domenica 3 giugno 2012
V - VISITORS 2010
giovedì 7 gennaio 2010
BUFFY, L'AMMAZZAVAMPIRI ( 2^ Stagione)

Ognuno passa il capodanno come vuole. Io l'ho trascorso guardandomi tutta la seconda stagione e al mattino avevo gli occhi come un vampiro. La verità è che non sono i vampiri in sè ad aver fatto la differenza ma una promessa fatta mesi prima di trascorrere un giorno interno con la cugina a far coincidere le cose.
Lei è una fan di Buffy e sta raccogliendo tutte la serie, con tutte le stagioni e da quando ha saputo di Vampire's Tears si sta prodigando per darmi più idee possibili. Ma Vampire's Tears è stato scritto già abbastanza nei dettagli in un giorno di delirio puro. Però molte altre cose si possono aggiungere e l'importante in questo caso non sono le idee ma l'atmosfera. E' la cosa più urgente e importante da creare e ricreare per questo fumetto.
Di Buffy ne avevo sempre sentito parlare e forse ho visto anche qualche puntata, non delle migliori sicuramente, abbastanza da considerare questo telefilm un po' scarsetto e non avevo nemmeno capito cosa ci fosse di così interessante. Tra l'altro il regista è uno di quelli a cui vengono affidate molte cose e pare che tutte arrivano troppo presto alla chiusura, ma arrivare alla 7 stagione non mi pare una cattiva sorte.
In questa serie e in questa stagione però non tutto è da buttar via e anzi ci sono alcuni episodi costruiti molti bene, sia a livello di idee (con citazioni piacevoli a film d'horror d'epoca) sia momenti di drammaticità e paura così come dovrebbe essere un qualunque film. Ci sono stati momenti di tenerezza e momenti di dolore, etc etc etc.
Sicuramente qualcosa di questo fumetto prende ma io la protagonista non so perchè non la mando del tutto giù. Sarà per colpa dell'età troppo adulta della protagonista, che tutto mi sembra meno una 17 enne, sarà la costumista che la veste in modo veramente orrido e che la rende ancora più vecchia, saranno i tratti in generale che però per fortuna fa capire che non bisogna essere per forza di porcellana per essere la protagonista e una ammazzavampiri.
Dovrei soffermarmi su Angel e per quel poco che ho capito la sua storia è interessante. Un po' poco credibile, un po' contorta e ad ogni modo piace più quando era buono. Non c'è niente da fare. Ci piacciono le cose alla rovescia: i vampiri buoni e l'ammazzavampiri cattivi. E moltie altre cose che non devono quadrare per forza.
domenica 6 dicembre 2009
THE VAMPIRE DIARIES ep.1-10 (ancora vampiri...)

Ho visto via streaming con sottotitoli questa serie TV ancora non trasmessa in Italia. L'ho visto perchè affronta il tema dei vampiri ma sempre sotto la categoria "adolescenziale". Non so che mi è preso ma 'sta roba mi sta piacendo. Quando avevo letto la sinossi onestamente non mi avevo colpito, da un lato mi ricordava Coppola, dall'altro qualcosa di fastidioso invece la sceneggiatura va che è una bellezza e non si ferma mai, non lascia mai respiro. Succede di tutto, niente resta uguale da episodio ad episodio Solo in alcuni frammenti di momenti sembra cedere ma la vera forza sono i personaggi. Il cattivo ha uno spessore (e una ironia) che non ricordo di aver visto e il buono, incredibile, anche il buono non solo non stuffa per niente ma passa per l'eroe senza venir per forza oscurato dal cattivo. E la donna? Anche questa ha il suo doppio, ma nel passato e questa del passato, bastarda forte in opposizione con quella presente che nonostante sembri proprio il modello di etica perfetta non annoia nemmeno lei. Insomma vince il bene. O qualcosa del genere. Da non trascurare la varietà di aggiunte e di smentite in fatto di vampiri, amuleti, streghe, erbe magiche, amiche, e temi moderni, quali la droga e il senso di abbandono a se stessi di giovani adolescenti. Insomma lo consiglio per la ricchezza e la bravura degli attori. Oltre che un bel vedere in sè.
domenica 7 giugno 2009
PRIMA DELLA "SALVAZIONE"
E questo prima di poter vedere "Terminator: Salvation" al cinema comodamente in streaming o in DVD.
"La faccenda secondo me è più complessa. La Weaver torna indietro nel tempo anche lei per impedire la nascita di Skynet perchè i terminator liquidi e quelli metalli solidi hanno rotto il loro patto (se patto era). Quindi imo le fazioni sono tre e John Connor tenta di avvicinare i liquidi per distruggere 1. Skynet e 2. i terminator solidi. Ma l'episodio del sommergibile fa capire alla Weaver che l'accordo non è possibile ed è Cameron a sapere la risposta che imo non comunica a Jonh Connor (ma questa è un'altra sottotrama).
La Weaver torna nel passato per costruire lo skynet buono che dovrà combattere lo skynet cattivo e lo manda nel futuro con se stessa e Jonh che deve diventare il capo della Resistenza, ma in quel momento un perfetto sconosciuto. Ma lui sa che Kyle è suo padre (e quando sarà il momento lo manderà nel passato che lo deve concepire se no sai che casino succede? :D) sa di suo zio, senza che lui lo sappia (infatti scoprirà di essere lo zio di JC solo quando verrà spedito anche lui nel passato) e cosa importante è che John Connor - lo sconosciuto grazie a Cameron ha imparato tutto quello che doveva sapere dei terminator e così riuscirà a diventare il capo della resistenza umana per capacità e perchè no? formazione, infondo Derek è tornato indietro per prepararlo alla guerra.
[...]
I viaggi del tempo sono un elemento centrale di Terminator. Per altro io avrei indagato di più su questa cosa: come fanno questi ad andare avanti e indietro nel tempo come fosse nulla (a parte nudi)?. Abbiamo visto il dispositivo soltanto una volta (due con la Weaver), con Cameron che lo ha preparato adirittura con più viaggi temporali. Quindi tecnicamente sono anche dispendiosi.
La mia domanda è come e quando hanno scoperto i viaggi nel tempo? Come mai è una scoperta che conoscono tutte le fazioni? e perchè nel 1984 l'unica soluzione per vincere la battaglia contri gli umani è così necessario tornare nel passato?
Io avrei trovato più interessante "vedere" cosa è successo "prima" del film del 1984 ( ma "dopo" il giorno del giudizio) e capire come fanno a spedire il primo terminatori cattivi e subito arriva in perfetto tempismo Kyle che per giunta trova subito Sarah. Voglio sapere come Jonh Connor ormai capo della Resistenza organizza la sua sopravvivenza e la sua nascita e come fa a sapere QUANDO lo vogliono uccidere prima ancora che nasca ( di saperlo lo sa perchè gli è tutto già successo). "
giovedì 16 aprile 2009
ALLISON
Ora la scena è chiara. Qualche ora prima Jonh era orizzontale sul corpo di Cameron per vedere se la parte potenzialmente radioattiva del suo corpo (tra lo stomaco e la cassa toracica) era "fredda" come si sperava, e nonostante sentisse il metallo vivo tra le costole era evidente che per poco non ci rimaneva in quella posizione e se non ci fosse stata lei col suo "Jonh... we have to go" sarebbe potuto durare in eterno. Qualche ora dopo quindi John fa una cosa stupidissima, quella di andare nel futuro a recuperare il chip (l'anima, il pensiero, le sensazioni etc) di Cameron e poi si ritrova Allison ed è lei sicuramente perchè c'è un pastore tedesco che accarezza tranquillamente mentre i cani abbaiano frequentemente contro Cameron trovandola minacciosa.
E' Allison, stesso corpo, con movenze più sciolte, addirittura in grado di sorridere. Beh, allora perchè non ti prendi questa e Cameron (che è evidente è stata distrutta) la lasci perdere? Come no! In quel momento cinicamente ho pensato che "girls are complicated" e niente sarebbe stato facile come si vorrebbe.
Intanto non è che arriva un qualunque ragazzo del passato e si prende la più gnocca del gruppo a primo colpo, non è che aver avuto un terminator alle proprie dipendenze che era disposta a prepararti pure il sandwich (che la sola idea ti avrebbe fatto incaxxare ma eventualmente avrebbe anche fatto per te) significhi che questa Allison sia disposta a fare lo stesso. John non mostra mai di essere un eroe, di essere il super figo, di essere sempre vincente. E' fragile sugli affetti, come qualunque altro ragazzo. Allison è una perfetta estranea e dovrà sudare sette camice per conquistarla, ma poi... siamo così sicuri che John abbia così tanta voglia di conquistarla? E se invece non le piacesse affatto per quello che c'è dentro? Magariè una ragazza complicata e rompiballe e vedrai, così carina, se la tirerà pure un botto! (ahahah).
Dovrò vedermi l'episodio in cui abbiamo conosciuto Allison e vedere quanto di Allison è stato copiato da Cameron. Ad ogni modo due gemelle non sono uguali, non lo sono nemmeno due cloni, è l'esperienza sedimentata che le renderà sempre diverse... quel che vero è che Jonh ha perso definitivamente Cameron. Non ha più il suo chip nè il suo corpo.
domenica 29 marzo 2009
TO THE LIGHTHOUSE (ovvero TSCC#20)
I motivi di questa possibile termine (di certo c'è solo che a maggio decideranno cosa fare e un po' dipenderà da terminator: salvation 4 che a me sembra una gran bufala e che vado a vedere solo per sperare che la FOX si ricreda su TSCC) sono non tanto il rating che bene o male non è poi così basso rispetto alle altre serie prodotte della fox in quell'orario devastante in cui lo trasmettono ma per i costri di produzione. Insomma i conti non tornano a casa FOX. E' il mondo che va così, ma la speranza è sempre l'ultima ad andare via.
Questo episodio con il libro della Woolf ha in comune una lentezza iniziale, una lentezza dedicata al benessere personale di descrivere famiglie e parlare delle mancanze. La gita al faro si trasforma per ovvietà di cose in ben altro, ma torniamo indietro.
Ritorna Charley, forse l'unico vero amico di Jonh e Sarah, l'unico che possa voler bene al futuro leader della resistenza non perchè sarà quel che sarà (chissà se ci ha mai creduto a tutta 'sta storia) come ad un semplice ragazzo e come ad un figlio. Su 40 minuti, metà vengono spesi non per la fantascienza ma per il genere family. Ed io sono d'accordo, la serie TV è anche la riposta alla domanda: ma era da giovane il leader che avrebbe salvato l'umanità? beh, fragile e normalissimo come tutti gli adolescenti infondo, con un peso un po' tanto grande, troppo da sostenere ma a quell'età ogni difficoltà sembra insormontabile.
Quindi l'incontro con Charley e l'affetto tra i due è stato preparato bene. Ma perchè Sarah ha deciso di reincontrarlo? Ammetto che Sarah fa davvero poco per rendersi simpatica e non mi stupisce abbiano dovuto parlare un po' per ritrovare l'intesa, anche se il motivo principale è una scoperta non proprio bella da parte di Sarah, già destinata a morire nel T3 e qui il discorso saltato nel tempo si riprende. In breve gli affida John, anche perchè non si fida più di nessun altro: Derek non ha mai parlato di Jesse a Sarah e per poco rischiava la vita del figlio e Cameron, beh, di Cameron forse Sarah non ne vuole proprio parlare (non so perchè ma ho la sensazione di jameroniani che le urlano dietro "ma è questo il modo di trattare la tua robot-daughter-in-law?ahah)
Le cose poi non vanno proprio così, la gita al faro si fa pericolosa e tutt'altro nemico si affaccia, non la Weaver, non il metallo liquido, ma il "fratello" internauta di John Henry, il golem, il cyborg che sta imparando dagli esseri umani. Splendida la scena della ribellione alle regole (alle tre leggi?) con Savannah. Adorabile attrice-bambina. Ma come fanno ad essere già così bravi? Scena da cult movie, da affiancare al Golem o Frankenstein e la bambina.
Ancora molte parole. Derek non sapeva niente della "perdita " accaduta a Jesse e lo sa da Cameron che sì, ha visto una volta Jesse, nel futuro. Derek quasi vuole ammazzare la robottina ma poi forse comincia a ragionare e più tardi la ringrazia. Mi sa che potrebbero fare squadra ora che lui, almeno lui, si fida di lei. E' stata la seconda scena difficile per me, dopo l'ecografia di Sarah. Difficile perchè è sempre complesso parlare di queste cose senza urtare, per la seconda volta, la sensibilità di una donna, magari non me, ma un'altra, sicuramente più vicina a me di quanto immagino. Continuo a ritenere incredibile come davanti a tanto dolore un'attrice non si lasci commuovere e continui a fare la sua parte da cyborg. Sì, certo, la pagano, ma quello non basta per queste cose così difficili.
Da non trascurare che anche loro subiscono un attacco da qualcuno e che Cameron si becca una bella doccia (fredda? calda? Purtroppo per me era tiepida) e un bella scossa elettrica per cercare di venire disattivata, ma la robottina è stata più fortunata e libera Derek che non riesce a dire nemmeno grazie (per lui la doccia di Cameron era o fredda o calda evidentemente!) e lei gli risponde "you're welcome" "non c'è di che". L'unico momento di ilarità di tutto l'episodio?

L'episodio si conclude da un lato tristemente e in modo shockante, dall'altro con la divisione più assoluta: Sarah ha diviso lei e John da Cameron e Derek, ma poi anche madre e figlio si seperano a causa di forza maggiore e John è chissà dove in mezzo al mare con una barchetta niente male.
I prossimi due ultimi episodi non lasceranno respiro.
sabato 21 marzo 2009
TODAY IS THE DAY (TSCC#18 +19)
Ci sono poi dei duetti da non dimenticare: il primo che mi sovviene è sicuramente quello di John/Jesse. Memorabile, soprattutto perchè il ragazzo (che è sempre meno ragazzo ma leader dell'umanità) sapeva già tutto, perchè Riley in realtà gli aveva dato diversi indici per arrivarci da sè. L'altro duetto è Sarah e Cameron, sia nel primo episodio sia nel secondo (uno parla della solitudine necessaria di John, l'altro del fatto che uccidere Cameron vuol dire ferire ancora una volta John). Un altro ancora potrebbe essere quello di John e Derek, quello in cui probabilmente si chiariscono i punti oscuri, ma anche quello del confronto tra zio e nipote, infondo Derek è l'unica figura di riferimento maschile, tra donne e robot. Ci deve essere e giusto che sia.
Concludo con l'incontro tra Derek/Jesse. Basta dare spazio ad un personaggio fino a quel momento senza troppi minuti a disposizione che scopriamo molti aspetti. La scena è memorabile perchè John ha chiesto a Jesse di andare via. Derek non dovrebbe risparmiarla e il discorso (sebbene tutto in inglese senza uno straccio di sottotitoli) che fa Derek non fa una grinza: c'era da ucciderla. Credo però che non l'abbia fatto e non solo perchè gli abbia io urlato dietro di non farlo, che non ne valeva la pena, nonostante tutto.
Ah, quasi dimenticavo (in realtà per niente). Un altro dialogo senza precedenti è quello nel futuro di Jesse e Cameron, lei di ritorno dal sottomarino con il messaggio da dare a John e Cameron che continua a dire che parlare con lei equivale a parlare con lui. Potrebbe non dire niente a nessuno, tranne a noi malati di Jameron: sono davvero vicinissimi e qualunque sia la loro relazione (possibile, voglio dire) i due sono tremendamente "l'uno per l'altro". Come dentro i destin ùi segnati e la pace tra uomini e macchine. Anche perchè c'è una bella scena anche di richiesta di scuse da parte di John e non a Sarah, ma a Cameron, che sta dietro a Sarah, in quel momento. John chiede scusa di aver accusato Cameron di un omicidio, ma soprattutto di non essersi fidata di lei.
Forse ci sono molte altre cose da dire. Ma non ho molta voglia di dire altro.
A parte pensare alla scena finale: John ha cercato per tutti i due gli episodi di capire la verità su Riley e quando finalmente l'ha scoperta, quando lui siede sul divano tra la madre e il suo terminator protector, le due persone che gli sono più vicine, lì realizza cosa è successo e il dolore colma completamente il suo viso. E' bastato guardare l'espressione di Thomas Dekker (l'attore che finalmente mostra tutta la sua bravura) per capire cosa stava per succedere. Sono completamente finita dentro di lui, ho rivisto la scena nell'obitorio, ripensato all'ultimo ricordo che ho conservato di Riley. Poi, mentre cercavo di resistere al pianto, ho guardato alla mia sinistra, lì dove c'era Cameron, cercando sul suo volto il confrorto di quel dolore, riconoscendola come a me la persona più cara (del presente? del futuro?) e non trovandolo, realizzando il suo essere cyborg e che un abbraccio non sarebbe servito, sono invece andato da mia madre, a piangerle sulle gambe, mentre il mio pianto si faceva sempre più disperato.
Che non è il ritorno ad un John bambino, non ancora leader, ma proprio perchè leader, ancora umano: ha ucciso un uomo, ha perso la sua compagna ed ha agito nelle sue ultime 24 ore come farebbe un leader. La stanchezza e l'umanità del suo ruolo possono anche concedergli un pianto. Che è poi è stato anche il mio, quasi riuscissi a comprendere in tutti i dettagli quel momento.
Cameron non si scomposta a quel pianto (che ci vuole pure coraggio per la Glau vedere uno che piange così e non lasciarsi coinvolgere, che brava che è!). Voglio dire, è giusto che faccia così, ma su di lui ha lanciato comunque uno sguardo: forse sa anche riconoscere i suoi limiti di metallo e che quel ruolo in quell'istante doveva essere della madre.
Sono sicura che la seconda serie finirà come converrebbe, sono sicura che gli autori non deluderanno le nostre aspettative e nemmeno noi le loro come spettatori. Tutti ci meritiamo una terza serie. E come scrive qualcuno nella petizione "because it's cold here and we need Summer" (mi fanno sempre sorridere queste cose da parte dei fan, perchè mi fanno tenerezza e perchè infondo capisco anche loro).
Non rileggo niente, non ne ho voglia, sono ancora con le lacrime agli occhi.
sabato 14 marzo 2009
STREAMING, MON AMOUR
Ho guardato per curiosità The Big Bang Theory (02x17) perchè c'era un'apparizione di Summer Glau che interpreta se stessa, quale attrice alla ribalta per il ruolo di terminator - protector di John Connor. Le battute si sono buttate via ed ho riso davvero di gusto. Curiosa la coincidenza che il 02x17 è anche il numero dell'episodio mandato la settimana scorsa di Terminator. Credo però in generale che non bisogna interferire con la realtà nella finzione. L'abborbaggio nel treno mi ha trasmesso soltanto ansia. E Summer Glau e Cameron sono due individui separati: alla prima si spezzano le unghie ed è probabilmente una tragedia, alla seconda va in disfunzione qualche congiuntura e la sua mano può avere contrazioni involontarie da ammazzare un povero colombo. Penso che ad ogni modo le attrici di queste serie tv non si accorgano di quanto la loro immagine ci influenzi. Infondo quando fanno le riprese, alle volte ore per farci credere che si stiano riparando la disfunzione di cui sopra, non pensano certo a cosa pensano gli spettatori, a quante cose succedono sul web, tra commenti, suppliche, bestemmie e quant'altro. Penso farei lo stesso, perchè sentir parlare di me mi farebbe venire l'ansia ( simile a quella di sopra dell'abbordaggio). Lo farei per preservare me stessa, magari sbircerei a riprese finali terminate, tanto per vedere quale possa essere l'impatto del mio lavoro. Comunque di Summer Glau mi piace questo: è meticolosa nel suo lavoro e il risultato è davvero eccezionale, ma la sua passione, quella vera, quella in cui probabilmente ci mette l'anima ed è la sua ragione di vita è tutt'altra, la danza classica. Non è buffo? E' umano. E sono queste le cose che piacciono a me. Il non prendersi troppo sul serio, ma abbastanza da non tralasciare l'importanza di quello che si sta facendo. Ah, naturalmente, nello squarcio in cui in Terminator: Sarah Connor Chronicles l'abbiamo vista, ci siamo accorti tutti che è una straordinaria ballerina classica, da togliere completamente il fiato. Altro che Amici. Ahahah!
Ho visto anche Smallville, 06x01. Così come era finita la quinta stagione meritava almeno di capire come Clark Kent sarebbe uscito fuori dalla Dimensione Fantasma. Incredibile, più facile di quanto si pensasse e Zod, il temibile Zod, viene pure sconfitto. Mah. Il fascino della novità della serie tv mi è comunque passato, dopo aver visto che c'è molto di meglio. Trovo Smallville piuttosto banale, forse davvero adatto più alle ragazzine che ad altri. Eppure sono arrivati alla sesta serie e di più, mentre l'unica serie tv che non smetterei mai di vedere, la chiudono con questa seconda stagione. Non è giusto. Ed io da qui nemmeno possa fare niente. Sigh.
Casualmente sulla mia pay tv ho trovato anche Superman (il film, il primo). Un piccolo gioiellino che con un po' di ironia fa prendere bene l'interno lungo episodio. Continuo a dire che è bello vedere un alieno che risulta meglio di noi. Mentre il giovane Clark Kent è decisamente antipatico. E bugiardo.
Ho visto anche il seguito di My name is Earl, che ho visto per la prima volta a casa di Sara. L'idea del karma così sfruttata è davvero semplice, efficace e intelligente. Tutto ciò contorniato poi da personaggi quasi banali che invece, nei disastri quotidiani della vita, hanno tutta la comicità (ed io dico anche drammaticità). Credo che lo continuerò a vedere.
Ho poi cliccato sul thread di Bionic Woman pensando che fosse quello degli anni '70, affiancato da L'uomo da sei milioni di dollari, ma niente. Si tratta di un remake. Purtroppo non ricordo l'originale e le cause per cui una donna comune diventa la donna bionica ma qui, almeno nella prima puntata e non complemente delineato, c'è un intrigo ai vertici della casa di produzione bionica. Penso che la malcapitata dovrà intanto difendere il compagno che l'ha ridotta così e poi sicuramente sventrare qualcosa all'interno dell'organizzazione. Oltre che vederla combattere contro altre donne bioniche, rammaricate quanto lei di questa metamorfosi. Sì, forse di tutta la serie (beh, no, di questa prima puntata vista) salverei questa sensazione di rifiuto di essere diventata quello che è ed avercela con chi fa queste cose. Dovrei vederlo per capirlo ma non so se ne valga la pena.
Infine ho scoperto che c'è anche una lista infinita di anime in questo sito/forum in cui si può vedere tramite streaming. Anime sta per cartoni animati giapponesi, ma in realtà ci sono anche quelle americani e italiani (leggi Winx).
Ho scelto di vedere cosa succedeva a Asgar, dopo che I Cavalieri dello Zodiaco, avevano sconfitto Ares. Non è una novità che cartoni basati su mitologia e fatti storici mi abbiamo sempre coinvolta tanto. Ricordi di Saint Seiya (il nome giapponese di questa serie) risalgono a molto tempo fa, quando andavo a scuola, mandavano le puntate la mattina presto, io mi alzavo prima per vedere cosa sarebbe successo poi. Così pregno di mitologia greca che non potevo resistere di fare quella levataccia. Però quando sono passati alla mitologia nordica non ce l'ho fatta eppure mi interessava ancora di più. Ebbene ora sono alle terza punata di quel ciclo narrativo e IT ROCKS! Le motivazioni allo scontro sono ben calibrate e la causa scatenante delle motivazioni è niente meno che l'anello dei nibelunghi. Come sempre però sono le battaglie, gli scontri epici, l'essenza dei cosmi dei cavalieri che proprio non so che farmene. Però sono prodotti per ragazzi, è giusto così, no? Un'altra cosa molto fastidiosa è Pegasus. Non l'ho mai digerito. E' il tipo di ragazzo maschio che non sopporto: sicuro di sè, presentato come il più forte e il migliore e tanto per confermare il tutto è quello più vicino alla Principessa Isabel, aka la Dea Atena. In generale non sopporto le persone vincenti su tutto e presuntuose, Pegasus è così. Dico io, la modestia (una caratteristica dell'Illuminato), non è di casa? Perchè lasciar tutto al migliore? A che pro? Per farsi belli davanti alla principessa. E Isabel che è una dea (che è poi illuminata da giustizia pace e dovrebbe sapere che l'arroganza è un peccato) come fa a farsi imbambolare proprio da quello eccssivamente sicuro di sè? E' anche vero che sono macchiette. Andromeda, il mio preferito (chissà perchè), che rischia sempre di sembrare una mancata donna guerriera, mostra così tanta fragilità che non va bene nè che sia uomo o donna, nè che sia un cavaliere. Lo avrei reso con quel coraggio in più che possa riscattarsi dalle difficoltà, dalle fragilità interiori. Non credersi perfetti ma voler giungere alla perfezione (quindi senza arroganza che non porta alla perfezione ma solo alla pienezza di sè) è una caratteristica umana penso, non solo il mio stato vitale.
Indubbio che sto pensando al discorso del prof di ieri. Alla sua pienezza di sè, alla sua convinzione della sicurezza di sè e che ciò lo porta a superare ogni ostacolo. E che noialtri che invece dubitiamo delle nostre forze ma che le ripeschiamo al momento giusto invece siamo più "lenti". Quest'uomo fa lo psicologo e non ammette errori. E' chiaro che è una bufala di uomo. Se deve costruire mobili antichi per dimostare alla moglie che è in grado di farlo e dopo tre tentativi gli riesce così così e che vuol dire che prima o poi gli verrà un'opera d'arte, non ha pensato che c'è gente che fa questo lavoro da sempre e che per lei è un'arte e che sarebbe meglio lasciar fare ad ognuno il suo lavoro? Non dico che di lavoro ce n'è uno solo, ma che per ogni lavoro ci vuole dedizione, tempo e precisione e che non è con la sfida verso la moglie che si acquista la fama. Si resta semplici facendo gli attori e i ballerini (e con tanta bellezza disarmante), perchè dovrebbe farlo un minuscolo uomo che pensa di essere l'unico ad avere capacità straordinarie? La pienezza di sè non fa vedere i propri errori, non fa vedere i propri limiti, non fa mettere in discussione, se non è il caso a chiederlo, sulle proprie capacità. Sarà anche una spinta a migliorarsi, ma non è vero che la determinazione e la voglia di superare i propri limiti fa "andare piano". Ad ogni modo il dialogo per me con una persona così diventa difficile. E alla luce di ciò sono contenta di essere come sono, che si vedano le mie fragilità ma che in battaglia le mie armi di difesa diventano di offesa (ricito Andromeda e le sue catene) e non ne esca vincitore. Io non mi vanto della vittoria, devo solo a me stessa di come ho superato la prova.
Ps. facendo un paragone con Eternopolis (è l'unico che posso provare con una pubblicazione), il più forte dei ragazzi è anche il più sbadato, ma non quello stupido. Quello che sbadatamente salva anche il mondo, intuidendo come si potrebbe fare ma che pensa che ci sarebbe arrivato prima. Quello che ha elementi eccezionali ma non è divino, ma crede nella divinità e la rispetta. Quello che non si vergogna del suo romanticismom, perchè è così ingenuo che disarma, ma non per questo fragile.
domenica 8 marzo 2009
TTSSC #17 (e un po' di TTSSC#16)

Oggi ho potuto vedere, non con poche peripezie, il TTSSC#17. Sapevo che ci sarebbero state svolte epocali, ma sono inquietanti anche le piccole. Tutto si gioca su Raley, finalmente. I Connor cominciano a capire che qualcosa non torna sulla sua persona e molte cose vengono a galla. Poi arriva il finale tra Jesse e Raley, due dei personaggi più antipatici di tutta la serie. In realtà forse soltanto ora Raley riacquista tutto il suo spessore. Finalmente cioè capiamo cosa ha nella testa e soprattutto cosa ha nella testa Jesse. Terribile. Terribile il suo piano, spietato. E' andato in fumo o forse non ancora. Ad ogni modo il finale mi è dispiaciuto molto.
Ho desiderato fortemente questo episodio perchè sapevo che qualcosa sarebbe accaduto a Cameron. E Cameron con le sue varie disfunzioni di cui non conosce la natura, ama molto più di John, che invece potrebbe farlo molto di più. Attenzioni, parole, aiuti. Quel che delude è appunto John, avrebbe dovuto essere più coinvolto invece guarda la "macchina" quasi schifato, quasi come se l'idea che quell'essere abbia un qualche tipo di sentimento lo ripugnasse. Mi verrebbe quasi da dirgli "ma vergognati! Sei tu quello umano!" e invece sto qui a pensare che quel gesto (non dico quale) equivale ad "affidare la propria vita nelle mani" di un altro essere umano e dargli il potere e la possibilità di decidere della tua vita. E' un paradosso inquientante, ma se non è Amore questo, cos'è? Eppure non sono in molti su questo pianeta disposti ad un sacrificio e un'abnegazione, tale. Nemmeno più una madre per un figlio. O forse io ho soltanto cattivi esempi attorno a me.
E la svolta epocale c'è, eccome. Cameron non si riconosce più, non sa cosa le prende ma non può autoterminarsi. Lo deve fare qualcun altro per lei. Forse è solo in quel momento che John fa un'autocoscienza, ma l'episodio finisce troppo presto per sapere cosa avrà deciso.
Previsione: Cameron nonostante la sua innocenza, verrà accusata di un omicidio. Il piano di Jesse può essere ancora portato a termine (cioè eliminare Cameron) e mancano ancora 5 episodi, ma sono troppo pochi per il mio fabbisogno settimanale.
Ad ogni modo, se John schiaccia quel pulsante prendo gli autori e li termino io uno per uno. Ahahahah! :-)
Ps. Nella peggiore delle ipotesi, io ho già in testa il piano B.
domenica 22 febbraio 2009
TTSCC: Desert Cantos 15 (e un po' del TTSCC: The Good Wound 14)
Il 14 era molto bello per i continui riferimenti a Terminator 1, e soprattutto al Terminator 2, alla psicologia di Sarah, più vicina a quella Sarah che a questa, ma comunque straordinariamente lei. Però a parte questo la storia in sè, non valeva tutta l'attesa di quasi due mesi di assenza dagli schermi della FOX. Anche se la presenza immaginaria di Kyle lo rende imperdibile.
Il 15 è semplicemente STRATOSFERICO. Una trama avvicente, una sceneggiatura perfetta, sia nelle sequenze che lasciano scoprire (ma più che lasciare e aggangiare) i vari misteri, sia nell'effetto cornice delle varie fasi del funarale (americano). Scene da ricordare: Sarah e la vedova, Jonh e la ragazza, Derek e l'accenno importante a Kyle, la ragazza e il rapporto col padre (da finire di gestire) e la morte del fidanzato e i misteri svelati, infine l'effetto "sappiamo fare anche la fantascienza solo per stupirvi così come oggi la volete voialtri" della vista del modello aereo del cyborg (o di quello che è, sicuramente non è un deltaplano quello!).
Mancano ancora due cose da dire, però. Cameron è quasi del tutto assente, ma quando c'è le spara tutte, le sue cartucce e intanto a lei è affidata la risoluzione del primo tassello (io non mi ero accorta di nulla, ma del resto ognuno elabora il lutto a modo suo!) e qualcosa comincia a farsi chiaro. E poi Savannah Weaver, nei confronti della madre e sono sicura che lei sappia che sia stata sostituita dal T-1000. La scena di questa bambina che interpreta così bene quel pianto (ebbene sì, lo ammetto, ha fatto piangere anche me!) e del suo infantile discorso: "Cosa ti manca di tuo padre?" "Di potergli stare sulle ginocchia" "Vieni qui" " Le tue sono fredde" "Lo so". E in quel freddo, c'è il freddo metallico di essere un androide, e il freddo di chi non ama o non può amare. STRATOSFERICO.
Cosa manca a questo episodio? Le lotte iperboliche. Ma onestamente io non ne sento nemmeno la mancanza.
venerdì 20 febbraio 2009
The TERMINATOR (1984) TERMINATOR 2, the judgment day (1991)
Insomma, questo primo film è un cult movie senza possibilità di replica, e il secondo? Che io ricordi qualunque numero 2 io abbia visto, l'ho sempre trovato inferiore alle aspettative e soprattutto inferiore al numero precedente. Il mio dubbio non è se le mie aspettative sono state soddisfatte (pienamente soddisfatte) ma se il secondo numero sia o meno più bello del primo. Il dubbio che non si può risolvere perchè è chi viene prima che detta legge e non oserei dire nulla sul quel numero, quindi non lo risolvo. Quello che posso dire che il numero 2 è un enciclopedia, da cui la Serie TV sta prendendo molto, prima fra tutto il terminator che protegge Jonh Connor (un ragazzino davvero divertente che però mi pare vada un po' tanto in crisi quando sarà adolescente). C'è già tutto quello che Jonh Connor indaga sui suoi futuri nemici, c'è già la riprogrammazione, c'è già il T1000 con il metallo liquido. Insomma detta tutte le intruizioni per la serie che invece penso sia nata per parlare della donna-madre di chi insomma alleva un futuro eroe, e non pensata da incastare tra il 2 e il 3. La scena più bella? Senza dubbio l'autodistruzione del Terminator Schwarznegger (come ultima specie e le parole del piccolo John che ancora una volta sembrano più umane di tutte le altre cose che vediamo tutti i giorni. E cosa dice il cyborg in risposta? Che ora sa perchè una persona piange. Fantastico. Un momento così alto in TT:SCC non si è ancora visto, anche se si sono raggiunti livelli di uomo-macchina compunque molto belli.
Sulla serie TV. Quindi John Connor riprogramma i terminator. Cameron è chiaramente stata riprogrammata, ma Jesse e gli altri trovano la presenza di Cameron eccessiva, perchè lui ascolta solo lei, quindi nessuno di loro. Quindi va fermata. Perchè? Cioè, perchè John Connor ascolta solo quello che gli dice Cameron? E qual è davvero la natura del loro rapporto? E poi chi è questo John Connor del futuro? Come mai sa tutto e muove tutto ma non lo si vede mai?
Da notare che il paradosso temporale dei film, dei primi due, non è lo stesso che c'è nella serie, cioè il cerchio si chiude soltanto per Skynet: Skynet vincerà questo è certo, perchè è così che deve essere, così detta il futuro, ma per il resto? Il futuro sta cambiando e la serie lascia sempre una strada aperta verso questa possibilità. Per sapere se invece il paradosso è sempre lo stesso, dovremmo sapere di più di questa relazione Jonh - Cameron, almeno io reputo che tutto sia lì, il mistero.
Però devo ancora vedere il numero 3, magari poi i conti tornano tutti.
Ad ogni modo "Come with me if you wanna live". Finora l'ho sentita almeno cinque volte detto da qualcuno del mondo dei terminator.
mercoledì 11 febbraio 2009
CAMERON, A TERMINATOR

Va bene, dopo un post come il precedente e un mal di testa niente male, vado a vedere le ultime puntate di Terminator: The Sarah Connor Chronicles. Vado, cioè, da Cameron che, come Caterina, una volta riprogrammata non si sa se ci si può fidare ancora, o del tutto, mentre si resta vigili, quasi tesi, in attesa che segni di squilibrio ricompaiano, prima o poi. Ma io tifo per lei, e spudoratamente, perchè penso che per ora sia la miglior androide dal 2000 in poi.
Il fatto è che stamattina ho letto una considerazione di Summer Glau, l'attrice che interpreta Cameron. Ha detto di essere felice che sia lei l'attrice e che l'autore che scrive la sua storia sia lui l'autore. Se avesse dovuto scrivere lei di Cameron, di come deve comportarsi, di quello che le deve succedere, non saprebbe come fare: Cameron è un personaggio troppo complesso.
Per un attimo ci sono stata anch'io sul set. Ho immaginato lo scambio di idee e di considerazione tra i due e di come ad ognuno dei due è affidata una parte importante di quel personaggio, perchè sia quel che è.
Ho pensato insomma che lei, Summer Glau, nemmeno immagina come è vero anche il contrario e cioè che nessuna storia e nessun personaggio, nemmeno l'autore, può essere tale senza il giusto volto, la giusta movenza e l'attrice giusta. Niente prende vita nella testa di un autore, se non ha il suo riscontro, qualcosa su cui appoggiarsi, che rappresenti quella idea, che sia l'attrice in carne e ossa o un personaggio di carta, ritratta da un'abile disegnatrice.
Sono sicura che nemmeno John Friedman saprebbe come fare se l'attrice non fosse quella. Non ci credete? Osservate la foto, guardate la posizione del bacino e delle braccia, guardate come sono abbandonate a se stesse e come il corpo si appoggia su un centro che non è il nostro. E poi pensate che nonostante questo, riesca ad essere così femminile, cioè un androide donna. Non credo ci siano precedenti, nessuna prima di lei. Quando sai che puoi ottenere questo da un essere umano, sai anche quanto puoi osare da un personaggio o da una storia.
PS. Però va anche detto che si difende molto bene anche la cantante dei Garbage, ma quella forse è un androide per davvero :-)
mercoledì 4 febbraio 2009
ANIMARE L'INANIMATO
Il primo essere cibernetico che si conosce è il Golem, l'uomo d'argilla. E' un mito ebraico e ancora prima che la persecuzione diventasse fatto dei giorni nostri gli ebrei hanno sempre sentito la necessità di difendersi dal potere autoritario di qualcuno (in realtà sono sempre stati perseguitati). Il Golem viene creato da un rabbino, che tramite formule magiche cabalistiche riesci ad animare l'ammasso di argilla. In una delle sue tante versioni, si ribella al suo creatore e distrugge ogni cosa. Il Golem è perciò "cattivo, o meglio lo diventa".
Dall'argilla si può passare al legno. Pinocchio è un corpo inanimato che attraverso la magia (il desiderio di un falegname di diventare padre? Di non vivere più da solo questa esistenza) prende vita. Pinocchio, sì sa, è influenzabile e "inizialmente cattivo", uno scolaro indisciplinato, maleducato, incivile, e il suo desiderio è diventare un ragazzo vero e proprio, convinto forse che ciò possa conferirgli più libertà e perciò di poter fare più malefatte. Eppure la favola moralista ci dice esattamente il contrario, per essere umano bisogna civilizzarsi, diventare educati e civili. Suona quasi come una beffa.
Un passaggio doverono naturalmente va anche al rianimare. Perchè il dottor Frankenstein vuole rianimare un uomo? A parte il motivo scienfitico? E' difficile uscire fuori da quanto già detto però il Mostro ha una creazione e stavolta all'argilla o al legno si sostituiscono parti umani già morte. Ad animare è l'elettricità, nessuna magia inspiegabile. Il Mostro è istintivo, privo di civiltà, armato di violenza, ma desideroso di sopravvivenza (un elemento comune a tutti gli androidi) e soprattutto di libertà. Anche lui vorrebbe essere umano, non così diverso, la sua reazione per certi versi, è più che giustificata.
Per passare ai bulloni veri, il primo androide che la storia ricordi è una donna ed è Maria (non a caso ha questo nome) la protagonista, sosia di una donna buonissima, di Metropolis. Ed è cattiva, è stata costruita per un compito ben preciso ed è anche la magia (anche qui si tratta di Cabala anche se non si dice ma ce lo suggerisce la stella ebraica che s'intravede nello studio dello scienziato). Maria è cattiva, deve incitare il popolo usurpando il potere conferitogli dalla somiglianza con l'altra Maria. Io credo che l'androide pur non ammettendolo sia gelosa (quanto lo sarebbe una donna) del fatto di non essere umana ma soltanto macchina.
Un altro passaggio dovuto è per gli androidi di di Asimov e di Dick. Però qualcosa non li rende esseri golemici eppure non riesco a capire perchè. C'è un qualche desiderio di sopravvivenza? Nei fuggiaschi androidi di Blade Runner sicuramente e per di più è una corsa contro il tempo. Senza tralasciare che Dick si diverte molto a farci capire che noi abbiamo perso la nostra umanità e che loro, gli androidi, hanno perso la loro meccanicità, qui non desiderano diventare uomini, questi lo sono, più di noi. Vogliono solo vivere più tempo. In più a dire il vero ricordano più la clonazione.
Un altro tributo cinematografico dell'animare corpi metallici è senza dubbio Terminator. Non parlo del primo, parlo di tanti terminator. Qualcuno li ha creati, siamo stati noi. In modo golemico o meno la loro nascita e il loro evolversi è in metto contrasto con la nostra vita. Si ribellano, anche loro, contro il nostro potere dominante. Abbiamo capito come il dott. Frankenstein di aver fatto un grave errore, di aver osato troppo, e ora i più forti sono loro e sanno che se ci danno vantaggio noi li disattiveremmo tutti. Chi, davanti alla morte artificiale, non farebbe di tutto per sterminarci? E' una questione di sopravvivenza.
Terminator è cattivo forte ed è stato programmato per uccidere, ma programmato tale per poter poi difendere la sua specie. E' cattivo forte, ma nemmeno questo è vero. Sto guardando The Sarah Connor Chronicles (la serie TV) e il personaggio del terminator, Cameron, che protegge Jonh Connor è anche lei animata dal desiderio di essere una donna a tutti gli effetti (dallo smalto al desiderio affettivo...)eppure manca di umanità nel difendere il genere umano, nel fare qualcosa che sia fuori dalla programmazione. Eppure vacilla tra il programma e il desiderio di essere umana. Anche lei impazzisce e usa, come il computer di Odissea nello Spazio, frasi per impedire di essere disattivata. Il resto non lo so, è già tanto capire tutto questo in lingua originale.
Un piccolo posto merita, ora che ci penso, anche Edward Mani di Forbice. Ha qualcosa di golemico anche lui, ma a differenza di tutti gli altri androidi, questo è decisamente più sensibile di noi, spaesato e con etica forse più resistente della nostra (penso alla scena in cui il padre di famiglia fornisce ad Edward tre opzioni e lui sceglie quella che dovremmo fare tutti... ma la nostra civiltà è un'altra!). Edward è sicuramente l'androide più buono finora pensato, quello più raggirabile e sicuramente quello che più del suo essere automatico, mostra la fragilità che ha la diversità in una società un po' bieca. E lui vuole essere umano a tutti gli effetti? Credo che lui sia più che cosciente che non può esserlo fino infondo, a rischio e pericolo di una comunità da cui non è capito e in cui è difficile inserirsi. Più una sconfitta, che una ribellione al potere dominante.
Alla fine di questo tributo, sto pensando ai miei androidi. Sono tutti cattivi, o meglio piuttosto incattiviti, perchè sanno che verrano disattivati. Davanti a ciò chiunque correrebbe ai ripari! Ad ogni modo sono solo i primi. Il mondo degli androidi è variegato come quello degli essere umani.
venerdì 9 gennaio 2009
FUOCO NEL CIELO (Fire in the Sky) - RELIC HUNTER 3x13
domenica 4 gennaio 2009
L'UOMO DI GHIACCIO (Under the Ice) - RELIC HUNTER (3x16)
Intanto i rimandi alla fantascienza sono tantissimi, l'ambientazione (Artico, neve e freddo, osservatorio) e la parte iniziale del plot ricordano La cosa venuta da un altro mondo (per fortuna la mummia non si è messa mai in piedi a camminare come invece non so perchè ma ero sempre lì lì per crederlo) e anche il non dover scongelare il reperto me lo ricordava abbastanza, poi subentra un misto di Solaris e Terrore nello Spazio (la pazzia improvvisa), poi forse Andromeda (o qualunque antecedente del virus letale arrivato da chissà dove). Ciò che rende questo episodio del genere avventuroso è che alla spiegazione magica (comprensibile se si accetta) si sostituisce la spiegazione scientifica (una prova provata che c'è una spiegazione reale a qualcosa accaduto se pur secoli fa!). Il lieto fine? Beh, per la dottoressa, una dei due sopravvissuti, non c'è nemmeno quello: è infatti confinata in un laboratorio a cercare l'antidoto o a fare esperimenti sulla sua persona).
Qualche scena da ricordare, con un po' di ironia. Sydney durante la colluttazione con l'affarista si chiude in un ascensore e poi viene espulsa nel bel mezzo della tormenta artica, congelando a dismisura e soffrendo, come mai ha mostrato in nessuna occasione, col rischio e la coscienza di rimanerci (congelata) questa volta e questo mentre cerca di riattivare l'ascensore a cui sono stati tagliati i fili, facendo il solito rosso-blu dei fili. Il freddo è arrivato anche a me che ero dall'altra parte dello schermo e la ragazza stava davvero ko. Ma l'episodio finirebbe qui se poi Sydney non ricambiasse quasi cinicamente il favore (e anche qui mi pare non l'abbiamo mai vista così) spedendo l'affarista nella medesima ascensore e una volta chiuse le porte, si ritrova i volti di Nigel e della dottoressa un po' sorpresi di quell'azione. E poi? Lei conclude (ma senza sorriso sulle labbra come è solita fare) con un "Sono hawaiana io! Odio il freddo!"Ahahahah. Ci mancava solo una comparsata di Stitch è il quadro sarebbe stato completo.
venerdì 5 dicembre 2008
RELIC HUNTER, PRIMA STAGIONE (1-22) e altro
Ma le serie TV esistono da sempre, chi non ha mai visto Supercar o Mc Gayver? E tanti tanti altri? Beh, a quei tempi la loro forza era la non -continuity, non dovevi sapere niente, ritrovavi bene o male alcuni cliché che ti davano anche una certa sicurezza. D'importante c'era che partiva bene col primo episodio: ci mette un attimo a spiegarti il come e il perchè inizi tutto quella baruffa e del resto nemmeno volevi sapere altro perchè bastava quello per poterlo seguire. Era così anche per i cartoni animati, fatta eccezione di quelli strappalacrime (ma certi erano da censurare... ma non per quello che sono stati poi censurati!!) e quelli storici (naturalmente).
E allora? Beh, sono cambiati i gusti e questo si vede anche nei fumetti. Quattro episodi, quando sono collegati bene tra loro, la loro storia finisce e addio personaggi. E' giusto così, compri il primo numero sapendo che durerà poco. Poi se finisce, ti dispiace. Se dispiace abbastanza, l'editore ti fa pure continuare.
Ad ogni modo volevo parlare di Relic Hunter. Ho visto tutta la prima serie. I primi episodi sono fatti bene, ripeto, niente di stratosferico, ma piacevole abbastanza da portare alla dipendenza. Dopo un po' guardi e guardi, ma in realtà stai cercando qualcosa che non trovi. Non so chi scriva Lost e come gli sceneggiatori vivano assieme per poter far quadrare tutte le sottotrame aperte (come potrebbe essere altrimenti?) ma in una serie come Relic Hunter sicuramente c'è più libertà, ognuno vive a casa sua. Si vede che non tutti gli autori coinvolti riescono ad essere credibili, ad essere efficati allo stesso modo e a non far sembrare spaventosamente artificiosi i personaggi. Si salvano gli ultimi episodi che nonostante le pecche, fanno tornare a galla la ragione della dipendenza seria.
Voglio dire che non ci crede nessuno che Sidney Fox abbia avuto tanti amanti se poi in tutta la serie se ne bacia al massimo un paio e pare che quando abbia ceduto in precedenza era sempre sotto effetto di qualcosa che sia qualche febbre malarica o una romantica notte di luna piena; oppure che Nigel sbavi come uno stupido quando è chiaro dall'inizio che è asessuale (ma basterebbe ironicamente dire "inglese") e che sono alcuni riescono a riprodurgli con grande psicologia l'imbarazzo della sua nudità e quella degli altri, dell'approccio e della paura (in barba poi ai modelli che cercano di propinarci costantemente!). Oppure il semplice fatto che Sidney venga presentata come una che sa picchiare bene e quando la trama latita e si sente inizia a picchiare anche due o tre volte per episodio, fino a gestire anche tre o quattro individui alla volta (!!) e che Nigel si ritrovi più che estaneo alla lotta, quando invece dovrebbe essere quello che interviene accidentalmente e intelligentemente. Oppure, ancora, il loro semplice ruolo di ricercatori universitari e della sbadatezza di certi momenti di lui (col rimprovero di lei) che mal si legano con i momenti in cui conosce tutte le lingue del mondo e che invece una mano la dà sul serio. Sono solo alcuni piccoli esempi di incongruenze che fanno subito sentire la diversità degli sceneggiatori che pur seguendo le linee guida (come nei fumetti, naturalmente) non sono riusciti ad essere impeccabili nell'applicarle.
Bella invece l'attrazione tra i due, taciuta e attesa, quella di lei, basata sul rispetto e quella di lui, mista agli imbarazzi. E' vero, come dice qualcuno, che la serie sarebbe dovuta continuare in una quarta stagione, almeno per vedere una coppia evidentemente già ben affiatata realizzarsi, accorgersi di sè.
sabato 22 novembre 2008
RELIC HUNTER (1-5)
Dicevo di Relic Hunter. Me lo ricordo come un po' fittizio, poco credibile e non benissimo costruito da un punto di vista storico, ma ricordo che non mi dispiaceva. Non so perchè ma non lo penso adesso, i temi finora trattati non mi sono sembrati così malaccio da quello che si può aspettare dagli americani e poi i personaggi sono ben caratterizzati, soprattutto mi piace quello di Nigel che sicuramente fa il verso al classico ragazzo inglese ma di mio gusto. Il suo impaccio, soprattutto. Non so che dire sull'attendibilità. Ricordo che avevo visto a suo tempo un episodio sul Labirinto di Cnosso e che quell'episodio mi sembrava davvero stupido per come raccontava il mito greco. Beh, sono sempre americani, bisogna tenerne presente. La loro storia inizia nel 1600 e qualunque cosa gli si racconti è chiaro che non la sentono propria. Detto questo, non mi dispiace, non mi dispiace le trovate un po' grossolane nel far aprire porte segrete e quant'altro. Niente di originale, naturalmente. Relic Hunter si ispira al videogioco di Tomb Raider e al personaggio di Lara Croft, a suo volta ispirato a Indiana Jones in versione femminile e questi a sua volta (dobbiamo dirlo) ad un certo Martin Mystère. Che di passaggio in passaggio abbia perso naturalmente il fascino della credibilità e dell'accortezza archeologica etc è piuttosto evidente.
Infine, la home pay tv da cui guardo questa roba ha trasmesso dapprima il numero 2, 3 e 4 forse anche 5 e poi soltanto stamattina ho visto che c'erano gli altri episodi e il numero 1: "La ciotola del Buddha". Inventato di sana pianta, immagino visto che di ciotole, se non di riso, non ne ho mai sentito parlare. Oddio non ho certo letto tutti i Sutra né i relativi commenti, però, se ci fosse stata una ciotola sacra, oggi sarebbe disegnata ovunque.
Il bello è che nessuno qui crede più al Caso, quindi a parte la solita curiosità, il telefilm inizia come inizia e prima di finire ai giorni nostri, ci lascia una frase che è la stessa che mi hanno suggerito I Ching ieri, attraverso, stavolta, le parole del Buddha. Lo stupore, si immagina, non é stato poco: quella frase si riferiva ai beni materiali, io a quelli affettivi. Sempre di attaccamento si tratta. E l'attaccamento porta sofferenza. STOP. Verso fine del telefilm ci sono altre frasi su cui meditare ma è davvero un caso che la mia pay tv abbia saltato a suo tempo il primo episodio e che io l'abbia guardato proprio stamattina incuriosita dal tema e ci abbia ritrovato qualcosa che ribadisca il concetto su cui sto meditanto in questi giorni? Se così fosse, viva il Caso.. o il Caos.
mercoledì 1 ottobre 2008
SMALLVILLE - 5^ STAGIONE
La curiosità di riguardare i film c'è, eccome. O forse dovrò aspettare che la mia pay tv metta a disposizione la serie successiva se esiste, naturalmente.
