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venerdì 1 marzo 2013

PER SFINIMENTO

In ogni caso sarebbe finita così. Che mi avresti portato allo sfinimento, voluto o meno. Progettato o improvvisato. Solo che sembra che io debba dare un taglio netto, una sferzata più forte, verso il destino che già si preannunciava così, come tutte le mie storie assurde e improbabili. Aspettavo il decorso, come di una malattia, e stavo a guardare, riprendendo  le forze. Sono stanca. Forse questo lo avevi capito. Stanca da non poterne più. Ti ho detto quanto avevo da dire, forse male e ti è sembrato poco vero, ma io sono padrona solo della parole stampate, magari scritte da una scrittura indecifrabile come la mia, ma quelle che producono suono, che l'orecchio ascolta, mi vengono difficili da coordinare per essere sorpresa e sorprendere. Dovrai accontentarti di questo, se vuoi parlare con me. Ma tu non vuoi, sono io che ti cerco e ti costringo, magari accorgendoti solo dopo che ne avevi bisogno. Solo che ora io sono stanca, esausta, privata di tutte le energie. Non avrei potuto durare comunque di più, prima o poi doveva accadere. 
Ma ti ho detto quello che avevo da dire. Sapevi già che io ci sono fino alla fine, e quindi ora tocca a te, decidere. Se sono dentro o fuori, se sono un riempitivo, un deterrente, un cuore amico, un'anima vicina. Sei solo tu che decidi, dove vuoi arrivare e dove fermarti. E se qualcuno ha parlato male di me, è solo invidia. 
Tu basati solo su quello che hai visto e sentito, ma se non vuoi (andare oltre) non avrò niente da dire. Scegli! Sono qui, dove esattamente sai, ma poi non ti stupire se non è come prima, se non ho più le forze e non riesco più a starti accanto come ora. E forse sai già perché, perché così è che volevi. I miei complimenti. 

lunedì 24 dicembre 2012

CAVALCARE LA SOFFERENZA

In questa confusione, dove ritroverò l'equilibrio? Esso è un affare che può essere imprevedibile, nascosto tra le maglie di una situazione insolita, per non dire bizzarra e perché no? assurda. E' questo che cerco, equilibrio.  Non riesco a sentirmi responsabile in questa vita degli immensi errori commessi in passato ed ora che sono qui, che cosa posso fare? Cavalcare. Cavalcare la sofferenza. E' mia indubbiamente, ma sono colpevole magari da un secolo ed è facile prendere quella sana abitudine di non accorgersi più di esserlo. Ma anche se lo sono, cosa cambia ora, in questo frangente? Cambia solo quello che posso cambiare, lo stato interiore, il mio. Di essere più forte, di guardare al di sopra di questa nebbia fatta di dolore. Di accettare il compromesso, per ritrovare l'anima e armonia tra ostacoli e scommesse, indubbiamente a fatica, ma come fosse un gioco, solo un gioco. Un gioco di equilibri, naturalmente. Cosa posso fare? Questo è lo stato delle cose, quello che puoi offrirmi, senza che io ti chieda niente, che tu sappia che vorrei chiederti qualcosa. Questo è lo stato delle cose ed io non voglio infrangere le sacre scelte, il cuore di un bambino che si ritiene ( e difatti lo è) così fortunato da quando ci sei tu. Non potrei mai. Nemmeno dall'angolo più remoto di un pensiero inatteso. Lo stato delle cose è che io abbia il mio equilibrio, che vada avanti lo stesso, restando sazia e piena di quanto mi appartiene, cedendoti quel qualcosa che però è ancora a me compreso. Non svuotarmi, non perdere, non perdermi. Arriverò dove dovevo già arrivare, ma sarò armata di energie sottili, di un'armatura di luce e tu starai a guardarmi, mentre sorrido ancora. E forse mi vanterò qual che basta per sentirmi a dura prova. Che del dolore che mi hai risvegliato e che mi continui a risvegliare, non sentirai più l'ombra.

mercoledì 8 agosto 2012

INCORONATA PAZZA (Gaia Servadio)

Perchè la Storia non ce la insegnano così? Basterebbe farcela sentire più vicina e tutto sarebbe più semplice. A raccontare alle amiche perchè Giovanna non sarebbe stata poi pazza, ricordavo cronologicamente ogni fatto, ogni avvenimento, quando io, si sa, sono pigrissima in queste cose. Quindi  è servito ad una caprona come me, a mettere un po' ordine nelle successioni dinastiche che da una lettura antologica ti sembrano senza alcuna importanza e spessore umano. E invece. Speriamo abbia aperto la strada a fare approfondimenti storici su altre cose, altre presone, lo vorrei proprio! Intanto, la riflessione che ho avuto, è che è facile facile dare per pazza qualcuna, così la si leva di mezzo, togliendole ogni potere. E che ci vuole? Credo di saperlo perfettamente. Altra riflessione, che cavoli di intrighi politici ci sono dietro le dinastie?! Io non avrei potuto reggere, infatti Giovanna ha retto poco, però adottava lo sciopero della fame per dimostrare che non era d'accordo, tecnica molto moderna per i suoi tempi, vista  la descrizione degli autodafé che appartenevano alla generazione precedente alla sua. Alla fine dal popolo era amata, a me sarebbe bastato questo. I nobili, come i politici, sono vipere. L'unico nero è la scrittura, non è per niente romanzata e lascia a desiderare. Se è vero che è scritto in maniera giornalistica, io penso che il giornalismo abbia affossato la poesia, l'irrazionalità che tanto la caratterizza.

martedì 31 luglio 2012

RICORDO

Probabilmente mi è stato eccessivamente traumatico accorgermi da bambina, infante, di non poter dominare quanto mi circondava. Di non ricevere al richiamo richiesto nessuna accoglienza, di aver chissà pianto a vuoto senza ricevere risposta. E torno a dire, di avere avuto una forte rottura con il mondo quando ho realizzato che niente era in mio potere. Più niente o mai niente.

domenica 22 luglio 2012

MUSE DEGNE DELLA MIA ATTENZIONE

E' grigio vivo, un po' brillantoso ma infruttuoso. Non ci sono muse, non ce ne sono da un po' e si raccatta dove si può qualche barlume di rosso smaltato. Ma non basta, non passa oltre. Così però, in questo stato pietoso e scoraggiante, per un attimo, ho avvertito in tutta la tua bellezza la debolezza della mia mandibola, già ampiamente incrinata da malformazioni genetiche; una caduta giù, inavvertibile, senza nemmeno un respiro solido dai miei polmoni. E allora, mi sono incantata, provato a vedere se l'osso fosse proprio rotto, ma ancora resisteva. Ma tu eri la bellezza sincera, quella che dal tuo cuore, arrivava sulla tua pelle, e ti faceva un essere così splendente. L'incanto perfetto. E' così che ti dedico queste cose righe, perchè è stato un attimo che hai ravvivato, ma è bastato a dirmi che ci possono essere ancora muse degne della mia attenzione. Che possono far sussultare nel profondo qualcosa di magico.

lunedì 9 luglio 2012

ANIMALI SOCIALI IN VIA D'ESTINZIONE

E dopo tutta questa fatica per essere libera, tutti questi pianti per rivendicare la mia indipendenza, queste urla disumane dal profondo del mio cuore; ottenuto lo spazio, posso mai angosciarmi così dalla noia? E' forse chiaro che ogni luogo può essere "casa" ma c'è bisogno anche di animali sociali che si assomiglino.. e che mi sembra siano in via d'estinzione.

mercoledì 28 marzo 2012

TRONO DI SPADE - George R. R. Martin



Io non l'ho trovato fantasy affatto, nel senso che le cose "inventate" o meglio "fantasticate" alla fine sono poche. Tutto è un traslarsi su un piano parallelo che però è identico al nostro, è un intrigo di corte che si estende su tutto il territorio di una specie di Great Britain con le stagioni un po' più lunghe del normale. Certo, non si può dire che la scrittura di Martin non coinvolga e che non ci si senta trascinati fino alle ultime pagine, ma se l'avesse concluso con una fine per quanto meno provvisoria di quella che ci ha offerto, gliene sarei stata grada. Non credo che potrei affrontare il secondo volume così tanto a breve, i libri si accumulano e non c'è mai tempo di leggere per il solo e pure piacere di farlo. Ma bisogna dedicarsi anche a questo per non sentire il peso del dovere. Ad ogni modo, se pur in due mesi, alla fine l'ho terminato.

sabato 28 gennaio 2012

LIMITI

L'obiettivo non era sempre quello di migliorare sempre la propria vita? E quando vedi che non è quella la direzione che stai prendendo, dando precedenza ad altro, cosa puoi fare in quel momento? Solo continuare a crogiolarti e aspettare di deciderti di cambiare davvero quello che non va...?

martedì 27 settembre 2011

PERDITA

Fitta di dolore, forse nostalgia, oppure tristezza vera, vicina a delusione. Sono cosciente di non esserti nemmeno più amica e che il resto del mondo non ha grande prospettiva, guardando in avanti. Tutto è già successo, si è già ripetuto. Non so se potrebbe accadere ancora qualcosa di nuovo. Solo i neutrini saranno i più veloci, siamo anche un po' più orfani di ieri, senza il nostro padre fumetto.
Che senso di perdita, di dispersione. Di vuoto.

lunedì 13 giugno 2011

PIU' FORTE L'AMORE

Oggi ho rischiato di perderti. E' solo la prima volta, ce ne saranno altre. Quella rabbia furibonda la conosco, non l'ho mai saputo gestire, mi ha sempre vinta. Ma sono io che rischio di perderti, come ho perso tutti gli altri. Più forte dovrebbe essere l'amore? Più forte di me, voglio dire? Lo vorrei tanto. Ma se tu mi aiutassi, forse sarebbe più semplice...

Eppure, quante volte ho chiesto aiuto a quelli prima di te?

domenica 6 marzo 2011

BUON COMPLEANNO DANI

Non so se sono i compleanni ad essere così oppure doveva arrivare prima o poi il momento. Non della mia verità, ma della tua. Non sembra che le leggi fisiche possano essere soppiantate da una nuova teoria, forse ci vorrà ancora un secolo, per poteri liberare dagli schemi. Non riesco ad arrendermi che tu non ti accorgi di quello che ti dice il tuo cuore, a tratti, mentre non ci fai caso. Le attenzioni, i simboli, e poi basta qualcuno dal passato a destabilizzare un giorno. Il mio giorno. Ma non potevi saperlo, ci sono tante cose che ancora non sai e per quanto buffo, non immagini nemmeno. In ogni caso, ieri ho percepito la mia fragilità, che la sicurezza che avevo costruito è caduta, almeno in parte e mi sono ritrovata di nuovo ad essere sola. Senza una famiglia, senza punti di riferimento. Quindi era altro quello che volevo? Sottilmente giocavo sporco per averti? Queste parole sono così lontane da me che mi stupisco di scriverle. Io non sono così, ma ti aspetto. Sono sicura che non sei nemmeno in grado di accorgerti fin dove posso arrivare, fino dove possiamo arrivare noi. Allora, ho da mettere da parte le aspettative, prendere sempre quello che mi darai, e guardare avanti io. Forse cercare altro, provare a fare quello che ti avevo promesso, avere qualcuno accanto. Del resto questa casa è vuota, piena solo di me ed è un peccato non riempirla di qualche altro essere pesante. Ma mai pensante come te. Non esiste.

Saprai mai quanto mi è difficile? Saprai mai che qui vi avevo destinato i nostri migliori dialoghi e i nostri abbandoni più teneri?

mercoledì 23 febbraio 2011

LA MIA VITA E' FRAGILE.

Non so per quanto tempo e come. Non mi danno risposte, non mi danno certezze, non mi danno consigli, non mi sono accanto. Dovrei sentirmi persa, sola e abbandonata a me stessa e qualche volta me lo concedo. Poi ti sento accanto, riesci a farmi ridere, a infondermi fiducia, a cercare di trovare il modo per venirne a capo. Senza di te, non lo avrei potuto sopportare, forse nemmeno la prima volta, di sicuro non questa. Io che quando sto bene, ti sono accanto, che seguo le tue mosse, animo le tue ore, io che non mi sembra di fare abbastanza, ma mi ha detto che non è così. Che nemmeno lo immagino. Nemmeno tu lo immagini. A te che in questo momento, mi tiri fuori, mi trascini fuori dal precipizio, dall'abisso dei miei pensieri. A te che non posso amare, perchè mi è proibito, ma lo faccio lo stesso. A me che sento che fai lo stesso, a modo tuo, nel limite delle tue possibilità e delle leggi fisiche.
Lo sai anche tu, quando accadono le cose, non sappiamo mai spiegarcele, mai darci risposta ai nostri perchè. Ne usciremo, perchè il legame che ci unisce è così forte che ci sostiene quando la pendenza di questa bilancia dell'equilibrio va troppo solo da una parte.

mercoledì 3 novembre 2010

ED IO HO QUALCOSA DA DIRE SU LUCCA (COMICS 2010)?

DAL BLOG DEL TAO

http://ilblogdeltao.blogspot.com/2010/11/quattro-chiacchiere-su-luccae-su-certe.html


DAL BLOG DI ELENA (MIRULLA)

http://vitadafumettara.blogspot.com/2010/11/lucca-comics-games-2010.html

Le riflessioni potrebbero essere tante.

Per natura io me ne frego, delle malelingue.
Io me ne frego di tutto, soprattutto perchè sto imparando il mestiere e voglio concentrarmi solo su quello.

Non parlo nemmeno mai prima del momento, con un atteggiamento un po' scettico, un po' riservato (a tratti superstizioso).

Ha ragione Michela, i cavalli vincenti si vedono all'arrivo, io intanto covo progetti e ambizioni (per la casa editrice) che prima o poi verrannno a galla, troveranno il loro spazio e a quel punto, ride bene chi ride ultimo.

Una riflessione invece sul lato personale, professionale. Ho ricevuto complimenti da chi il mestiere lo fa da più tempo. E' importante, per continuare a credere, a non pensare che si è ritrovato nel posto giusto al momento giusto.

Un'altra riflessione è sul lato umano. Posso essere soddisfatta di come instauro relazioni interpersonali, di come il lato umano emerge e crea armonia e fiducia tra noi artigiani. La stima, l'affetto. Tutto serve per questo clima nello staff che, sinceramente, penso sia un tesoro difficile da trovare.

Questo magari è il vero motivo di tutta questa cattiveria, queste malelingue.
Allora forse questa è invidia.





venerdì 3 settembre 2010

LA CAVERNA

Rifuggo la tua presenza, la tua immagine riflessa, la gente che ti conosce. Se tu non mi cerchi, non aspettarti altro. Congelerò i passi che salgono verso il sentiero che porta a te, mi nasconderà una caverna, coi miei sentimenti più segreti. E' per difendermi, da te o da quello che ho creduto che tu fossi. Non chiedere di me, se non sarai tu stesso a pormi domande. Sai solo tu quanto posso essere stata importante, soltanto io saprò e tu non ne avrai eco. Il suono della tua voce sarà sordo, se entrerai e dirai "c'è nessuno?", dovrai proprio cercarmi tra gli anfratti e il buio.
Troverai un cucciolo indifeso di tigre, un randagio felino, orfano più di prima.

domenica 22 agosto 2010

CHELE DI GRANCHIO


E se avessi soltanto preso un granchio?

Vorrà dire che saprò cosa ordinare al prossimo invito a cena.

Chele.

In fondo sono taglienti e lasciano il segno.

domenica 1 agosto 2010

POESIA DI SABBIA ( da "TUTTI SCRIVONO POESIE")

Regalerò al mare,
questa poesia di sabbia.

Porterà via la sua onda,
questi sospiri dell'anima.

Mi rigetterà in faccia il vuoto,
di questi versi a perdere.

E sommergerà di detriti,
il mio amaro affetto.

Per te, così sofferto.

martedì 20 luglio 2010

SANGUE SOLO - F. Romano (2010)



L'autore, un trentenne lucano (o quasi) si cimenta in una storia di vampiri, però raccontato tutto dal proprio punto di vista. L'altro titolo di questo libro d'esordio poteva essere "l'autobiografia di un vampiro" e forse ci avrebbe preso di più. L'idea non è male, lo svilupparsi della storia quasi sempre interessante e una scrittura percettibile come "d'esordio" senza però risultare troppo fragile. Non sempre però il tono e la curiosità riescono a restare ad alti livelli. Ho trovato inoltre le riflessioni sul mondo eccessivamente scontate (magari non per il protagonista che in effetti è alla ricerca di se stesso più che altro) e ripetute un po' troppe volte. Il concetto ad un certo punto è chiaro: questa non è l'autobiografia di un vampiro, ma quella di un uomo che diventa adulto. Del vampiro vero e proprio c'è forse poco da dire, quasi quasi ne esce come personaggio secondario. Ad ogni modo è stata una lettura che non rimpiango di aver fatto, tutt'altro, solo che non è all'altezza delle aspettative. Ecco.

P.S. Avevo bisogno di luce, cambio veste al mio blog, e lo ritrovo a mio modo.

venerdì 28 maggio 2010

TUFFO IN UN PASSATO (NERO)

Non rimpiango niente. Sono felice così. Sarà anche strano, sentirsi migliori (a distanza), aver raggiunto l'indipendenza, (anche se non ce la si sa cavare davvero), avere amicizie insolite (...), aver lasciato ricordi bui tra la Basilicata e la Puglia. Essere libera da preconcetti, essere viva a me stessa. Certo, non è che non senta la nostalgia dei luoghi e la mancanza di sole quattro persone, ma almeno sai che ci sono e che non le perderai. Anche qui a Firenze ho avuto momenti di oscurità, ma il mio stato d'animo, ma ricerca del mio benessere spirituale le ha allontanate. Quindi allontano anche quelle che mi rendono infelici, dovunque essere si trovino, mantenendo quello che di bello e solido c'è qui e dovunque.

venerdì 8 gennaio 2010

NON DARTI PIU' MOLTO PESO

NScrivo per cercare di ricordarmelo in futuro. Di non darti più molto peso, di sapere che sarebbe successo l'impossibile e che invece abbiamo fatto in modo che non succedesse proprio niente. Ci siamo salvati a vicenda o forse io ho soltanto salvato te da quel possibile madornale errore. Ora dovremmo aver raggiunto una serenità ma in realtà siamo soltanto come piccole dosi da prendere e allora forse è giusto così, rilegare anche te al passato. Un passato veloce di qualche mese, in confronto a quanto è stato per tutti gli altri coinvolti nella mia strage. Forse quelli erano un taglio necessario da fare e saluti e baci. E tu cos'eri? Quello che sento ora è escluderti, dimenticare ogni cosa, lasciare a te il piacere della scelta perchè io, come sempre, mi sembra di aver fatto anche troppo. A salvarmi da una crisi in atto, una voce da lontano e tanto vicina a Firenze. Non ci spero affatto, mi sono quasi sentita accolta e pronta per il prossimo viaggio. Mi ha incoraggiato per questa nuova traversata, mi ha quasi illuso che qualcosa di buono e di nuovo mi attendesse.

mercoledì 18 novembre 2009

DI MESE IN MESE [per ora voglio tornare]

Le cose si accaniscono contro ogni barlume di tranquillità. E' da quando sono qui che fatico a ritrovare un certo equilibrio. Ero più serena appena arrivata. Ero più serena prima di tornare giù, poi le sue attenzioni, il modo suo di porgerle, gli inviti e le ore condivise hanno dato abbastanza da rendere insoopportabile la qui presente sopravvivenza. Vorrei il calore, vorrei una tranquillità e la distensione dei muscoli, vorrei meno fobie e meno circospezione. Ho mantenuto la calma finora, ora vorrei impazzire, prendere il primo treno e tornare al caldo e al freddo che conosco. Ma non è così che funziona. Bisogna mangiare polvere, ingoiare i rospi, soffrire della lontananza. A pensare che avevo costruito tutto per affrontare i mesi d'inverno con maggiore pace, invece le cose sono andate diversamente, io che mi ritrovo sempre sola e non so dove andare se sto male. Oggi è il giorno del lamento, serve per scacciare tutti i fantasmi che mi vivono dentro e fare spazio agli spiragli di sole. Domani è un altro giorno, ritroverò la grinta e il giusto distacco, l'energia e le armi per la battaglia. Sono sola anche perchè sono un essere solitario, non dovrei dimenticarmelo. Si sceglie quello che si è, per karma o per amore. Però vorrei tornare lo stesso, per ora, e tornare vuol dire riabbracciare. Chissà se in fondo non è un'altra illusione oppure sto offendendo le già avute conferme. Per ora voglio tornare, magari cambierò tra un mese oppure è quello che gira attorno a me che deve cambiare. Per ora voglio tornare.