giovedì 1 settembre 2016

POTESSI FERMARTI

Potessi fermarti, stringerti appena. 
Rubare il tuo sorriso,
tenerlo per me dentro questa lunghissima notte di pena.

Hai il pensiero di me come io l'ho di te?
Hai lo struggersi del cuore che manca il respiro
 come manca a me?

Solo il tempo sa se sopravviverò a questa ennesima illusione, 
se vincerò questa improvvisa ossessione.

O sfumerà nel nulla 
come ora non riesco nemmeno a dire.

O magari resterai, 
e io gioirei del mio nuovo e inaspettato sentire.

giovedì 12 novembre 2015

FRATTURE E FILM DI FANTASCIENZA

Rompersi una caviglia ha pochi vantaggi ma almeno quella della lettura e della visione di film (tutti prestati) indubbiamente ce l'ha.




SNOWPIERCER. Meglio il fumetto, intanto. Poi non male ma non esaltante. Mi aspettavo di più, ma forse prendendolo come film a sé senza pensare al fumetto, varrà di più. Devo pensarci.
Giudizio personale:
6/10










INCEPTION. Non male nemmeno questa idea, ma qualcosa me l'ha reso antipatico. Forse colpa di Di Caprio che non sopporto tanto. O forse è un po' la storia sentimentale come sottotrama che mi ha angosciata un po'.
Giudizio personale:
7/10



LOOPER. Buon film. Mi è piaciuta l'idea alla base che va tra il pulp e la fantascienza e come sempre si impreziosisce con la presenza di Bruce Willis.
Giudizio Personale:
8/10







OBLIVION. Nonostante la mia consacrata antipatica per Tom Cruise alcuni suoi film di fantascienza sono memorabili (non parlo cerco di Guerra dei Mondi, ma di Minority Report) e questo è il più bello che abbia visto di lui finora. Mi è rimasta anche una specie di scia e di ispirazione profonda.
Giudizio personale:
10/10




INTERSTELLAR. A prima vista quello più fantascentificamente plausibile e per questo lo segnalo come una nota di merito. Per il resto è un film strano ma da non perdere.
Giudizio personale:
9/10




SOURCE CODE. Non so se questo film è stato pubblicizzato abbastanza o se me lo sono perso io, ma molto bello. I momenti drammatici sono sottili ma veramente dolorosi, probabilmente l'unico che non calca la mano e ci riesce uguale. Un lento nella parte centrale.

Giudizio personale:
8/10



domenica 3 maggio 2015

TUTTO QUEL CHE DEVE, ACCADRA'

Parliamo un po' di te. E di me, se ci riesco. Vorrei fosse un promemoria, qualcosa da recuperare nei momenti di poca lucidità come sono stati gli ultimi. Io di certe cose non ho mai capito nulla e si vede. Sono anche brava a dare consigli nello stesso campo eppure poi non riesco proprio ad uscire dai miei orizzonti limitati. Cosa sto cercando da te? Fondamentalmente nulla. Certo un rapporto sereno che esista nonostante i silenzi brevi o lunghi. Non mi importa di una comunicazione continua, mi importa della mia esistenza nella tua vita. In realtà non vedo spazio, ma questo è forse una questione di tempo. Dovrei probabilmente lavorare di più, come forse ho sempre fatto  in altre occasioni ma con meno resistenza a cominciare da me stessa. Dovrei essere più temprata ai momenti di fragilità, alle cose che non accadono se non le imprimo io, in qualche modo. E' un lavoro lungo e fatico quella di una amicizia duratura, perché solo da lì vorrei partire, per vedermi aprire gli orizzonti di cui sopra. Hai proprio un carattere difficile, usi sottili tecniche di seduzione che forse sono quelle che usi sempre per avvicinare qualcuno a te. Ovviamente inconsce, se ne te parlassi, probabilmente rimarresti un po' su a pensarci. Mi verrebbe da dirti che non sono necessarie, che in realtà confondono soltanto le acque spesso poco chiare di loro. Per questo ti chiederei... chiarisciti, e trova il modo più semplice per avvicinarti a me, senza strane strategie di potere. E' più semplice di come credi, più difficile per te che hai così tante costruzioni mentali. In ogni caso, io sono qui, cercherò di non difendermi in continuazione come ho sempre fatto nel passato, perché la mia sensibilità è stata sempre vista come una debolezza e non un dono, che dovevo proteggere, in fin dei conti. Ma tu la puoi capire, non dovrei nasconderla per forza. Ma sai com'è, lo faccio da una vita, le vecchie abitudini sono dure a morire. E' già tanto riconoscerle e posso solo prometterti di non alzare le barriere che solitamente alzo. Ho pensato a quanto sarebbe facile conquistarti, potrei mettermi qui a scriverti pagine e pagine di racconti, inframezzando con parole d'amore che forse ti lascerebbero di stucco, ma mi sembra vigliacco e troppo facile. Capisci come sono? Leale, fino alla fine. Eppure qualche volta bisogna bluffare, far credere tutt'altro per raggiungere un obiettivo. E' buffo che sono costretta a passare di lì, conquistarti e poi chiedere la tua amicizia più sincera. E ora che ho chiarito a me stessa alcune cose, siamo sinceramente nelle mani di Dio. Ancora non riesco a capire qual è il Suo progetto. Cosa vuol dire che "i tempi non sono ancora maturi"? Maturi per cosa? Sono qui, e dovrei solo pormi meno domande e tutto quel che deve accadere accadrà. 

lunedì 30 marzo 2015

NELL'ILLUSIONE

Così, a una faticosa esperienza si unisce una lucida realtà, ma anche tanta delusione di non poter pretendere di più. Non è il miracolo che cerco, sembra essere una cosa di cui hanno beneficio tutti tranne me. Sicuramente a qualcun altro succede, ma non intorno a me. Non capisco che c'è anche la mia realtà e va accettata. Però è difficile convivere con questa consapevolezza. E'  la stessa che mi fa capire che non sarà in questa vita che potrò cambiare il mio karma, intendo questo aspetto del mio karma. Che fare? Nulla. Accettare la volontà divina. Sì perché se quel messaggio era pieno di speranza, e faceva supporre anche uno straccio di possibilità, mi sembra ora chiaro di non averne affatto, razionalmente parlando. Perché non sa nemmeno di cosa stiamo parlando. Non è solo questo: è anche la presa di coscienza che non potrò mai essere troppo sincera, di dover sempre omettere. Non è solo un "conosciamoci meglio e poi te ne parlo", è davvero "forse in questo caso non è il caso. Dovrei rivolgere l'interesse da qualche parte parte, certo. Come sempre, come tutte le volte. E siamo ancora qui. Nell'illusione. Sì perché per un attimo, appena gli sguardi si sono incrociati, ho sentito quell'attimo di corrispondenza, e avrei giurato che non stesse aspettando altro che me. Ma non è così, è una illusione o un suo ricordo lontano che viene a galla. Qualsiasi cosa sia, non si materializzerà in questa vita,  a meno di Dio e dei suoi grandi benefici.  E' davvero triste, ma io non demordo. ce l'ho sempre fatta e lo farò anche questa volta. Tra le tante cose, con tutte queste persone attorno, ho capito quanto ambita  è la vetta e che io sono davvero poco competitiva. Sembro persa in partenza, e forse lo sono. Il bene però c'è tutto, si tratta solo di trasformarlo, per sopravvivere ancora una volta. 

sabato 14 marzo 2015

"Noi" (Evgenij Zamjatin, 1924)


Avete presente 1984 di George Orwell? Quello che tra l'altro mi ha avviato alla fantascienza distopica? Bene, posso anche dire che non ha inventato nulla perchè a inventare il genere è stato indubbiamente questo libro, che anticipa quel tanto famoso libro (forse perchè scritto in inglese) di 24 anni, prendendo a piene mani elementi come Il Grande Fratello stesso, qui nell'immagine del Benefattore, ma anche il suo finale, qui secondo me molto più tragico perché non è soltanto una strizzata di cervello ma proprio una lobotomia, che inebetisce a tal punto da restare sconvolti dalla sua indifferenza alla donna per cui è diventato malato (per la dittatura del momento) e per cui la sua malattia è avere l'anima e anche la fantasia. Non riesco a non essere ancora nel personaggio di D-503(n.b. coincide con il mio giorno e mese di nascita, inquietante!)e la presenza prima come una cattiva persona ma affascinante e bizzarra poi come leader (e precisiamo è una donna) di I-303 non mi abbandona come non poteva abbandonare lui. La sua caratterizzazione è unica per me, la riconoscerei come riconosco Emma Bovary o Anna Karenina. E la poesia più bella della sua scrittura è dedicata a lei e i momenti di poesia e matematica sono memorabili. Non è solo il tema ma anche come è scritto. Una fatica immensa per il traduttore mi pare di capire. Il finale mi lascia sconvolta, ad ognuno la sua interpretazione, se I è davvero stata innamorata di lui o meno. Io dico di sì. Cercava ancora quell'uomo che ha amato attraverso il suo ultimo sguardo. Il muro verde, gli uomini liberi, l'integrale. Credo che questo libro resterà fino alla fine nel mio immaginario. Sarà anche l'uso dell'io e farmelo vivere così direttamente...!