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domenica 5 maggio 2019

LA STRADA CHE HO TROVATO



No, non è freddezza,
è solo la tua corazza

un sorriso ti si stampa severo
e mi concede un debole momento

Ma io ti sento
so come sei dentro

la ferita è tagliente
e sanguina da tempo

ma io non la temo
resto immobile e ti vedo

sono qui ad indicarti la strada
quella che io ho infine trovato

ci andremo insieme
e stavolta non ci perderemo

(da "Tutti scrivono poesie") 

domenica 3 maggio 2015

TUTTO QUEL CHE DEVE, ACCADRA'

Parliamo un po' di te. E di me, se ci riesco. Vorrei fosse un promemoria, qualcosa da recuperare nei momenti di poca lucidità come sono stati gli ultimi. Io di certe cose non ho mai capito nulla e si vede. Sono anche brava a dare consigli nello stesso campo eppure poi non riesco proprio ad uscire dai miei orizzonti limitati. Cosa sto cercando da te? Fondamentalmente nulla. Certo un rapporto sereno che esista nonostante i silenzi brevi o lunghi. Non mi importa di una comunicazione continua, mi importa della mia esistenza nella tua vita. In realtà non vedo spazio, ma questo è forse una questione di tempo. Dovrei probabilmente lavorare di più, come forse ho sempre fatto  in altre occasioni ma con meno resistenza a cominciare da me stessa. Dovrei essere più temprata ai momenti di fragilità, alle cose che non accadono se non le imprimo io, in qualche modo. E' un lavoro lungo e fatico quella di una amicizia duratura, perché solo da lì vorrei partire, per vedermi aprire gli orizzonti di cui sopra. Hai proprio un carattere difficile, usi sottili tecniche di seduzione che forse sono quelle che usi sempre per avvicinare qualcuno a te. Ovviamente inconsce, se ne te parlassi, probabilmente rimarresti un po' su a pensarci. Mi verrebbe da dirti che non sono necessarie, che in realtà confondono soltanto le acque spesso poco chiare di loro. Per questo ti chiederei... chiarisciti, e trova il modo più semplice per avvicinarti a me, senza strane strategie di potere. E' più semplice di come credi, più difficile per te che hai così tante costruzioni mentali. In ogni caso, io sono qui, cercherò di non difendermi in continuazione come ho sempre fatto nel passato, perché la mia sensibilità è stata sempre vista come una debolezza e non un dono, che dovevo proteggere, in fin dei conti. Ma tu la puoi capire, non dovrei nasconderla per forza. Ma sai com'è, lo faccio da una vita, le vecchie abitudini sono dure a morire. E' già tanto riconoscerle e posso solo prometterti di non alzare le barriere che solitamente alzo. Ho pensato a quanto sarebbe facile conquistarti, potrei mettermi qui a scriverti pagine e pagine di racconti, inframezzando con parole d'amore che forse ti lascerebbero di stucco, ma mi sembra vigliacco e troppo facile. Capisci come sono? Leale, fino alla fine. Eppure qualche volta bisogna bluffare, far credere tutt'altro per raggiungere un obiettivo. E' buffo che sono costretta a passare di lì, conquistarti e poi chiedere la tua amicizia più sincera. E ora che ho chiarito a me stessa alcune cose, siamo sinceramente nelle mani di Dio. Ancora non riesco a capire qual è il Suo progetto. Cosa vuol dire che "i tempi non sono ancora maturi"? Maturi per cosa? Sono qui, e dovrei solo pormi meno domande e tutto quel che deve accadere accadrà. 

lunedì 30 marzo 2015

NELL'ILLUSIONE

Così, a una faticosa esperienza si unisce una lucida realtà, ma anche tanta delusione di non poter pretendere di più. Non è il miracolo che cerco, sembra essere una cosa di cui hanno beneficio tutti tranne me. Sicuramente a qualcun altro succede, ma non intorno a me. Non capisco che c'è anche la mia realtà e va accettata. Però è difficile convivere con questa consapevolezza. E'  la stessa che mi fa capire che non sarà in questa vita che potrò cambiare il mio karma, intendo questo aspetto del mio karma. Che fare? Nulla. Accettare la volontà divina. Sì perché se quel messaggio era pieno di speranza, e faceva supporre anche uno straccio di possibilità, mi sembra ora chiaro di non averne affatto, razionalmente parlando. Perché non sa nemmeno di cosa stiamo parlando. Non è solo questo: è anche la presa di coscienza che non potrò mai essere troppo sincera, di dover sempre omettere. Non è solo un "conosciamoci meglio e poi te ne parlo", è davvero "forse in questo caso non è il caso. Dovrei rivolgere l'interesse da qualche parte parte, certo. Come sempre, come tutte le volte. E siamo ancora qui. Nell'illusione. Sì perché per un attimo, appena gli sguardi si sono incrociati, ho sentito quell'attimo di corrispondenza, e avrei giurato che non stesse aspettando altro che me. Ma non è così, è una illusione o un suo ricordo lontano che viene a galla. Qualsiasi cosa sia, non si materializzerà in questa vita,  a meno di Dio e dei suoi grandi benefici.  E' davvero triste, ma io non demordo. ce l'ho sempre fatta e lo farò anche questa volta. Tra le tante cose, con tutte queste persone attorno, ho capito quanto ambita  è la vetta e che io sono davvero poco competitiva. Sembro persa in partenza, e forse lo sono. Il bene però c'è tutto, si tratta solo di trasformarlo, per sopravvivere ancora una volta. 

domenica 22 febbraio 2015

UN MARE DI SENSAZIONI E NON POTERLE RACCONTARE

Così stamattina ho avuto la mia grande prova. Non è stato affatto facile, ma lo sforzo, quel poco che ho fatto, mi ha ricompensata. Ho ricevuto un messaggio forse a più riprese, o forse non so, in cui ho capito con chiarezza questi ultimi 10 anni, quelli in cui mi ha voluta così, incontaminata dall'ambiente del cavolo a cui dopo tutto appartengo: non devo preoccuparmi, a me ci pensa Lui. I tempi forse non sono maturi, non sono maturi per gli altri e io devo solo affidarmi. Quel che è riservato per me è lì, nelle Sue mani, in attesa che si compia. E comunque anche se non dovesse esserci nulla di quello che magari mi aspetto (che non mi merito evidentemente, cosa avrò mai combinato nella mie vite precedenti?? Non mi importa saperlo, non più!) non devo preoccuparmi lo stesso. Io sono un Suo strumento e per me ha destinato cose diverse dagli altri, per questo è trascorso tanto tempo, per questo non sono stata infangata, per questo ha deciso di proteggermi in questi anni. Compirò il Suo volere perché così è che voglio anche io. Affidandomi completamente. L'unico rammarico è che mi aspettavo una chiamata, un messaggio, un cenno e invece non mi è arrivato nulla. Il rammarico è rendersi conto di non poter comunicare all'unica persona in grado di capirmi e capire questo importante messaggio ricevuto (e a cui ho affidato un po' del mio latitante affetto e probabilmente ho accelerato i suoi tempi e di affetto per me non ne ha abbastanza) e di non avere nessun altro a cui raccontarlo. Gli amici sono cari ma possono davvero capire questi meandri spirituali che sto penetrando? Sono i miei amici e capiscono tutto di me, comprendono anche se non hanno i mezzi. Vorrei farli più partecipi ma non possono loro e non posso io, a meno che non decida di convertirli. Ma non è questo il mio obiettivo. Li convertirò con io il mio essere, non con le mie parole. Sapranno cosa fare, dove andare quando vorranno cambiare il loro destino. 

Però dove sei, ora che ho bisogno di te? Che dolore inutile e immenso, e solo perché  i nostri tempi non sono gli stessi. Inutile pensarci, andrò avanti sicura del destino che Dio ha scelto per me. 

domenica 15 febbraio 2015

IO NON ESISTO

Io non esisto. 
Quando la tua mano lavora 
e passano inevitabili le ore.

Io non esisto.
Quando la fronte si stringe 
e ti attraversa un timore.

Io non esisto.
Quando la pagina si arrende
e il cuscino ti nutre del suo sapore. 

Io non esisto
Quando la luce si spegne
e la notte t'invade del suo odore. 

Io non esisto 
Quando un lamento arriva 
piano dal tuo inaccessibile candore.

Io non esisto 
Quando il giorno ti sveglia 
e negli occhi hai già il buonumore. 

Io non esisto. 
Quando sorridi al mondo intero
e resto da sola a piangere d'amore. 

Io non esisto.
Quando il tuo cuore si tinge
di rosso e il mio soltanto di dolore.


(da Tutti scrivono poesie)









venerdì 7 giugno 2013

UNA ROSA

Vorrei essere una rosa: 

quella che osservi 
con inattesa curiosità 
sulla tua scrivania

e l'avvicini per sentire 

se odoro di buono 
o non so di nulla,
come accade più spesso, 

ma non importa:

tienimi ancora,
così stretta e ignara,
del mio tenero desiderio segreto. 


lunedì 3 giugno 2013

A COSA SERVE, DIMMELO TU

A cosa serve inseguire farfalle che non potrai mai catturare? 
A cosa serve usare tutto il tuo tempo per raggiungere mete inarrivabili? 
A cosa serve sfidare la sorte, la morte e l'onore per ritrovarsi vigliacchi, denudati e corrotti? 
Dimmelo tu che non cedi al dubbio, che non dai tregua, che non osi chiederti cosa voglio. 
Dimmelo tu se ci riesci, sei sei tanto più forte di me e irreprensibile. Dimmelo tu, anima dalle molte vite con cui ho condiviso il dolore più terribile. 
Dimmelo tu, che domani, o poco più in là, non ci sarai più ad attendermi. 


venerdì 1 marzo 2013

PER SFINIMENTO

In ogni caso sarebbe finita così. Che mi avresti portato allo sfinimento, voluto o meno. Progettato o improvvisato. Solo che sembra che io debba dare un taglio netto, una sferzata più forte, verso il destino che già si preannunciava così, come tutte le mie storie assurde e improbabili. Aspettavo il decorso, come di una malattia, e stavo a guardare, riprendendo  le forze. Sono stanca. Forse questo lo avevi capito. Stanca da non poterne più. Ti ho detto quanto avevo da dire, forse male e ti è sembrato poco vero, ma io sono padrona solo della parole stampate, magari scritte da una scrittura indecifrabile come la mia, ma quelle che producono suono, che l'orecchio ascolta, mi vengono difficili da coordinare per essere sorpresa e sorprendere. Dovrai accontentarti di questo, se vuoi parlare con me. Ma tu non vuoi, sono io che ti cerco e ti costringo, magari accorgendoti solo dopo che ne avevi bisogno. Solo che ora io sono stanca, esausta, privata di tutte le energie. Non avrei potuto durare comunque di più, prima o poi doveva accadere. 
Ma ti ho detto quello che avevo da dire. Sapevi già che io ci sono fino alla fine, e quindi ora tocca a te, decidere. Se sono dentro o fuori, se sono un riempitivo, un deterrente, un cuore amico, un'anima vicina. Sei solo tu che decidi, dove vuoi arrivare e dove fermarti. E se qualcuno ha parlato male di me, è solo invidia. 
Tu basati solo su quello che hai visto e sentito, ma se non vuoi (andare oltre) non avrò niente da dire. Scegli! Sono qui, dove esattamente sai, ma poi non ti stupire se non è come prima, se non ho più le forze e non riesco più a starti accanto come ora. E forse sai già perché, perché così è che volevi. I miei complimenti. 

venerdì 15 febbraio 2013

DEL PIANTO FURIOSO

E questo pianto furioso? Mentre mi nascondo per non venire colpita e ferita nuovamente? Perché ci sei tu mentre piango e mi si strozza la voce mentre cerco di sillabare il tuo nome? Ti riconosco dall'odore, ma questa è solo la sua scia, tu scivoli via mentre ti afferro ancora e scivolo io tra le tue braccia, a farmi spazio con uno spazio che non esiste. Stringimi, proteggimi, calma questo pianto. Furioso, ostile, inconcludente...
Sono qui, ho già perso ogni cosa, ti ritroverò, per qualche attimo ancora.

giovedì 17 gennaio 2013

L'IMPORTANZA

Ormai essere inquieta di sera è un'abitudine. Il pensare alla sua assenza fisica e alla mia nella sua vita. Il pensiero di me che forse non ha. Indagherei se potessi sul perché voglio essere così  importante. Che gratificazione è mai questa? Triste, visto che dico di essere un bodhisattva. Dovrei lasciarmi scivolare tutto, pensare solo a quanto è importante per me. Ma ho bisogno di essere qualcosa, per questo tutto questo affanno per far leggere di me. Perché voglio ESSERE ai suoi occhi. Non è triste? Ho ancora molte cose da imparare dell'amore verso gli altri... Il mio è egoismo e anche un po' di arroganza, anche se in  misura minore di quello che anima il mondo. 

lunedì 24 dicembre 2012

CAVALCARE LA SOFFERENZA

In questa confusione, dove ritroverò l'equilibrio? Esso è un affare che può essere imprevedibile, nascosto tra le maglie di una situazione insolita, per non dire bizzarra e perché no? assurda. E' questo che cerco, equilibrio.  Non riesco a sentirmi responsabile in questa vita degli immensi errori commessi in passato ed ora che sono qui, che cosa posso fare? Cavalcare. Cavalcare la sofferenza. E' mia indubbiamente, ma sono colpevole magari da un secolo ed è facile prendere quella sana abitudine di non accorgersi più di esserlo. Ma anche se lo sono, cosa cambia ora, in questo frangente? Cambia solo quello che posso cambiare, lo stato interiore, il mio. Di essere più forte, di guardare al di sopra di questa nebbia fatta di dolore. Di accettare il compromesso, per ritrovare l'anima e armonia tra ostacoli e scommesse, indubbiamente a fatica, ma come fosse un gioco, solo un gioco. Un gioco di equilibri, naturalmente. Cosa posso fare? Questo è lo stato delle cose, quello che puoi offrirmi, senza che io ti chieda niente, che tu sappia che vorrei chiederti qualcosa. Questo è lo stato delle cose ed io non voglio infrangere le sacre scelte, il cuore di un bambino che si ritiene ( e difatti lo è) così fortunato da quando ci sei tu. Non potrei mai. Nemmeno dall'angolo più remoto di un pensiero inatteso. Lo stato delle cose è che io abbia il mio equilibrio, che vada avanti lo stesso, restando sazia e piena di quanto mi appartiene, cedendoti quel qualcosa che però è ancora a me compreso. Non svuotarmi, non perdere, non perdermi. Arriverò dove dovevo già arrivare, ma sarò armata di energie sottili, di un'armatura di luce e tu starai a guardarmi, mentre sorrido ancora. E forse mi vanterò qual che basta per sentirmi a dura prova. Che del dolore che mi hai risvegliato e che mi continui a risvegliare, non sentirai più l'ombra.

sabato 15 dicembre 2012

CHIAMAMI

Chiamami.

All'imbrunire,
all'ultimo fuoco
tra il rosso più vivo.

Chiamami.

con quel mutuo sentire,
un'ultima eco
risuonata all'infinito

Chiamami.

nel tuo dare e morire
l'ultimo grido
d'amore e di vita


Chiamami.
Sul sordo finire
dell'ultimo vago
respiro che ti ha tradito.

Chiamami.






martedì 4 dicembre 2012

DAVANTI


Davanti ai suoi occhi
Sei forse un lampo di stupore
Una scia luminosa
Che attraversa il suo viso

Davanti ai suoi occhi
Sembri un cipiglio inatteso
Una ruga di dispetto
Di un dubbio indeciso

Davanti ai suoi occhi
Vedo un animale indifeso
Il sangue rappreso
Di un lupo ferito

Davanti ai tuoi occhi
Scivola un’ombra
La mia. Incontesa

Tra il vuoto cosmico
E la tua indifferenza. 

mercoledì 14 novembre 2012

MANIFESTARCI

Ho trascorso tre settimane di inferno. Ero dentro una prigione, costruita da sé, da me. Inspiegabile, il perché.  Mancava anche il respiro, oltre al somatizzare il dolore del vivere, insofferenza del mondo. Ora che ho capito, che ho sentito la tua vita aprirsi alla mia, schiudersi come un uccellino nel suo guscio, dentro un nido che io ho raccolto, così  mi affidi la tua vita ed io la custodisco, gelosa, come sempre, come solo io so fare.  Non temere, io posso capirti, io posso sentire ogni tua ansia, ogni tuo dolore, ogni lacrima che hai versato, ogni volta che vorrai parlarmi, riaprire l'universo che è in te e che sapevo esistere. Perché questa è la risposta, sapevo che eri così, che nascondevi tesori inafferrabili, di quelli che non dai a tutti, ed io gemevo nel non corrisponderli, nel non poterti dire "io ci sono, di me ti puoi fidare". Era troppo presto. Ma aspettavano di raggiungermi e ora l'atto è compiuto. E se domani, se vorrai, io ci sarò tutte le volte, attimi appena o ore intere, perché anch'io, ho trovato qualcosa, ho ritrovato una parte di me, che mi mancava e che ora so dove cercare. 
Sì, era l'inquietudine di sapere che dovevamo manifestarci, ma innaturalmente non avveniva, non ancora. 

mercoledì 24 ottobre 2012

ANIMA BELLA

Una volta scrivevo poesie
quando il mattino esplodeva
incontrando il tuo viso

All'improvviso,
tra il quieto sonno di
un monco sbadiglio

Difetta di meta,
nel mio moto impedito
mi perdevo nel tuo sorriso

Ma io ormai così pigra,
chiunque tu sia
mia anima bella

non chiedo il tuo nome,
non scrivo poesie
e ti lascio andare via.

lunedì 23 gennaio 2012

THE ROCKY HORROR PICTURE SHOW



Questo film mi ricorda Dylan Dog. Da qualche parte a casa sua doveva essere appeso questo poster. Quello che ricordo è di averlo iniziato ma che per qualche strana ragione non lo avevo terminato. Perciò, pur leggendo "horror "nel titolo ricordavo piuttosto un'ironia fulminante, un po' trasgressivo, ma di horror, quello che a me mette i brividi, abbastanza poco da poterlo vedere. Una pellicola tutta moderna, che sa un po' di proibizionismo inglese degli anni 80, ma per il resto tutto ancora credibile. E' naturalmente la degenerazione di Frankenstein, la possibilità di creare in laboratorio non certo un mostro ma un bellissimo macho, tutto per un...trans, tale almeno per buona parte del film. E' difficile capire la psicologia di queste "donne a metà", ma con un po' di sforzo ci si può anche arrivare ad avvicinarsi abbastanza, pensando che in fondo tutti vogliono una persona da amare e allora, il mostro di Frankenstein non è nient'altro che un legittimo desiderio di avere qualcuno accanto, poichè la vita da trans è dura e sperare di avere una persona vera (e non ipocrita) è una pia illusione.
A fine film si capisce che questo essere è arrivato da una galassia chiamata TRANSvilania (la Terra dei trans?) e che ha pure compiuto male la missione assegnatagli. Questo rimandare agli alieni non può e non deve essere un caso. Il trans è poco meno o poco più di un alieno e proviene da una galassia incompresa, che nessuno conosce. La solitudine profonda dell'esistenza umana è così chiaramente spiegata, solo che a fare delle scelte (è una scelta poi?) così drastiche tale solitudine è esplosiva e incontenibile, evidente, inevitabile. Siamo tutti un po' solo, ma molto di noi si fingono insieme.
Cosa abbia di horror questo film, lo lascio agli altri, a me ha fatto pensare questo ed è un cult movie principalmente per il suo modo dissacrante di vedere le cose, per l'abilità incredibile dell'attore principale, le idee nascoste che emergono sotto una strato di perfetta patinatura musicale.

giovedì 5 gennaio 2012

10

E' bastato un attimo per buttare all'aria il lavoro di 10 giorni? Una solo foto di te tra 10 anni per capire cosa mi perdo? Non può essere, non deve essere. La mia vita è altrove e tu non ci sarai. Potrai accontentarti di ispirarmi qualcosa di bello, magari tra 10 ore, ma ora no. Non ti voglio qui e nemmeno altrove. Mi voglio libera di te, è l'unica cosa che ti chiedo.

mercoledì 24 agosto 2011

ORA CI SEI TU.


Io non so cos'è, ma questa sensazione l'ho avuta dal primo momento. Di sicuro, non ci siamo visti mai prima d'ora, nè in questa vita nè nelle precedenti. So solo che sei tu che ora devo aspettare. Che corrispondi al mio ideale, che rappresenti la mia terra, la mia identità, la mia appartenza. Passerà un anno, ci osserveremo, scrutando tra le nostre frasi, i nostri volti, i nostri pensieri, le nostre manifestazioni artistiche e così ci conosceremo. Sarà un rimandare a tra qualche mese, sarà un costruire una fiducia e una stabilità piuttosto strana ma non impossibile, anche in questo modo. E' questo che sento quando ti guardo e ritrovo il tuo sorriso, che mi hai donato quelle mattine. Ripetendolo fino a sera. Quando mi hai parlato di te e non volevi dire nulla e hai detto tanto. Le mie armi migliori non le ho nemmeno sfoderate, forse perchè qualche volta non ce n'è bisogno. Questo è un rimandare, aspettami, ti aspetterò. Saprò esserci e capirai che di me ti puoi fidare. Ho abbastanza determinazione e amore, per te.





La vita è imprevedibile, sicuramente mi farà ricredere, ma poi... ho davvero dimenticato tutti quelli che sono stati importanti? No, non l'ho fatto. Tu ci sei ora, e ci sarai, come tutti gli altri.

giovedì 23 giugno 2011

HO FATTO QUEL CHE C'ERA DA FARE

Ho fatto tutto quel che c'era da fare. Ti ho dato tutto quello che possedevo. Ora medito su quel che è rimasto e non so bene quanto sia. Non importa, tutte le cause sono state poste, tutti gli effetti, se ci dovranno essere, arriveranno prima o poi. Se è giusto che ci siano. E se così non fosse, qualcun altro prenderà il tuo posto, e chiunque sia, sarà come se tutto questo gli si sia già stato tutto dato e partiremo da lì. Senza giustificare stupidamente gli incontri, dare ragione al destino e al soprannaturale. Sarà così perchè ce lo meriteremo.

mercoledì 22 giugno 2011

COME UN ADDIO

Ho ripensato a tutta la faccenda. A tutto quello che ci riguarda. Ho fatto mente locale, ho rimesso assieme i ricordi. Ho ricordato che non sono stata io la prima, che mi divertivano i tuoi discorsi filosofici e la naturalezza con cui mi coinvolgevi nella tua visione del mondo. Sarebbe stato difficile resisterti, e da fuori mostravi un interesse altro da quello che mostri oggi. Ma forse sono io che spengo l'Ardore. Era facile sbagliarsi, forse sei tu che non hai tenuto conto dei rischi ed hai rischiato e poi hai visto il danno, senza preoccupartene troppo, nemmeno dopo. Oppure in realtà era voluto ma poi più di così non potevamo spingerci. Adesso mi viene solo da ridere, perchè non è rimasto altro. L'aver sbagliato, mi causa una ilarità inaspettata: adesso che i giochi sono chiari, che nessuno aveva intenzioni altre ma da qualche parte siano andati a finire, cosa dovremmo fare ora? C'è poco da fare. Io per esempio essere meno sentimentale. Aspettare come sempre che il mio di Ardore svanisca come sono sempre finiti gli altri e che rimanga un affetto più spotaneo, più lineare, che mantenga piacevole il nostro rapporto.
Non vorrei rinnegarti, non ora, o rifiutare tutto l'aiuto che mi hai dato nei momenti difficili; ne abbiamo avuti, da entrambe le parti; ne siamo usciti a testa alta, con qualche pezzo in meno nel corpo... Il nostro incontro è servito soprattutto a questo.
Detto ciò, rimane una festa lunga alcuni mesi che qui si chiude, non esattamente come un addio. Delle cose sono rimaste aperte (libri da restituire, per esempio) e ci porteranno ancora da qualche parte, ma ora che una strana e curiosa lucidità mi accompagna, metto da parte i desideri crescenti di questo tempi, per non aspettare più nulla né da te né da nessuno.
E la prossima volta, non cadrò in queste piacevoli trappole e me la godrò meglio in questi giochi romantici.