui ho condiviso il dolore più terribile. 
Dimmelo tu, che domani, o poco più in là, non ci sarai più ad attendermi. 


venerdì 1 marzo 2013

PER SFINIMENTO

In ogni caso sarebbe finita così. Che mi avresti portato allo sfinimento, voluto o meno. Progettato o improvvisato. Solo che sembra che io debba dare un taglio netto, una sferzata più forte, verso il destino che già si preannunciava così, come tutte le mie storie assurde e improbabili. Aspettavo il decorso, come di una malattia, e stavo a guardare, riprendendo  le forze. Sono stanca. Forse questo lo avevi capito. Stanca da non poterne più. Ti ho detto quanto avevo da dire, forse male e ti è sembrato poco vero, ma io sono padrona solo della parole stampate, magari scritte da una scrittura indecifrabile come la mia, ma quelle che producono suono, che l'orecchio ascolta, mi vengono difficili da coordinare per essere sorpresa e sorprendere. Dovrai accontentarti di questo, se vuoi parlare con me. Ma tu non vuoi, sono io che ti cerco e ti costringo, magari accorgendoti solo dopo che ne avevi bisogno. Solo che ora io sono stanca, esausta, privata di tutte le energie. Non avrei potuto durare comunque di più, prima o poi doveva accadere. 
Ma ti ho detto quello che avevo da dire. Sapevi già che io ci sono fino alla fine, e quindi ora tocca a te, decidere. Se sono dentro o fuori, se sono un riempitivo, un deterrente, un cuore amico, un'anima vicina. Sei solo tu che decidi, dove vuoi arrivare e dove fermarti. E se qualcuno ha parlato male di me, è solo invidia. 
Tu basati solo su quello che hai visto e sentito, ma se non vuoi (andare oltre) non avrò niente da dire. Scegli! Sono qui, dove esattamente sai, ma poi non ti stupire se non è come prima, se non ho più le forze e non riesco più a starti accanto come ora. E forse sai già perché, perché così è che volevi. I miei complimenti. 

giovedì 17 gennaio 2013

L'IMPORTANZA

Ormai essere inquieta di sera è un'abitudine. Il pensare alla sua assenza fisica e alla mia nella sua vita. Il pensiero di me che forse non ha. Indagherei se potessi sul perché voglio essere così  importante. Che gratificazione è mai questa? Triste, visto che dico di essere un bodhisattva. Dovrei lasciarmi scivolare tutto, pensare solo a quanto è importante per me. Ma ho bisogno di essere qualcosa, per questo tutto questo affanno per far leggere di me. Perché voglio ESSERE ai suoi occhi. Non è triste? Ho ancora molte cose da imparare dell'amore verso gli altri... Il mio è egoismo e anche un po' di arroganza, anche se in  misura minore di quello che anima il mondo. 

lunedì 24 dicembre 2012

CAVALCARE LA SOFFERENZA

In questa confusione, dove ritroverò l'equilibrio? Esso è un affare che può essere imprevedibile, nascosto tra le maglie di una situazione insolita, per non dire bizzarra e perché no? assurda. E' questo che cerco, equilibrio.  Non riesco a sentirmi responsabile in questa vita degli immensi errori commessi in passato ed ora che sono qui, che cosa posso fare? Cavalcare. Cavalcare la sofferenza. E' mia indubbiamente, ma sono colpevole magari da un secolo ed è facile prendere quella sana abitudine di non accorgersi più di esserlo. Ma anche se lo sono, cosa cambia ora, in questo frangente? Cambia solo quello che posso cambiare, lo stato interiore, il mio. Di essere più forte, di guardare al di sopra di questa nebbia fatta di dolore. Di accettare il compromesso, per ritrovare l'anima e armonia tra ostacoli e scommesse, indubbiamente a fatica, ma come fosse un gioco, solo un gioco. Un gioco di equilibri, naturalmente. Cosa posso fare? Questo è lo stato delle cose, quello che puoi offrirmi, senza che io ti chieda niente, che tu sappia che vorrei chiederti qualcosa. Questo è lo stato delle cose ed io non voglio infrangere le sacre scelte, il cuore di un bambino che si ritiene ( e difatti lo è) così fortunato da quando ci sei tu. Non potrei mai. Nemmeno dall'angolo più remoto di un pensiero inatteso. Lo stato delle cose è che io abbia il mio equilibrio, che vada avanti lo stesso, restando sazia e piena di quanto mi appartiene, cedendoti quel qualcosa che però è ancora a me compreso. Non svuotarmi, non perdere, non perdermi. Arriverò dove dovevo già arrivare, ma sarò armata di energie sottili, di un'armatura di luce e tu starai a guardarmi, mentre sorrido ancora. E forse mi vanterò qual che basta per sentirmi a dura prova. Che del dolore che mi hai risvegliato e che mi continui a risvegliare, non sentirai più l'ombra.

mercoledì 14 novembre 2012

MANIFESTARCI

Ho trascorso tre settimane di inferno. Ero dentro una prigione, costruita da sé, da me. Inspiegabile, il perché.  Mancava anche il respiro, oltre al somatizzare il dolore del vivere, insofferenza del mondo. Ora che ho capito, che ho sentito la tua vita aprirsi alla mia, schiudersi come un uccellino nel suo guscio, dentro un nido che io ho raccolto, così  mi affidi la tua vita ed io la custodisco, gelosa, come sempre, come solo io so fare.  Non temere, io posso capirti, io posso sentire ogni tua ansia, ogni tuo dolore, ogni lacrima che hai versato, ogni volta che vorrai parlarmi, riaprire l'universo che è in te e che sapevo esistere. Perché questa è la risposta, sapevo che eri così, che nascondevi tesori inafferrabili, di quelli che non dai a tutti, ed io gemevo nel non corrisponderli, nel non poterti dire "io ci sono, di me ti puoi fidare". Era troppo presto. Ma aspettavano di raggiungermi e ora l'atto è compiuto. E se domani, se vorrai, io ci sarò tutte le volte, attimi appena o ore intere, perché anch'io, ho trovato qualcosa, ho ritrovato una parte di me, che mi mancava e che ora so dove cercare. 
Sì, era l'inquietudine di sapere che dovevamo manifestarci, ma innaturalmente non avveniva, non ancora. 

domenica 22 luglio 2012

MUSE DEGNE DELLA MIA ATTENZIONE

E' grigio vivo, un po' brillantoso ma infruttuoso. Non ci sono muse, non ce ne sono da un po' e si raccatta dove si può qualche barlume di rosso smaltato. Ma non basta, non passa oltre. Così però, in questo stato pietoso e scoraggiante, per un attimo, ho avvertito in tutta la tua bellezza la debolezza della mia mandibola, già ampiamente incrinata da malformazioni genetiche; una caduta giù, inavvertibile, senza nemmeno un respiro solido dai miei polmoni. E allora, mi sono incantata, provato a vedere se l'osso fosse proprio rotto, ma ancora resisteva. Ma tu eri la bellezza sincera, quella che dal tuo cuore, arrivava sulla tua pelle, e ti faceva un essere così splendente. L'incanto perfetto. E' così che ti dedico queste cose righe, perchè è stato un attimo che hai ravvivato, ma è bastato a dirmi che ci possono essere ancora muse degne della mia attenzione. Che possono far sussultare nel profondo qualcosa di magico.

LA LUNGA OSCURA PAUSA CAFFE' DELL'ANIMA - D. Adams

Riprendere un suo libro, la sua scrittura fulminante (per niente banale, se pur votata all'ironica e all'impossibilità) è stato un piacere riconquistato. Mi è mancato. In realtà mi manca. Altre poche cose non ho letto, ma la Guida Galattica per Autostippisti è una bibbia nel suo genere (che praticamente ha inventato lui?) e non credo di esagerare.
Questa volta non c'è molta fantascienza, ma più di una volta mi sono resa conto di quanto siamo scemi e facciamo come i personaggi coinvolti. Magari non con la faccenda del frigo, ma a chi non è mai venuto in mente di seguire un'auto dicendoci che quello lì la strada la sa e sta andando proprio dove noi dobbiamo andare? Non credo di essere l'unica o forse sono pazza come lui. E sarebbe un onore in ogni caso.
E che genere è quindi? Tra un poliziesco, un mitologico e l'assurdità che lo caratterizza.

Molto interessante il titolo originale che invece del caffé, parla invece di té. Cosa c'è di interessante? Una questione puramente antropologica. In Italia non avrebbe reso con il tè, ma il caffè sì, rende l'idea, eccome, di quanto la pausa sia culturalmente inserita in un dato contesto e come qui diventa oscura e lunga, forse troppo. Molto particolare davvero.

lunedì 27 febbraio 2012

PROBABILMENTE

Mi sottovaluto. Forse quello che sto "tessendo" non è così brutto, ma posso fare di meglio. Se ne avessi il piacere e il tempo. E la certezza che non fallirei comunque.

giovedì 5 gennaio 2012

10

E' bastato un attimo per buttare all'aria il lavoro di 10 giorni? Una solo foto di te tra 10 anni per capire cosa mi perdo? Non può essere, non deve essere. La mia vita è altrove e tu non ci sarai. Potrai accontentarti di ispirarmi qualcosa di bello, magari tra 10 ore, ma ora no. Non ti voglio qui e nemmeno altrove. Mi voglio libera di te, è l'unica cosa che ti chiedo.

giovedì 17 novembre 2011

CHE SPRECO DI BACI

Che spreco di baci sei.

Li soffi al vento,
travolgendoci in una tempesta,

li sospingi golosi
mentre muiono al sole.

Non fingere,
inviane ancora
e rischia,

l'insensato pasticcio dei nostri ormoni
l'impacciato corteo dei nostri occhi

che nell'insenatura più piccola
delle tue labbra
son caduti

come angeli per sempre perduti.

giovedì 10 novembre 2011

E SE COMINCIO A CORRERE

Una volta era spontaneo, non progettavo nulla, mi guidavano le occasioni. Forzavo poco, approfittavo quel tanto che bastava e il mondo lontano mi si avvicinava, si creavano rapporti bellissimi, sul filo del rasoio, senza sapere cosa fossero per davvero. Ora cosa è cambiato? Una consapevolezza maggiore del mio potere, del fascino che si può esercitare sugli altri esseri umani, ma anche una innaturale forma di distacco. Ho smesso di sognare, di osare, pur sapendo di essere una sovversiva. Perciò tutto diventa più difficile, la preda si allontana proporzionalmente alla consapevolezza e al distacco, e se comincio a correre, lei corre di più. Forse devo perdere il fiato per veder cominciare arrestarla. Fermarsi e voltarsi verso di me. Venirmi incontro e capire, capire che solo di me si può fidare, che solo io posso capire senza conoscerla. E dopo diventare necessaria.

venerdì 7 ottobre 2011

MIA FIGLIA

Mentre ti guardo
invecchio ferocemente,
potresti essere mia figlia
e non lo sei.

Che nessuno infranga la tua giovinezza
che nessuno calpesti il tuo candore

Ma forse sei già infangata e più volte
e conosci più cose di quanto io potrei

Potresti essere mia figlia
ma non lo sei.
E quasi sospiro alleggerita
del peso che mi dai,

una responsibilità che mi illudo
di non avere e
che non mi riguardi mai.

lunedì 19 settembre 2011

A VOLTE

A volte mi consola l'idea
che in fondo apparteniamo entrambi
allo stesso sistema solare...

sabato 3 settembre 2011

NOSTALGIA

A volte ne risento l'odore
il rumore delle onde,
il tuo scrutarmi
sotto gli occhiali da sole.

Ricordo la traccia triste del tuo viso,
un sorriso lieve,
il tuo ascoltarmi,
e la tua delusione dalla vita.

E quel che rimane
è il mio voler tornare,
il rimediare al tuo dolore,
alla mia nostalgia,

e volerti proteggere,
risvegliarti nel cuore
una dolcezza dimenticata,
e soltanto assopita.

Fa' che sia solo questione di ore,
di mesi, e di un leggero torpore
perchè l'inverno si avvicina
e io sogno ancora.







mercoledì 24 agosto 2011

ORA CI SEI TU.


Io non so cos'è, ma questa sensazione l'ho avuta dal primo momento. Di sicuro, non ci siamo visti mai prima d'ora, nè in questa vita nè nelle precedenti. So solo che sei tu che ora devo aspettare. Che corrispondi al mio ideale, che rappresenti la mia terra, la mia identità, la mia appartenza. Passerà un anno, ci osserveremo, scrutando tra le nostre frasi, i nostri volti, i nostri pensieri, le nostre manifestazioni artistiche e così ci conosceremo. Sarà un rimandare a tra qualche mese, sarà un costruire una fiducia e una stabilità piuttosto strana ma non impossibile, anche in questo modo. E' questo che sento quando ti guardo e ritrovo il tuo sorriso, che mi hai donato quelle mattine. Ripetendolo fino a sera. Quando mi hai parlato di te e non volevi dire nulla e hai detto tanto. Le mie armi migliori non le ho nemmeno sfoderate, forse perchè qualche volta non ce n'è bisogno. Questo è un rimandare, aspettami, ti aspetterò. Saprò esserci e capirai che di me ti puoi fidare. Ho abbastanza determinazione e amore, per te.





La vita è imprevedibile, sicuramente mi farà ricredere, ma poi... ho davvero dimenticato tutti quelli che sono stati importanti? No, non l'ho fatto. Tu ci sei ora, e ci sarai, come tutti gli altri.

martedì 16 agosto 2011

RICORDO D'INFANZIA

Timide, sedute
dietro la tavola a festa
dietro gli occhiali di osso
con vestiti di raso rosa

Una di un anno più grande
o poco ci passa
quasi gemelle
come me e mia sorella

mi sono rivista
timida, seduta
interrogativa
sul grado di parentela
degli ospiti attesi

Novità che portavano da lontano
di posti che nemmeno immaginavo

Ed ecco ora sono io la straniera
l'estranea, la diversa
che ha rotto quelle regole
che le stavano strette

O forse mi sono illusa soltanto
di aver cancellato il passato
perchè forse niente è cambiato.