Parliamo un po' di te. E di me, se ci riesco. Vorrei fosse un promemoria, qualcosa da recuperare nei momenti di poca lucidità come sono stati gli ultimi. Io di certe cose non ho mai capito nulla e si vede. Sono anche brava a dare consigli nello stesso campo eppure poi non riesco proprio ad uscire dai miei orizzonti limitati. Cosa sto cercando da te? Fondamentalmente nulla. Certo un rapporto sereno che esista nonostante i silenzi brevi o lunghi. Non mi importa di una comunicazione continua, mi importa della mia esistenza nella tua vita. In realtà non vedo spazio, ma questo è forse una questione di tempo. Dovrei probabilmente lavorare di più, come forse ho sempre fatto in altre occasioni ma con meno resistenza a cominciare da me stessa. Dovrei essere più temprata ai momenti di fragilità, alle cose che non accadono se non le imprimo io, in qualche modo. E' un lavoro lungo e fatico quella di una amicizia duratura, perché solo da lì vorrei partire, per vedermi aprire gli orizzonti di cui sopra. Hai proprio un carattere difficile, usi sottili tecniche di seduzione che forse sono quelle che usi sempre per avvicinare qualcuno a te. Ovviamente inconsce, se ne te parlassi, probabilmente rimarresti un po' su a pensarci. Mi verrebbe da dirti che non sono necessarie, che in realtà confondono soltanto le acque spesso poco chiare di loro. Per questo ti chiederei... chiarisciti, e trova il modo più semplice per avvicinarti a me, senza strane strategie di potere. E' più semplice di come credi, più difficile per te che hai così tante costruzioni mentali. In ogni caso, io sono qui, cercherò di non difendermi in continuazione come ho sempre fatto nel passato, perché la mia sensibilità è stata sempre vista come una debolezza e non un dono, che dovevo proteggere, in fin dei conti. Ma tu la puoi capire, non dovrei nasconderla per forza. Ma sai com'è, lo faccio da una vita, le vecchie abitudini sono dure a morire. E' già tanto riconoscerle e posso solo prometterti di non alzare le barriere che solitamente alzo. Ho pensato a quanto sarebbe facile conquistarti, potrei mettermi qui a scriverti pagine e pagine di racconti, inframezzando con parole d'amore che forse ti lascerebbero di stucco, ma mi sembra vigliacco e troppo facile. Capisci come sono? Leale, fino alla fine. Eppure qualche volta bisogna bluffare, far credere tutt'altro per raggiungere un obiettivo. E' buffo che sono costretta a passare di lì, conquistarti e poi chiedere la tua amicizia più sincera. E ora che ho chiarito a me stessa alcune cose, siamo sinceramente nelle mani di Dio. Ancora non riesco a capire qual è il Suo progetto. Cosa vuol dire che "i tempi non sono ancora maturi"? Maturi per cosa? Sono qui, e dovrei solo pormi meno domande e tutto quel che deve accadere accadrà.
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domenica 3 maggio 2015
TUTTO QUEL CHE DEVE, ACCADRA'
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martedì 24 febbraio 2015
MOLTE VITE, MOLTI MAESTRI - B. Weiss
Pur avendo letto diversi libri (qualcuno da farmi innamorare addirittura!), decido di scrivere di questo che pensavo un seguito o prequel di Molte Vite, Un amore. Lo trovai banale, lo trovai inconcludente, non accettavo l'ipnosi regressiva come conferma delle nostre vite passate. Anche il fatto di non venire reincarnati in animali o piante, mi metteva in sospetto. Ero buddhista e non così aperta come credevo. Stavolta mi sono trovata davanti un altro libro, forse un'altra io. Certo, sempre ipnosi regressiva, ma anche e soprattutto messaggi dai Maestri. Io di Maestri ne ho sentito parlare per la prima volta l'agosto scorso. Ho capito, anche attraverso questo libro, che non sia soli, sui vari piani (fisico, astrale, spirituale) e questo stranamente è in perfetto accorto con quanto sto credendo ora e che è ancora tutto da scoprire diciamocelo. Ora non si deve far altro che ascoltare la voce (o meglio il pensiero) dei Maestri ed essere migliori di così, sempre meglio di così.
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mercoledì 16 ottobre 2013
PRIMI LIBRI PER UN LUNGO AUTUNNO (Dostoevskij, Niemi, Dick).
Non sono sicura che non si tratti del primo libro che ho letto di Fedor M. Dostoevskij. Cioè non sono in grado di ricordarne altri, almeno non di recente (diciamo 4 anni). Ad ogni modo i russi sono imbattibili. La loro scrittura (voglio dire il loro modo di scrivere), la forza capacità di catturati è incredibile. Si legge tutto d'un fiato, racconta così poco, ferisce così tanto. La forza de Le Notti Bianche dunque non può essere nella storia che invece così magistralmente raccontata sfiora spesso la poesia e non la prosa. Mi ha incantata. Lo rileggerei se ne avessi il tempo. Prima o poi lo farò.

Meno interessante è stato invece "Il Manifesto del cosmonauti" di Mikael Niemi. Non che sia brutto (impossibile l'accostamento col libro precedente e infatti non lo faccio), ma mi aspettavo molto di più. Parte molto ma molto bene per risultare un po' noioso da metà in poi. Tra l'altro promette molte cose che solo in parte esaudisce. Diciamo che io a Philip Dick non lo paragonerei (anche se ci ha provato!), forse a Bradbury, ma nemmeno a Italo Calvino, con le Cosmicomiche con cui secondo me, poco può reggere. Ovviamente mi ha fatto piacere leggerlo, non è un capolavoro ma vale sempre la pena leggere un libro. Quando non lo sarà vuol dire che è proprio una spazzatura totale.
Un po' di amaro in bocca questa volta Philip K. Dick me l'ha lasciato. "Il paradiso maoista", benché non si affatto terribile o noioso, in realtà parte da uno spunto che avrebbe potuto permettere molte altre riflessioni, che invece non ho trovato. E' vero che non si tratta di fantascienza (ma avrebbe potuto esserlo lavorandoci un po' sopra), ma anche lo sviluppo mi sembra si limiti un po' troppo ai 3 personaggi. Non tutti per altro simpatici. Certo, l'angoscia del potere ignoto e incomprensibile c'è tutto e di certo sono premesse ai libri successivi. Naturalmente non va dimenticato che lo scrive a 24 anni e che io a 24 anni non avevo certo i mezzi per scrivere un romanzo così. Ma questa è un'altra storia.
Infine, cercavo un libro che mi facesse riflettere di più e mi desse una mano sul mio percorso spirituale e fra tutti ho trovato questo. Diciamo che più che leggerlo bisognerebbe fare "zazen" ma anche i dialoghi del maestro che spiega il punto di vista che dovremmo tenere tutti sono decisamente importanti. A tratti capivo perfettamente di cosa parlava e che quel "salto di qualità" (se così modestamente si può dire) l'ho fatto. Cerco, continuare a vedere le cose con quella "differenza" che suggerisce sarebbe una gran cosa e non serve si riesce. Ora però mi fermerei qui: ho da imparare a vivere l'istante che vivo, sia che sia meditando, sia che stia agendo, senza pensare né a quello che ho fatto prima, né a quello che devo fare. Devo avere il vuoto mentale, devo riconoscere lo stato di Buddha.
Infine, cercavo un libro che mi facesse riflettere di più e mi desse una mano sul mio percorso spirituale e fra tutti ho trovato questo. Diciamo che più che leggerlo bisognerebbe fare "zazen" ma anche i dialoghi del maestro che spiega il punto di vista che dovremmo tenere tutti sono decisamente importanti. A tratti capivo perfettamente di cosa parlava e che quel "salto di qualità" (se così modestamente si può dire) l'ho fatto. Cerco, continuare a vedere le cose con quella "differenza" che suggerisce sarebbe una gran cosa e non serve si riesce. Ora però mi fermerei qui: ho da imparare a vivere l'istante che vivo, sia che sia meditando, sia che stia agendo, senza pensare né a quello che ho fatto prima, né a quello che devo fare. Devo avere il vuoto mentale, devo riconoscere lo stato di Buddha.
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giovedì 17 gennaio 2013
L'IMPORTANZA
Ormai essere inquieta di sera è un'abitudine. Il pensare alla sua assenza fisica e alla mia nella sua vita. Il pensiero di me che forse non ha. Indagherei se potessi sul perché voglio essere così importante. Che gratificazione è mai questa? Triste, visto che dico di essere un bodhisattva. Dovrei lasciarmi scivolare tutto, pensare solo a quanto è importante per me. Ma ho bisogno di essere qualcosa, per questo tutto questo affanno per far leggere di me. Perché voglio ESSERE ai suoi occhi. Non è triste? Ho ancora molte cose da imparare dell'amore verso gli altri... Il mio è egoismo e anche un po' di arroganza, anche se in misura minore di quello che anima il mondo.
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lunedì 24 dicembre 2012
CAVALCARE LA SOFFERENZA
In questa confusione, dove ritroverò l'equilibrio? Esso è un affare che può essere imprevedibile, nascosto tra le maglie di una situazione insolita, per non dire bizzarra e perché no? assurda. E' questo che cerco, equilibrio. Non riesco a sentirmi responsabile in questa vita degli immensi errori commessi in passato ed ora che sono qui, che cosa posso fare? Cavalcare. Cavalcare la sofferenza. E' mia indubbiamente, ma sono colpevole magari da un secolo ed è facile prendere quella sana abitudine di non accorgersi più di esserlo. Ma anche se lo sono, cosa cambia ora, in questo frangente? Cambia solo quello che posso cambiare, lo stato interiore, il mio. Di essere più forte, di guardare al di sopra di questa nebbia fatta di dolore. Di accettare il compromesso, per ritrovare l'anima e armonia tra ostacoli e scommesse, indubbiamente a fatica, ma come fosse un gioco, solo un gioco. Un gioco di equilibri, naturalmente. Cosa posso fare? Questo è lo stato delle cose, quello che puoi offrirmi, senza che io ti chieda niente, che tu sappia che vorrei chiederti qualcosa. Questo è lo stato delle cose ed io non voglio infrangere le sacre scelte, il cuore di un bambino che si ritiene ( e difatti lo è) così fortunato da quando ci sei tu. Non potrei mai. Nemmeno dall'angolo più remoto di un pensiero inatteso. Lo stato delle cose è che io abbia il mio equilibrio, che vada avanti lo stesso, restando sazia e piena di quanto mi appartiene, cedendoti quel qualcosa che però è ancora a me compreso. Non svuotarmi, non perdere, non perdermi. Arriverò dove dovevo già arrivare, ma sarò armata di energie sottili, di un'armatura di luce e tu starai a guardarmi, mentre sorrido ancora. E forse mi vanterò qual che basta per sentirmi a dura prova. Che del dolore che mi hai risvegliato e che mi continui a risvegliare, non sentirai più l'ombra.
martedì 31 luglio 2012
RICORDO
Probabilmente mi è stato eccessivamente traumatico accorgermi da bambina, infante, di non poter dominare quanto mi circondava. Di non ricevere al richiamo richiesto nessuna accoglienza, di aver chissà pianto a vuoto senza ricevere risposta. E torno a dire, di avere avuto una forte rottura con il mondo quando ho realizzato che niente era in mio potere. Più niente o mai niente.
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domenica 22 luglio 2012
MUSE DEGNE DELLA MIA ATTENZIONE
E' grigio vivo, un po' brillantoso ma infruttuoso. Non ci sono muse, non ce ne sono da un po' e si raccatta dove si può qualche barlume di rosso smaltato. Ma non basta, non passa oltre. Così però, in questo stato pietoso e scoraggiante, per un attimo, ho avvertito in tutta la tua bellezza la debolezza della mia mandibola, già ampiamente incrinata da malformazioni genetiche; una caduta giù, inavvertibile, senza nemmeno un respiro solido dai miei polmoni. E allora, mi sono incantata, provato a vedere se l'osso fosse proprio rotto, ma ancora resisteva. Ma tu eri la bellezza sincera, quella che dal tuo cuore, arrivava sulla tua pelle, e ti faceva un essere così splendente. L'incanto perfetto. E' così che ti dedico queste cose righe, perchè è stato un attimo che hai ravvivato, ma è bastato a dirmi che ci possono essere ancora muse degne della mia attenzione. Che possono far sussultare nel profondo qualcosa di magico.
sabato 7 aprile 2012
SINCRONICITA' - M.Teodorani
Una volta che si intraprende un cammino (cominciato l'anno scorso con la scoperta dell'Entanglement) bisogna arrivarci fino in fondo. Questo libro ha diverse cose interessante e a fine libro ti dice anche che esiste una filosofia di vita che si potrebbe segue per vivere meglio. Naturalmente non si sbaglia, poichè la scoperta scientifica va a coprire una parte di quella che faceva già parte delle filosofie indiane, in particolar modo quella buddhista. Da un lato quindi niente di nuovo sotto il sole, ma dall'altro approfondisce e dà credito a qualcosa che forse aveva bisogno di un supporto scientifico. Nonchè Teodorani fa credere che questa scienza sia accettata da tutti, ma sicuramente va vedere che se vogliamo fare qualche passa avanti nella nostra umanità e spiritualità sicuramente questa è la via giusta. Il libro va a colmare uno vuoto di conoscenze, oppure a inserire il tassello mancante a tutta la mia architettura filosofica che da un certo punto della mia vita ha cominciato ad accompagnarmi, confortarmi e aiutarmi. Ci sono voluti degli avvenimenti importanti per darmi positività nella mia vita e so che quanto dice il libro è già molto vicino a me. Farò più attenzione alla sincronicità. Così potrò leggere ancora più messaggi che questo mondo mi dà.
martedì 28 febbraio 2012
OSARE
Osare come un gioco, senza pensare alla sconfitta, ma solo al gusto di provarci sempre e comunque. Sfidare le sorti e il prevedibile. Osare, osare.
lunedì 27 febbraio 2012
PROBABILMENTE
Mi sottovaluto. Forse quello che sto "tessendo" non è così brutto, ma posso fare di meglio. Se ne avessi il piacere e il tempo. E la certezza che non fallirei comunque.
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sabato 18 febbraio 2012
CONAN IL BARBARO
Non pensavo. E come avrei potuto? Non sopporto Schwartznegger, a parte quando fa Terminator, che è l'unica parte che può fare (vista la sua scarsa umanità). Invece il film è stata davvero bello. Grande regia, grande cura nella scenografia, negli abiti, nella credibilità generale. Non è il mio genere, ma in questo caso non ne ho sofferto per nulla. Le due ore si film non pesano nemmeno, perchè il personaggio ci cattura così tanto che lo segui nell'evolversi della sua vita che è una bellezza. Cose da rilevare? Credenze nordiche (ad un certo punto arriva anche una valchiria...l'amata donna a salvarlo da morte certa, e a dir la verità è la seconda volta che lo salva!), anime dei morti, streghe, e quell'inquietante minaccia, sotto forma di setta che ancora mi fa pensare. Forse perchè la nuova serie dovrebbe averci a che fare.
Mi dà da pensare anche il ruolo femminile nella storia. E' vittima del nostro modo di vedere le donne, eppure questa è una guerriera, ma sempre una spalla, non protagonista. Ecco, cambiando questo, riuscendo ad essere lei la predestinata si potrà fare qualcosa di diverso. Nel fumetto e nella visione del mondo.
domenica 12 febbraio 2012
LEGEND, un incubo
Questa roba non fa per me. La trama prevedibili, per niente entusiasmante; il senso di estraneità di quello che accade, un Tom Cruise, che detesto da molto tempo (poi ci sono pellicole in cui non ti accorgi che è lui, ma proprio quel sorriso ebete ti verrebbe voglia di toglierlo dalla faccia a furia di pugni!). Insomma, salverei qualche atmosfera, ma secondo me io ho proprio una idiosincrazia verso questo genere, tra troll, fate e guerrieri. Come farò, mi chiedo. Eppure c'è un grosso progetto in atto, che toccherà sempre a me gestire. Pensavo che l'erotico sarebbe stata la cosa più difficile, invece da qualche parte ho pure quello, ma il fantasy dove sarà?
Comunque Scott, con questi unicorni, ha un po' rotto! :D
sabato 28 gennaio 2012
LIMITI
L'obiettivo non era sempre quello di migliorare sempre la propria vita? E quando vedi che non è quella la direzione che stai prendendo, dando precedenza ad altro, cosa puoi fare in quel momento? Solo continuare a crogiolarti e aspettare di deciderti di cambiare davvero quello che non va...?
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giovedì 10 novembre 2011
E SE COMINCIO A CORRERE
Una volta era spontaneo, non progettavo nulla, mi guidavano le occasioni. Forzavo poco, approfittavo quel tanto che bastava e il mondo lontano mi si avvicinava, si creavano rapporti bellissimi, sul filo del rasoio, senza sapere cosa fossero per davvero. Ora cosa è cambiato? Una consapevolezza maggiore del mio potere, del fascino che si può esercitare sugli altri esseri umani, ma anche una innaturale forma di distacco. Ho smesso di sognare, di osare, pur sapendo di essere una sovversiva. Perciò tutto diventa più difficile, la preda si allontana proporzionalmente alla consapevolezza e al distacco, e se comincio a correre, lei corre di più. Forse devo perdere il fiato per veder cominciare arrestarla. Fermarsi e voltarsi verso di me. Venirmi incontro e capire, capire che solo di me si può fidare, che solo io posso capire senza conoscerla. E dopo diventare necessaria.
lunedì 19 settembre 2011
A VOLTE
A volte mi consola l'idea
che in fondo apparteniamo entrambi
allo stesso sistema solare...
che in fondo apparteniamo entrambi
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giovedì 11 agosto 2011
ELABORAZIONI
E se la mente
costruisse biografie personali
senza nemmeno avere dati oggettivi
su cui elaborare una verosimile esistenza
di cui poi io per forza mi debba perdutamente
innamorare?
Pensaci. Questa è tutta una finzione.
Niente si può dire, perchè niente è stato detto.
costruisse biografie personali
senza nemmeno avere dati oggettivi
su cui elaborare una verosimile esistenza
di cui poi io per forza mi debba perdutamente
innamorare?
Pensaci. Questa è tutta una finzione.
Niente si può dire, perchè niente è stato detto.
giovedì 23 giugno 2011
HO FATTO QUEL CHE C'ERA DA FARE
Ho fatto tutto quel che c'era da fare. Ti ho dato tutto quello che possedevo. Ora medito su quel che è rimasto e non so bene quanto sia. Non importa, tutte le cause sono state poste, tutti gli effetti, se ci dovranno essere, arriveranno prima o poi. Se è giusto che ci siano. E se così non fosse, qualcun altro prenderà il tuo posto, e chiunque sia, sarà come se tutto questo gli si sia già stato tutto dato e partiremo da lì. Senza giustificare stupidamente gli incontri, dare ragione al destino e al soprannaturale. Sarà così perchè ce lo meriteremo.
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mercoledì 22 giugno 2011
COME UN ADDIO
Ho ripensato a tutta la faccenda. A tutto quello che ci riguarda. Ho fatto mente locale, ho rimesso assieme i ricordi. Ho ricordato che non sono stata io la prima, che mi divertivano i tuoi discorsi filosofici e la naturalezza con cui mi coinvolgevi nella tua visione del mondo. Sarebbe stato difficile resisterti, e da fuori mostravi un interesse altro da quello che mostri oggi. Ma forse sono io che spengo l'Ardore. Era facile sbagliarsi, forse sei tu che non hai tenuto conto dei rischi ed hai rischiato e poi hai visto il danno, senza preoccupartene troppo, nemmeno dopo. Oppure in realtà era voluto ma poi più di così non potevamo spingerci. Adesso mi viene solo da ridere, perchè non è rimasto altro. L'aver sbagliato, mi causa una ilarità inaspettata: adesso che i giochi sono chiari, che nessuno aveva intenzioni altre ma da qualche parte siano andati a finire, cosa dovremmo fare ora? C'è poco da fare. Io per esempio essere meno sentimentale. Aspettare come sempre che il mio di Ardore svanisca come sono sempre finiti gli altri e che rimanga un affetto più spotaneo, più lineare, che mantenga piacevole il nostro rapporto.
Non vorrei rinnegarti, non ora, o rifiutare tutto l'aiuto che mi hai dato nei momenti difficili; ne abbiamo avuti, da entrambe le parti; ne siamo usciti a testa alta, con qualche pezzo in meno nel corpo... Il nostro incontro è servito soprattutto a questo.
Detto ciò, rimane una festa lunga alcuni mesi che qui si chiude, non esattamente come un addio. Delle cose sono rimaste aperte (libri da restituire, per esempio) e ci porteranno ancora da qualche parte, ma ora che una strana e curiosa lucidità mi accompagna, metto da parte i desideri crescenti di questo tempi, per non aspettare più nulla né da te né da nessuno.
E la prossima volta, non cadrò in queste piacevoli trappole e me la godrò meglio in questi giochi romantici.
Non vorrei rinnegarti, non ora, o rifiutare tutto l'aiuto che mi hai dato nei momenti difficili; ne abbiamo avuti, da entrambe le parti; ne siamo usciti a testa alta, con qualche pezzo in meno nel corpo... Il nostro incontro è servito soprattutto a questo.
Detto ciò, rimane una festa lunga alcuni mesi che qui si chiude, non esattamente come un addio. Delle cose sono rimaste aperte (libri da restituire, per esempio) e ci porteranno ancora da qualche parte, ma ora che una strana e curiosa lucidità mi accompagna, metto da parte i desideri crescenti di questo tempi, per non aspettare più nulla né da te né da nessuno.
E la prossima volta, non cadrò in queste piacevoli trappole e me la godrò meglio in questi giochi romantici.
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il Guerriero Disarmato,
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mercoledì 23 febbraio 2011
LA MIA VITA E' FRAGILE.
Non so per quanto tempo e come. Non mi danno risposte, non mi danno certezze, non mi danno consigli, non mi sono accanto. Dovrei sentirmi persa, sola e abbandonata a me stessa e qualche volta me lo concedo. Poi ti sento accanto, riesci a farmi ridere, a infondermi fiducia, a cercare di trovare il modo per venirne a capo. Senza di te, non lo avrei potuto sopportare, forse nemmeno la prima volta, di sicuro non questa. Io che quando sto bene, ti sono accanto, che seguo le tue mosse, animo le tue ore, io che non mi sembra di fare abbastanza, ma mi ha detto che non è così. Che nemmeno lo immagino. Nemmeno tu lo immagini. A te che in questo momento, mi tiri fuori, mi trascini fuori dal precipizio, dall'abisso dei miei pensieri. A te che non posso amare, perchè mi è proibito, ma lo faccio lo stesso. A me che sento che fai lo stesso, a modo tuo, nel limite delle tue possibilità e delle leggi fisiche.
Lo sai anche tu, quando accadono le cose, non sappiamo mai spiegarcele, mai darci risposta ai nostri perchè. Ne usciremo, perchè il legame che ci unisce è così forte che ci sostiene quando la pendenza di questa bilancia dell'equilibrio va troppo solo da una parte.
Lo sai anche tu, quando accadono le cose, non sappiamo mai spiegarcele, mai darci risposta ai nostri perchè. Ne usciremo, perchè il legame che ci unisce è così forte che ci sostiene quando la pendenza di questa bilancia dell'equilibrio va troppo solo da una parte.
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L'Amaro del Lucano,
L'ecstacy di saggezza
giovedì 3 febbraio 2011
FORSE QUESTA VOLTA
Forse questa volta sto imparando ad amare.
Insegnamelo mille volte ancora.
Forse stavolta sto imparando a fregarmene del male.
Ho imparato da te a dare spazio solo a chi davvero conta.
Insegnamelo mille volte ancora.
Forse stavolta sto imparando a fregarmene del male.
Ho imparato da te a dare spazio solo a chi davvero conta.
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