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lunedì 26 agosto 2013

MIEI LIBRI PER L'ESTATE (Vinge, Bulgakov, Yogananda, Woolf e altri )


Avevo fatto un progetto abbastanza ambizioso di lettura per questa estate che sta per finire. Oltre, finalmente, ad aver letto alcune serie di fumetti che fino a quel momento non ero riuscita a leggere ( brevemente: Echo, Ian, Lo Sparviero, Voyager, Durango, Eroi e Battaglie, Caino),  mi sono cimentata con il secondo volume di Trono di Spade (per cui primo o poi scriverò un post a parte, come è giusto che sia).
Sui fumetti il giudizio è sempre stato positivo, anche perché quasi tutti sono pubblicazioni straniere tradotte in italiano, con un formato che non rende giustizia ai disegni ma sicuramente al portafoglio.




Ho letto Universo Incostante di Vernon Vinge. Acquistato 7 anni fa, finalmente mi ero riproposta di leggerlo, perché se no non l'avrei letto più. Avendo già letto un suo libro e trovandolo non così male come diceva la critica, questo libro mi ha fatto l'effetto contrario. Non l'ho trovato eccezionale. Non che mi sia dispiaciuto ma ad un certo punto l'ho trovato prolisso e non sempre interessante. Però ci sono cose piuttosto nuove o poco sfruttate almeno per le mie letture e quindi tutto sommato sono contenta di averlo finalmente letto. Poi, come sempre, sarà il tempo a decidere, perché quello che sembra non averti colpito ora invece si sedimenta e torna alla mente in momenti altri. Così si capisce la grandezza di un libro e l'effetto che mi ha fatto "La fine dell'arcobaleno" di cui ho sicuramente recensito con un post in questo blog. 







Altro libro, tra gli obiettivi di questa estate, è Il Maestro e Margherita di M. Bulgakov.
Certo, tutt'altra faccenda, perché i russi sanno come si scrive e lui non è da me dei grandi. Un alone di mistero ( e di persecuzione)  aleggia intorno a questo libro che mi ha presa più di quanto pensassi, forse perché la storia di Ponzio Pilato mi serviva e mi è interessata moltissimo nel complesso. Anche il resto, ovviamente, dove il delirio della pazzia fa fare molte cose.





Non una lettura qualsiasi è stata quella dell'autobiografia di Yogananda, che mi era stato tra l'altro regalato forse 10 anni fa. Ma se è vero che un libro bisogna leggerlo quando lo si sente, mai come in questo caso se ne ha conferma. Ho avuto molti stimoli da questo testo, ho riflettuto su cose facendo un passo in più rispetto a quanto avevo già fatto. Ne avevo bisogno e devo dire che sento la necessità di proseguire per questa strada. Sono rimasta shockata fortemente da un capitolo che rileva qualcosa di "oltre l'invisibile" e in un certo senso potrebbe anche tranquillizzare certe riflessioni. Sicuramente trarrò ispirazione in altro senso, intendo fumettisticamente da questo mondo che viene descritto e ne farò non so che fumetto e per quale casa editrice. Ad ogni modo è stata una lettura importante. Fosse anche solo dal punto di vista documentaristico, culturale, antropologico. L'Occidente è sicuramente povero di queste cose e invece noi abbiamo bisogno di sapere che esiste un altro modo di vivere, diverso dal nostro. 


Infine questo libro iniziato a maggio l'ho terminato a settembre inoltrato. Diaro di una scrittrice è l'opera curata dal Leonard Woolf dei dario di Virginia Woolf. Ogni pagina di diario è un'immersione speciale nella mente e sensibilità di un'autrice che non credo abbia molti con cui essere paragonata. Sia perché le scrittrici donne sono tuttora poche, e anche se avessi perso il conto e ce ne fossero più degli uomini, una cosa non è facile da trovare. Cosciente di aver letto poche ma essenziali cosa della sua produzione, questo diario ha la bellezza di essere scritta con semplicità e immediatezza che non è possibile trovare nei suoi lavori. Perché, e dal diario si capisce benissimo, ci tornava mille e mille volte, spendendo più tempo  nel revisionarle che nello scriverli. A questo punto tocca leggere (e rileggere) tutto il resto di lei. 

domenica 7 luglio 2013

FROM COMICS TO MOVIES

Accorgersi di non dedicare più lo stesso tempo è un gran dispiacere. Parlo del tempo che dedico a fare la mia considerazione di quello che guardo (e in parte anche quello che leggo, ma siccome richiede un tempo infinito, il leggere, allora spendo due minuti in più). Mi sfuggono cose che ho visto e che invece meritavano qualche parola in più, così che nel futuro prossimo ricordando qualche sprazzo o non ricordando affatto ma leggendo at random qualcosa su questo blog, possa riaffiorare qualcosa. Forse l'uso del blog è ormai soppiantato dai social network più in voga, forse dalle necessità di dire tutto in poche ed esigue parole, forse da qualcos'altro che mi sfugge. 

Con questa premessa, magari lunga e noiosa, faccio una considerazione degli ultimi film tratti dai fumetti che ho visto, di quelli che vanno a vedere tutti e che ti chiedi, ma l'originale? Parto dall'ultimo per arrivare al primo? 


IRON MAN 1 - L'ho trovato ben costruito e credibile. L'aver calato il tutto ai nostri tempi, con la guerra in Afganistan, mi è sembrato un punto di forza non da poco. Antipatico a dir la verità che il protagonista sia ricco e famoso, ma si sa che gli autori vorrebbero essere quello che decidono per i loro personaggi. E io? Ci devo pensare. Intanto io sono una donna e questo cambia un mucchio di cose. 

IRON MAN 2 - Lento, la parte iniziale noiosa. Che vi devo dire? Non mi è piaciuto. 






LANTERNA VERDE - il film conclude con l'idea di proseguire con un seguito. Probabilmente tutti questi supereroi rivisitati hanno come obiettivo il rilancio delle testate di fumetti a cui appartengono. Usando effetti speciali e mazzate a più non posso, riescono anche a fare incassi al botteghino sperati, oltre che riportare in auge il supereroe. Personalmente mai letto un suo fumetto, nemmeno quello di Iron Man, ma il film mi ha incuriosita molto. Opera titanica quella di recuperare gli arrestati e verificare quando del film ci sia nei fumetti e nemmeno ho intenzione di farlo (sono una pessima collezionista e mai mi sognerei di esserlo!). Ad ogni modo cosa mi è piaciuto del film? Alcune cose sono volutamente drammatiche, pensate lì lì per farti piangere, poi però due concetti restano fermi: cosa permea l'Universo? La Volontà! Cosa impedisce all'essere umano di raggiungere i suoi obiettivi? A parte il dubbio, la Paura. paura di non riuscire, tanto per capirmi. Scontato? No, basta crederci davvero. Poi ovviamente, tutti quei mondi, tutti quei viaggi, tutte quelle creature, per me sono il top! Indubbiamente!


MAN OF STEEL, cioè SUPERMAN - Per quanto sia difficile non pensare alle vecchie produzioni, questo film hai i vantaggi di spiegare i poteri di Clark con la motivazione gravitazionale (semplice ma efficace) che per altro non gli ha permesso una vita facile da fanciullo (respirare a fatica, doveva ancora imparare ad adattarsi). Altro elemento di forza è rendere credibile l'esistenza difficile di un ragazzo diverso dagli altri, questo senza pensare ai poteri, ma dal suo lato più umano. Molto bella i sentimenti che provano i suoi genitori naturali, e non meno commovente e non poco i discorsi con i suoi genitori adottivi. Chiunque abbia scritto quei dialoghi ha saputo rendere tantissimo questa situazione (che ovviamente non era mai stata trattata così finora). Infine, quasi non ce ne frega nulla che fosse come d'acciao, che Lois si ritrova sempre saltata dal nostro eroe e soprattutto potesse scazzottarsi così tanto. Parte noiosissima e inutile, ma forse queste cose fanno vendere? Secondo me sempre in positivo è la descrizione di Kripton, molto spesso accennata appena e che qui invece prende una buona parte iniziale. L'ambientazione, gli effetti incredibile, avevano bisogno della tecnologia moderna e in questo caso, sì, l'abbiamo saputa usare a buon fine. Infine, sono molto contenta di aver visto questo film in lingua. Assaporato meglio.


THOR - In rilievo, quanto è difficile essere il secondo fratello e per giunta adottivo, quanto sia complicato il rapporto padre figlio, che disgraziati mettiamo al mondo, se poi devono combinare prima dei danni per prendere coscienza. A parte questo, il tuffo nel mondo di Odino, Asgard e letteratura norrena, è sempre un bel piacere, anche perché ne conosco troppo poco. Divertente, alla fin dei conti. 

Chi manca della lista? In uscita è previsto Capitan America. Gli altri, quelli con tutti i personaggi a gruppo, mi fanno venire un po' d'ansia l'ammetto. 

lunedì 3 giugno 2013

LA LEGGENDA DELLE NUVOLE SCARLATTE



Qualcosa che vale la pena leggere, qualcosa che vale la pena anche solo guardare. Qualcosa che puoi anche rileggere e sicuramente non ti stancherà. Questo signor Tenuta non fa bene solo il suo lavoro ma rende ora il colore e lascia parlare lui e tutto il resto senza timori. Mai acquisto più bello.

mercoledì 10 ottobre 2012

SCRIVERE E' SOPRAVVIVERE - Guida pratica alle mie pubblicazioni!

Difficilmente scriverò mai un post del genere su questo blog, che solitamente si occupa di altro, ma è proprio questa eccezionalità che me lo fa fare. Non ne aprirei mai uno,  né una pagina su qualche social network. Io vado controcorrente, ma non perché non apprezzo chi lo fa (che ha tutto il diritto di farsi pubblicità come crede e vuole), piuttosto questi non sono i miei vestiti. 

Con questo post quindi vorrei mostrare ai più cosa devono comprare (o farsi prestare o fare richiesta alla propria biblioteca) di quello che scrivo. 



Gli Immortali, vol. 1.
(Zaccagnino/Pasquini/Riccardi)

Comincio dal volume cartonato che ha avuto meno visibilità di tutti, e questo per una serie di fattori. "Gli Immortali" è una serie a fumetti d'avventura e di genere fantastico. Non disdegna riferimenti storici a personaggi realmente esistiti ed è stato in scritto in collaborazione con Paola Pasquini, al momento impegnata con storie brevi che traggono ispirazione dalla stessa serie. I disegni sono di Vincenzo Riccardi, che ha potuto sbizzarrirsi sui navi, pirati e quant'altro. E' stato fatto anche un portfolio con le litografie dei personaggi, che ha bisogno di un po' di incoraggiamento per vedere la luce! 

Qualche accenno alla trama: Gordon, il cui passato resta per il momento un mistero, si mette alla ricerca insieme a Jack il pirata di uno strano orologio che segna non più l'ora ma i secoli. Ma Jack nasconde più di qualche verità al suo amico e su chi possiede il "cronorologio", pagando poi caro il non essere stato sincero. 




Myster Martin vol. 1 
(Zaccagnino/Mirulla/Priori) 

Primo numero della nuova collana di Cronaca di Topolinia "Le Grandi Parodie". In questo caso parliamo della parodia di Martin Mystère, di cui ho scritto soggetto e buona parte della sceneggiatura. Elena Mirulla è quindi intervenuta sulla sceneggiatura con le sue pungenti battute e poi naturalmente ha disegnato tutto quanto, lasciando i colori (al computer) a Giulia Priori, new entry nello staff di CdT. 

La trama è presto detta: Martin viene invitato ad andare su un'isola misteriosa e lì farà delle scoperte molte interessanti ma tutte fasulle, mentre le scoperte vere le farà Diana in cerca del marito e del suo inseparabile compagno Java. Il resto è tutto da ridere! 


Vampire's tears, la serie
(Zaccagnino/Cacciatore/
Mirulla/ Pierpaoli/
Iovine/Perfetti)

Sono molto soddisfatta di questa serie. Pur ricalcando un tema strabusato di questi tempi (ma fino a quando? Dopo l'ondata di Twilight?), si è saputa emancipare grazie ai suoi personaggi (non così buoni, ma nemmeno così cattivi) e all'intrigo portante che in realtà riguarda un po' tutti. Siamo al 4 episodio e onestamente consigliere di recuperarlo per intero, così avreste anche lo sconto.
In questo ultimo volume, i disegni sono di Roberta Pierpaoli, al momento la disegnatrice con cui ho collaborato di più.

La trama? Gloria è una ragazza qualsiasi con la mania di intrufolarsi nel teatro presso cui lavora il padre (fa il cantante d'opera) per indossare i costumi di scena lì abbandonati nei camerini. E' qui che incontra Ruben, ma non è il solo vampiro del teatro, di molti più cattivi vi si nascondo, e il tatuaggio che porta da sempre (un simbolo runico) è il suo unico talismano contro loro! 



Gabbia Dorata, vol 4.  e vol 5. 
(Zaccagnino/Cacciatore)

Pur risultando davvero ostico pensare di scrivere di erotismo (ne siamo così bombardati che non mi sentivo per nulla invitata a scriverne) ho affrontato questa sfida con molta ironia e divertimento. A mio avviso, più che un erotico è una elegantissima storia sensuale, la prima legata agli sviluppi di quanto già raccontato dalle mie colleghe, la seconda, è stato uno spasso rievocare tempi e luoghi che io per natura reputo sensuali. E Michela Cacciatore è stata straordinaria!

Trama: Diana è una donna senza passato che scopre piano piano chi era e quale era la sua missione prima di dimenticare tutto. Intanto diventa un'ottima ballerina di burleque e il mistero su di lei si infittisce. Vivienne, invece, morendo dalla voglia di vendicarsi di Viv (due protagoniste dei primi volumi) attraverso un sortilegio fa un bel viaggio nel tempo, ma le cose non vanno come la prima spera e nemmeno la seconda. 

Eternopolis, la serie. 
(Zaccagnino/Falcone/
Pierpaoli/Iovine)

Quella a cui sono più legata e... quante cosa ancora c'erano da dire? Essendo un'amante del genere fantascientifico ed essendo anche alla mia prima esperienza mi sono sbizzarrita senza regole e limiti, rischiando così la pochissima popolarità che ha avuto la serie, mentre i disegni di Roberta Pierpaoli ed Elisa Falcone non avevano nulla da invidiare ad autori francesi. Ai colori, ci ha accompagnato Marina Iovine, un'altra temeraria. E' stato un bel viaggio, ispirato a "L'invasioni degli ultracorpi", "il giorno dei trifidi" e molto altro ancora! Ma soprattutto ci sono i miei personaggi preferiti: Iree, Kiu, Len, Tryli e Sopfia, senza dimenticare gli ultimi arrivati!



Demonik, vol. 1
(S&L Taormina/ Zaccagnino/Mirulla)

Infine, Demonik, ma avrà bisogno di presentazioni? Dubito fortemente e del resto non mi interessa sapere il successo di questo fumetto, è prevedibile, fin troppo! Ad ogni modo, Diabolik era il fumetto che leggeva mio padre quando viveva in Germania, uno dei pochi legami con la sua terra natia. In ogni caso, un bel lavoro di staff, due Taormina, io ed Elena Mirulla ai testi, Elena ai disegni e ai colori. La storia? Sono sicura che questo volume vi capiterà tra le mani e sarete voi a raccontarmela!






Per vedere tutti i volumi pubblicati finora e tutti insieme in una unica pagina, cliccate qui: http://pinterest.com/danielazac/things-i-write/  così se non conoscete pinterest se ne innamorerete! 

venerdì 21 settembre 2012

CHI VUOLE UCCIDERE PICASSO? - Nick Bertozzi

Di quei fumetti che piacciono a me. Intanto ci vorrebbe una lunga premessa sull'acquisto di questo volume, ma in realtà si traduce con poco: una mia amica pittrice l'ha visto tra gli scaffali di una fumetteria e si è ritrovata nel titolo (che in lingua originale è decisamente più anonimo ma questa è un'altra cosa!): sì, lei lo avrebbe ucciso volentieri, ma non certo per la sua arte, ma per la sua persona. E qui sta la grandezza di questo Nick, nel saper descrivere con attenzione i caratteri quasi reali di tutte le persone famose coinvolte nel libro. Gertrude Stein, Leo Stein, Apollinaire, Braque, Alice Toklas, insomma, li ha presi tutti e li ha miscelati per bene in una storia che bene non si sa quanto sia inventata. Certo, la metafora dell'assenzio è ben facile da cogliere e lascia anche una certa inquietudine (Gaugin che vi si perde...) e uno spettro (in carne e ossa in questo caso anche se azzurrine!) che si aggira nello spirito degli autori. Credo renda anche la grandezza di Braque che è in fondo a giudicare da questo fumetto il cofondatore del cubismo e in perfetta controcorrente soprattutto ai nostri tempi, voleva dipingere e non stare a pensare alla "scena". Per il resto, il tratto così particolare (purtroppo non conosco precedenti a cui Bertozzi potrebbe essersi ispirato) e semplice (così come dice lo stesso Picasso) sono più efficaci di tante altre cose, tanti altri virtuosismi. Consigliato a chi è esigente, senza dubbio. Lo rileggerò. 

martedì 18 settembre 2012

JODOROWSKY


Questo post si aggiornerà di volta in volta. L'argomento è Jodorowsky, lui, la sua psicomagia ma anche tutta la sua produzione artistica, che conta fumetti, film e libri, nonchè lettura di tarocchi. Ecclettico è dir poco, su questo non abbiamo molti dubbi.

Cominciamo con "Psicomagia". Nel volume da me letto ci sono anche altre due interviste che in un certo senso appesantiscono il discorso fatto in precedenza da Jodorowsky con il suo intervistatore. Ci viene spiegata abbastanza bene cos'è la psicomagia che a prescindere dalla produzione letteraria fa molto pensare. Di sicuro lui strutta le immagini che capta anche per scrivere (e lo dice ma non abbastanza da rendersene conto per davvero!) ma è molto interessante come abbia intuito con estrema lucidità la diversità del linguaggio dell'inconscio dal nostro. L'incoscio manda i suoi segnali (e qua non ci piove), facciamo un caos tremendo per poter poterlo interpretare, ma difficilmente ci ricordiamo di tradurre tutti i gesti che facciamo per vincere il nostro trauma (parliamo di gag o impasse psichici che ci rendono la vita molto complicata) in un linguaggio che l'incoscio possa capire quando in noi sta evolvendo, quando noi vogliamo guarire. Molto interessante (e anche un po' da mandare in crisi) è la sua visione della religione o meglio ancora della spiritualità: nulla. Lui dice che la cosa importante è  la salute, salute psicofisica naturalmente. Dobbiamo vivere bene e la religione è un modo per ingabbiarci ma noi non abbiamo certezze di quello che la religione ci dice (qualsiasi religione: fa l'esempio del ciclo della rinascita ma afferma che lui non sa se sia vero, se esiste e non c'è modo di dimostrarlo e quindi perchè affidarsi a qualcosa che non si sa se esiste o meno?). Insomma, alla fine ci costruiamo molte cose per cercare di stare bene ma forse alla fine, non appesantiamo un po' tutto di troppo? E per quanto riguarda l'ispirazione, non ha forse ragione? Che la nostra morale ci ingabbia nello scrivere di tutto e di più, senza etica inutile almeno quando si fa arte?



Sono poi passata alla visione di un film. El topo. E' un western spirituale, anche troppo. Che Jodorowsky fosse trucido e che volesse spiegare in maniera quasi macraba (ma sempre psicomagica) un qualcosa  mi era chiaro già dal libro e qui non è da meno. Molto interessante è l'uso di tutta quella simbologia (capre, conigli, ecc) che danno qualcosa di più al western, ma resta una storia che non è una storia ma la necessità di tirare fuori dal basso di noi, dal nostro abisso molte cose, alcune belle e alcune brutte.






Se El topo era decisamente strano, questo non ha paragoni. E' pieno zeppo di simbolismo e di simboli, ma anche dei messaggi fin troppo chiari del punto in cui è arrivata la nostra società (già ai tempi della pellicola la diceva lunga). C'è dentro misticismo, ma anche alchimia. La ricerca della parte migliore di noi, che non è soltanto un film. Molte belle le parti dell'arrivo degli spagnoli, della storia traslata di Gesù (col manichino) riscritta in maniera moderna e la Passione in sé. Sembra quasi che il messaggio ultimo è  liberarsi di certe fedi, che sia Dio, il potere, la ricchezza e le manie. Bella anche la simbologia legata ai pianeti. Da rivederlo, a lungo termine.

    

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Altro passaggio è stato al fumetto. Avevo già letto i Tecnopadri e come in quella occasione un solo volume presentava soltanto un mondo completamente inimaginabile ai nostri occhi e che evidentemente solo Moebius poteva rendere ancora più stravagante. 
 Ad ogni modo la lettura è stata piacevole e oltre a mondi immaginari ha anche una storia solida e ben congeniata. Per ora la mia lettura dell'Incal finisce qui visto che, questi due volumi sono stati presi in biblioteca. Ne resta uno che aggiungerò a fine lettura  e che forse è la parte più interessante. Tutti gli studi preparatori che hanno permesso a uno e all'altro di creare questo mondo

lunedì 21 maggio 2012

LA LEGGENDA DEGLI UOMINI STRAORDINARI




Che dovessi per forza vederlo per poter fare un confronto con La Lega degli Straordinari Gentlemen è fuori di dubbio, ma che potessero tirarne fuori una schifezza colossale proprio non me l'aspettavo. Schifezza paragonata all'originale che sembra che tutto quello che c'è di bello l'abbiamo messo sotto i piedi. Ma poi che storia è quella che si è raccontata? Visto che molte cose sono state cambiate non sarebbe stato più giusto farne diventare due cose diverse? No, l'ho trovato fuoriviante. Della bellezza della cultura di Moore rimane poco e niente e poi a dire il vero, il fascino Steampunk del graphic novel è perso del tutto. Vabbè, ormai a questo punto del post è chiaro che non mi è piaciuto. Dorian Grey poi...  Tom Sawyer. Oddio.

venerdì 11 maggio 2012

THE SPIRIT: STORIE DELLA MIA CITTA' (Will Eisner)


Di una grandezza infinita. E' vero, è un maestro, e non è la prima volta che lo dico. Probabilmente nemmeno mi accorgo di quanto c'è da imparare da lui. Ma di qualcosa sicuramente ho fatto tesoro. In più, ma è come un dettaglio, trovo The Spirit, terribilmente moderno, più moderno di tutte le riproposizini di Spider-man e altri cavoli ad effetti speciali e in 3D. Questo è fumetto, uguale solo a se stesso. Fumetto!

lunedì 27 febbraio 2012

PROBABILMENTE

Mi sottovaluto. Forse quello che sto "tessendo" non è così brutto, ma posso fare di meglio. Se ne avessi il piacere e il tempo. E la certezza che non fallirei comunque.

domenica 12 febbraio 2012

LEGEND, un incubo



Questa roba non fa per me. La trama prevedibili, per niente entusiasmante; il senso di estraneità di quello che accade, un Tom Cruise, che detesto da molto tempo (poi ci sono pellicole in cui non ti accorgi che è lui, ma proprio quel sorriso ebete ti verrebbe voglia di toglierlo dalla faccia a furia di pugni!). Insomma, salverei qualche atmosfera, ma secondo me io ho proprio una idiosincrazia verso questo genere, tra troll, fate e guerrieri. Come farò, mi chiedo. Eppure c'è un grosso progetto in atto, che toccherà sempre a me gestire. Pensavo che l'erotico sarebbe stata la cosa più difficile, invece da qualche parte ho pure quello, ma il fantasy dove sarà?
Comunque Scott, con questi unicorni, ha un po' rotto! :D

venerdì 30 dicembre 2011

4 LETTURE PRESTATE






Queste letture prestate possono avere due temi, o per chi non si intende di analisi testuale, di due chiavi di lettura: una riguarda i pirati, l'altra Hugo Pratt. Alle volte coincidono, se si pensa che Corto Maltese in fondo era un pirata, ma non è solo questo. E' qualcosa legato al viaggio (il tema portante e forse l'unico vero da studiare, se però si aggiunge "avventuroso") che li unisce tutti.



SAINT - EXUPERY, L'ULTIMO VOLO  di Hugo Pratt

E' il primo che ho letto. L'ho trovato non così chiaro come mi sarei aspettata. Però ha un punto a suo favore: riesce ad essere suggetivo ed evocativo abbastanza, trasportandoci tra le nuvole e i sogni (intensa come dimensione onirica) dove appunto è la realtà dei fatti a confondersi.


L'ISOLA DEL TESORO - Stevenon, Hugo Pratt

E' la reinterpretazione da parte di Hugo Pratt della storia di Stevenson. Fedele all'originale, è stato molto bello ritrovare sotto forma di immagini e di sequenze visive quanto letto qualche mese fa, perciò reputo efficae la sintesi che ha applicato l'autore e che dimostra ancora una volta quanto sia potente il media fumetto se appunto chi lo usa è del mestiere.

CORTO MALTESE, MEMORIE - Pierre, Pratt

Volume molto interessante che spiega momento per momento la vita di Corto Maltese, letto appunto come personaggio storico realmente esistito o meglio, la presenza degli altri personaggi storici permette di rendere verosimile la figura accattivantissima di Corto Maltese, che emana ancora fascino, viaggi e avventura come se fosse modernissimo. L'ho trovato ben curato in tutte le domande, geografie e biografie che saltano in testa quando si leggono le avventure di Corto. Si hanno risposte a punti pochi chiari, si individua tutto ciò che serve per orientarmi cronologicamente e geograficamente dei viaggi del marinaio e pirata.

IL CORSARO NERO - Emilio Salgari

Era arrivato il momento, di leggere il libro cult della pirateria all'italiana. Piuttosto semplice nella lettura, efficace nel racconto, e carismatico nella figura del Corsaro Nero, che a fine lettura resta si vuole sapere come va a finire, soprattutto si pensa alla Principessa e si pensa a quanto sia d'onore il nostro pirata preferito. Sì, credo che crei una certa dipendenza alla voglia di solcare i mari e agitarsi tra i tifoni. Ma i tumulti del cuore sono più forti di qualsiasi tempesta.



venerdì 12 agosto 2011

IL DIFETTO

Cover di Elena Mirulla, colori di Marina Iovine. Vampire Tear's n.2 "Romeo+Giulietta".



Ieri mi chiama l'editore dalle sue vacanze estive e mi dice, come fa di solito, che una delle persone a lui vicine, probabilmente della cerchia dell'associazione, che ha l'età che dovrebbe avere e una competenza minima per leggere un fumetto, ha avuto difficoltà a capire Vampire's Tears#2 - Romeo e Giulietta. Una sberla in faccia mi avrebbe fatto meno male. Io che invece ero convinta di aver scritto la mia "opera" migliore, che avrei ricevuto qualche attenzione dalla critica, che chissà che cavolo sarebbe successo alla pubblicazione di questo numero (che in realtà non è ancora uscito e che arriverà sui banchi dello stand il 24 di settembre a Treviso Comics - fiera a noi nuova)! In pratica, ho ancora da imparare. La leggerezza di Calvino? Oppure faccio proprio schifo e dovrei ritirarmi a vita privata invece di fingermi un'artigiana del fumetto? Crisi esistenziale pura. Non so ancora essere chiara, non so ancora rendere semplice e immediato il mio (contorto, è vero) pensiero. C'è poco lavoro sulla tecnica (mentre credo di fare chissà cosa) e ancora agisco senza equilibrio tra ciò che mi detta il cuore e lo stomaco. Ma forse è sempre stato il mio difetto. Quando volevo fare la musicista, l'ardore, mi spingeva lontano ma poi facevo pochi passi.

Forse però mi sono colpevolizzata troppo in quegli anni. Avrei solo dovuto studiare di più. Dovrei studiare di più, aprire gli spazi (della mente), svuotarli, riempirli. Metterci l'essenziale, arricchirlo solo quanto e quando serve. Insomma devo lavorare, su me stessa, su me come mezzo di comuncazione.

Si apre uno spiraglio, ma mi sento ancora catastrofica. Eppure sono io quella che incoraggia le giovani autrici ad avere più autostima, che è l'unica cosa che le frega, che ad una donna si richiede la perfezione su più fronti e l'arte, beh, se ti rimane del tempo. Sono io che ho detto loro di rifiutare questo atteggiamento interiore, che questa insicurezza è la loro arma di distruzione. Mentre gli uomini per bene che vada, se ne fregano, tanto c'è stata mamma dalla loro mitica nascita che li ha incoraggiati e stimolati ad essere i migliori. Le donne invece (parlo di quelle del sud principalmente) hanno ricevuto un'educazione per sottrazione: non devi fare quello, non devi essere così. Insomma, tu non puoi, hai da pensare prima ai pargoli.
Ecco, ero io che parlavo di questo e nemmeno io credo nelle mie qualità. E se fosse ben diverso?

E se quello che scrivo (che mi piaccia o meno) non è adatto al lettore spensierato? Se caricando di significati e di simboli il mio lavoro, facessi già una scelta? E se stimolare il lettore a pensare e a contorcersi il pensiero non sia necessariamente un difetto? Avendo letto Prometea dovrei aver capito come si può raccontare una materia difficile, senza doversi porre il problema di chi sia il lettore. Eppure ci penso. Penso sempre che sia io, il difetto. Smantellare una convinzione è dura.
Posso migliorare, questo è vero, mi consola. E mi affligge pensando di non essere in grado di semplificare, visto che il mio cervello non semplifica mai un cazzo.

Un esempio? Ogni volta che mi innamoro mi sembra una catastrofe, una questione di vita e di morte. Eppure gli altri esseri umani, semplificano e vincono senza problemi su questo fronte. Non vorrei mai essere dall'altra parte, di quella persona di cui mi innamoro io. Ma poi, che ne so cosa pensa.

Va bene, allora non voglio fare fumetto popolare. C'è chi non fa cinema popolare, ma astrogoto. Posso provare a permettermelo. Chi se ne frega, di quello che vuole leggere la gente. Peccato che il mio editore è piccolo e con questo atteggiamento lo faccio andare in fallimento. Allora che fare? Proviamo anche noi a scrivere cose elementari, scritta in maniera facile facile, e vediamo il risultato. Vediamo se vendere è più importante di comunicare la complessità che mi porto dentro. Così mi alieno definitavamente.

Dovrei ricordare le parole di Elena. Il lettore è cretino. Gli devi spiegare tutto, proprio tutto. Ma io mi rifiuto di crederlo, evidentemente. Io lo vedo nobile.


mercoledì 3 novembre 2010

ED IO HO QUALCOSA DA DIRE SU LUCCA (COMICS 2010)?

DAL BLOG DEL TAO

http://ilblogdeltao.blogspot.com/2010/11/quattro-chiacchiere-su-luccae-su-certe.html


DAL BLOG DI ELENA (MIRULLA)

http://vitadafumettara.blogspot.com/2010/11/lucca-comics-games-2010.html

Le riflessioni potrebbero essere tante.

Per natura io me ne frego, delle malelingue.
Io me ne frego di tutto, soprattutto perchè sto imparando il mestiere e voglio concentrarmi solo su quello.

Non parlo nemmeno mai prima del momento, con un atteggiamento un po' scettico, un po' riservato (a tratti superstizioso).

Ha ragione Michela, i cavalli vincenti si vedono all'arrivo, io intanto covo progetti e ambizioni (per la casa editrice) che prima o poi verrannno a galla, troveranno il loro spazio e a quel punto, ride bene chi ride ultimo.

Una riflessione invece sul lato personale, professionale. Ho ricevuto complimenti da chi il mestiere lo fa da più tempo. E' importante, per continuare a credere, a non pensare che si è ritrovato nel posto giusto al momento giusto.

Un'altra riflessione è sul lato umano. Posso essere soddisfatta di come instauro relazioni interpersonali, di come il lato umano emerge e crea armonia e fiducia tra noi artigiani. La stima, l'affetto. Tutto serve per questo clima nello staff che, sinceramente, penso sia un tesoro difficile da trovare.

Questo magari è il vero motivo di tutta questa cattiveria, queste malelingue.
Allora forse questa è invidia.





mercoledì 11 agosto 2010

STORIE DALLO SPAZIO PROFONDO (Guccini&Bonvi, 1970)


Questa è una pietra miliare della fantascienza all'italiana, nonchè del fumetto italiano, sicuramente. Quanto ci avrà influenzato? Tantissimo. Non solo per la storia, anche il tratto di Bonvi e i retini. In fondo siamo partiti da lì per fare fantascienza.

venerdì 12 febbraio 2010

PISCES, MON AMOUR

aVoglio ridurre tutto quello che mi sta succendendo soltanto alla banalissima congiunzione astrale che stanno vivendo i nati sotto il segno dei Pesci. Stiamo attraversando un periodo molto positivo, da diversi punti di vista. Lavorativo e affettivo, potremmo dire. Il lavoro è aumentato e non si rischia di annoiarsi, per niente. Non parlo di quello a scuola, che però comunque ha avuto i suoi risvolti favorevoli e nemmeno lo studio che ancora è da finire e che mi costringe a lasciarmi senza respiro. Parlo del fumetto. Un terzo progetto, insieme al recente Vampire's Tears è stato approvato e questa è naturalmente una cosa bellissima. Per ora il nome provvisorio è Gli Immortali e ho la fortuna oltre di lavorare con la giovane Paola Pasquini, anche con Vincenzo Riccardi che per me è sempre stato quello dal tratto leggero, dolce ed efficace allo stesso tempo. Per me, un onore.
Fosse soltanto questo. Tutto ad un tratto sono diventata una dei supervisori della casa editrice, tutto ad un tratto sono diventata l'unica a supervisionare. Un bel compito, ma che gratifica e fa conoscere nuove cose di me. Perchè l'obiettivo alla fine è quello. Conoscermi meglio.
E l'Amore? Sono tutti preoccupati per la mia vita sentimentale ma neanche stavolta posso dire di averla cambiata. Posso solo dire che l'amore è tornato, sottoforma di poesia pura. Ha risvegliato tutti i sensi assopiti e pur non essendo in grado di dire se sono innamorata dell'amore o del mio oggetto di ammirazione (desiderio è una parola grossa nel mio caso) sono oggettivamente innamorata. In modo diverso dal passato, con una punta di positività che fa venire fuori il meglio di me visto che come sempre anche quest'amore è impossibile. O almeno improbabile.
Non riesco nemmeno a spiegarmelo.

E' vero che qualcuno sta rivolgendo a me tutte le sue preghiere e l'energia di Dio aiuta qualunque preddispozione astrale. Tornerò a pregare solo per questo.
E' vero che la preddisposizione del pensiero finalmente cambiato (grazie probabilmente agli astri e alle preghiere) è la vera ragione della mia serenità e della mia fortuna.
Ne approfitterò fin quando dura. Finché ce n'è ancora per me.

Intanto torno a casa per gli studi e questo è un balsamo per cuore. Ci voleva nonostante non sarà un viaggio di piacere.

giovedì 7 gennaio 2010

BUFFY, L'AMMAZZAVAMPIRI ( 2^ Stagione)


Ognuno passa il capodanno come vuole. Io l'ho trascorso guardandomi tutta la seconda stagione e al mattino avevo gli occhi come un vampiro. La verità è che non sono i vampiri in sè ad aver fatto la differenza ma una promessa fatta mesi prima di trascorrere un giorno interno con la cugina a far coincidere le cose.
Lei è una fan di Buffy e sta raccogliendo tutte la serie, con tutte le stagioni e da quando ha saputo di Vampire's Tears si sta prodigando per darmi più idee possibili. Ma Vampire's Tears è stato scritto già abbastanza nei dettagli in un giorno di delirio puro. Però molte altre cose si possono aggiungere e l'importante in questo caso non sono le idee ma l'atmosfera. E' la cosa più urgente e importante da creare e ricreare per questo fumetto.

Di Buffy ne avevo sempre sentito parlare e forse ho visto anche qualche puntata, non delle migliori sicuramente, abbastanza da considerare questo telefilm un po' scarsetto e non avevo nemmeno capito cosa ci fosse di così interessante. Tra l'altro il regista è uno di quelli a cui vengono affidate molte cose e pare che tutte arrivano troppo presto alla chiusura, ma arrivare alla 7 stagione non mi pare una cattiva sorte.

In questa serie e in questa stagione però non tutto è da buttar via e anzi ci sono alcuni episodi costruiti molti bene, sia a livello di idee (con citazioni piacevoli a film d'horror d'epoca) sia momenti di drammaticità e paura così come dovrebbe essere un qualunque film. Ci sono stati momenti di tenerezza e momenti di dolore, etc etc etc.
Sicuramente qualcosa di questo fumetto prende ma io la protagonista non so perchè non la mando del tutto giù. Sarà per colpa dell'età troppo adulta della protagonista, che tutto mi sembra meno una 17 enne, sarà la costumista che la veste in modo veramente orrido e che la rende ancora più vecchia, saranno i tratti in generale che però per fortuna fa capire che non bisogna essere per forza di porcellana per essere la protagonista e una ammazzavampiri.

Dovrei soffermarmi su Angel e per quel poco che ho capito la sua storia è interessante. Un po' poco credibile, un po' contorta e ad ogni modo piace più quando era buono. Non c'è niente da fare. Ci piacciono le cose alla rovescia: i vampiri buoni e l'ammazzavampiri cattivi. E moltie altre cose che non devono quadrare per forza.

lunedì 30 novembre 2009

VAMPIRE's TEARS

Me ne accorgo solo ora, di essere stata coinvolta in un nuovo progetto. Collaboro per Taormina sui disegni di Michela Cacciatore ed Elena Mirulla. Un piacere e un onore per me.





E' dove sono confluiti tutti i miei pensieri sul vampirismo. Ho delineato la storia portante ieri, così realizzo ora di aver qualcos altro a cui dedicarmi con attenzione e dedizione. Ed entusiasmo. Sì, sono stata catturata dai vampiri. E la sensazione è sotto pelle.



lunedì 19 ottobre 2009

Finalmente anche io vidi PERSEPOLIS

E' innegabile che storia come questa e come altre del genere autobiografico, vittima della guerra e dello strapotere di pochi, faccia più presa di qualunque altra cosa. Però è anche il modo in cui viene raccontato, il passaggio del perenne bianco e nero ai colori che lasciano presagire speranza per il futuro, a stilizzate immagine di dolore, che hanno più dolore queste che una scena nuda e cruda della realtà. E le lacrime, il distacco dalla terra natia, la perdita delle persone che ci vivono attorno, sono temi cari ed eterni da rendere poesia o letteratura un fumetto iraniano raccontato con immagini forti e ovattate allo stesso tempo. La pagina del disegno. Quante cose non sappiamo? Tante, troppe. Per pochi che comandano paga un popolo intero per la nostra ostilità, ma questo errore lo facciamo per tutti i popoli e alcuni popoli lo fanno nei nostri confronti, anche all'interno della stessa nazione. Non capire questo è non aver capito nulla. Il più forte non esiste e non esiste nemmeno il più debole, siamo tutti vittima di qualcosa, allo stesso modo, in egual misura. Ecco perchè il dolore di nessuno dovrebbe lasciarci indifferenti.

A parte ciò credo che Persepolis abbia qualcosa in più perchè è della condizione della donna che si parla, che solo a tratti ci viene rilevato quanto si possa essere crudeli a seguire la Legge, e che bisogna allontare una figlia tanto ribelle se la si vuole ancora viva. C'è ancora tanto da combattere e difendere nel diritto delle donne. Ma c'è anche da salvare il dovere di esserlo completamente, di non sostituire la nostra naturalezza alla perdita della "interezza" così come viene spesso detto a Marjane Satrapi.

giovedì 18 giugno 2009

WEIRD SCIENCE (vol 1 e 2)


Si tratta di una ristampa degnamente fatta da Edizioni 001. I volumi sono 4 o forse 5 raccolti in un bel cofanetto. Purtroppo il cofanetto non l'ho preso, per motivi di spazio (i soliti miei viaggi e le mie solite valige) e anche economici di quel momento (dovevo ancora riscuotere ancora il mio stipendio fumettoso) e così ho preferito dilazionare. Avevo preso solo il primo per curiosità, poi la mia coppia di amici super mi hanno regalato anche il secondo volume. Insomma mi aspettano gli altri.

Quanti fumetti sto leggendo in questo periodo?
Non c'entra arrivano alla recensione personale dei due volumi.

Intanto sono storie apparse su una rivista che dà il titolo anche a questa raccolta. La raccolta è fatta molto bene, i testi degli autori (ne compare solo uno veramente che alle volte disegna anche) e molti disegnatori con qualche eccellenza (un tratto più che moderno). Sono storie americane, naturalmente. Sono storie tratte da film di fantascienza datata, molte pellicole che non ho rintracciato ma molte idee per niente obsolete per certi versi. I temi sono i tipici della fantascienza del periodo e hanno una caratteristica questi racconti brevi a fumetti, sì finiscono sempre più o meno male, cioè ti lasciano o con uno spavento terribile, o con la consapevolezza che non siamo la razza più intelligente o forse dell'universo, che le cose belle non durano e che solitamente usiamo la scienza in modo così maldestro che ci roviniamo con le nostre stesse mani.

Alla faccia del positivismo di quel periodo? Non so, la fantascienza è anche questa: prevedere. E le previsioni non sono mai positivi se qualcosa del presente ci turba e poi ce lo immaginiamo tra 30 anni.

venerdì 12 giugno 2009

AI CONFINI DEL TEMPO


Ho ripreso a leggere. A leggere fumetti, ancora e però. Nel senso che leggere un libro, qualunque cosa si voglia dire, è più impegnativo perchè le immagini mentali te le devi fare tu e non sempre ti riescono al meglio.
Comunque un passo importante si è fatto, cioè leggere qualcosa. Però non vedo più tanti film, almeno non quando non ne avevo il tempo. Ora che ne ho avuto non ho ripreso il ritmo di una volta. Mi sono lasciata consigliare qualche film, questo sì.

Sto facendo delle belle letture, cioè sono immersa totalmente nel mondo immaginario che mi propongono. La Lega degli Straordinari Gentlemen ne è stato un esempio lampante, ora ho letto un episodio di Dylan Dog del grande Sclavi nella grande raccolta in edicola. Forse una delle migliori pensate fatte dalla Bonelli negli ultimi tempi. Tanto di sperare di ripetere con la grande ristampa di Nathan Never, che prenderò ad occhi chiusi, primo perchè mi piace il formato e l'uscita bimestrale e poi troverai più facile avere così tutti i numeri sottocchio, meglio disposti in una libreria, che ha anche libri, non solo fumetti.

Il titolo di questo episodio di Dylan Dog è Ai confini del tempo, scritto dicevo da Tiziano Scalvi. La storia scorre benissimo e gli stereotipi ci sono tutti o quasi. Ed è anche un'idea semplice ma per questo molto efficace, mista poi a elementi della Yazuka con divagazioni italo gangster e una caratterizzazione di tutti i personaggi al top. Si può dire che ciò che già c'era si intuisce è ormai consolidato e usato con maestria unica (prendi HG Wells "anzicheno") e quello che è nuovo, il gangster appunto d'origine italiana con inflessioni dialettiali napoletane una più azzeccata dell'altro, si muove senza problemi e accattiva che non se ne ha il tempo di accorgersene. In un modello che non offende, ma caratterizza.

A metà albo si capisce che manca qualcosa, manca la solita donna di turno. Però la verità è una e una soltanto: Dylan Dog si innamora tutte le volte e finge a se stesso che non sia così importante, ma in realtà sa che fa un male cane. Poi passa, ma il durante l'è dura. Allora forse così capiamo il resto, il sottaciuto, la sensibilità di chi scrive, di un vero artista. Comunque stavolta è toccata ad una giapponesina, già promessa sposa dalla nascita ad un pezzo grosso della Yazuka. L'amore di Dylan Dog è sempre complicato, complesso, e, diciamolo, impossibile. Penso ad uno dei primissimi episodi in cui DyD si innamora di una prostituta ed è corriposto, non può funzionare. Non ci avevo mai pensato, nemmeno questa volta. Non so come abbia fatto Sclavi ma riesce a rendere l'amore sempre impossibile, senza finire nelle iperboli in cui io costruisco le medesime cose. Nel fumetto e nella vita privata. Appunto. A lui non succedono casi di possessione. Ma potrebbe essere una buona idea.