Il film mi è stato consigliato da un disegnatore che spero abbia la fortuna che si merita. Esso è allucinato abbastanza e propone il tema tanto caro a Philip K Dick sui piani della realtà. Il gioco nel gioco, una finzione dentro la finzione fino a non capire dove finisce una e l'altra e dove comincia la realtà. L'unica cosa certa del film è che terminato il film siamo nella realtà. O forse no?
Perchè cito Dick? Sicuramente perchè il regista vi si è ispirato ( che poi... quale regista di fantascienza di oggi non vi si ispira anche indirettamente?) ma perchè le patatine Peggy Pat provengono senza dubbio dal mondo di PKD. E perchè c'è la sensazione che lascia Dick nelle sue opere ma è chiaramente visitato da un regista della portata di Croenenberg.
Ci voleva perchè era da un bel po' che non riuscivo a terminare un film, perchè finiva che non mi interessavano pur cominciando a vedere più di qualche sequenza, perchè almeno ne ho visto uno ed era buono e così ho evitato tanta roba inutile per il mio cervello. Questo invece lo ha riattivato abbastanza.
Ho anche ripreso a leggere, vediamo che succede. Non è solo la pigrizia, è anche il tempo che manca per dedicarsi ad altro oltre che al lavoro.
sabato 21 novembre 2009
mercoledì 18 novembre 2009
DI MESE IN MESE [per ora voglio tornare]
Le cose si accaniscono contro ogni barlume di tranquillità. E' da quando sono qui che fatico a ritrovare un certo equilibrio. Ero più serena appena arrivata. Ero più serena prima di tornare giù, poi le sue attenzioni, il modo suo di porgerle, gli inviti e le ore condivise hanno dato abbastanza da rendere insoopportabile la qui presente sopravvivenza. Vorrei il calore, vorrei una tranquillità e la distensione dei muscoli, vorrei meno fobie e meno circospezione. Ho mantenuto la calma finora, ora vorrei impazzire, prendere il primo treno e tornare al caldo e al freddo che conosco. Ma non è così che funziona. Bisogna mangiare polvere, ingoiare i rospi, soffrire della lontananza. A pensare che avevo costruito tutto per affrontare i mesi d'inverno con maggiore pace, invece le cose sono andate diversamente, io che mi ritrovo sempre sola e non so dove andare se sto male. Oggi è il giorno del lamento, serve per scacciare tutti i fantasmi che mi vivono dentro e fare spazio agli spiragli di sole. Domani è un altro giorno, ritroverò la grinta e il giusto distacco, l'energia e le armi per la battaglia. Sono sola anche perchè sono un essere solitario, non dovrei dimenticarmelo. Si sceglie quello che si è, per karma o per amore. Però vorrei tornare lo stesso, per ora, e tornare vuol dire riabbracciare. Chissà se in fondo non è un'altra illusione oppure sto offendendo le già avute conferme. Per ora voglio tornare, magari cambierò tra un mese oppure è quello che gira attorno a me che deve cambiare. Per ora voglio tornare.
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lunedì 16 novembre 2009
ARGENTA NEL TORNADO DEL TEMPO (J Winterson)
Così la migliore scrittrice degli ultimi tempi si dedica alla letteratura per ragazzi senza sapere bene perchè lo abbia deciso. Mah io però lo intuisco, in terza di copertina dice che è per la sua famiglia allargata. Io che vedo solitudine dappertutto spero che le dia il calore e il conforto che merita(che poi tra l'altro.. è anche stata adottata).
Detto ciò veniamo al libro. Chi aveva il dubbio che da un'autrice di letteratura inglese contemporanea non potesse scrivere di fantascienza con tutti i crismi? Beh io l'ho guardata con sospetto. Ne avrei avuto anche tutto il diritto no? Invece la verità è che una grande autrice si vede anche in questo. Qualunque sia la cosa che voglia affrontare la sa affrontare e restituisce qualcosa di nuovo al genere (se si tratta di genere).
Insomma la scienza e il tempo e le sue intuizioni sono interessanti e non banali e raccontate a dei ragazzi. Alle volte mi sono chiesta se è davvero scrittura per ragazzi oppure ha da snellire ancora un po' qualcosa per farlo sul serio ma certo è che l'esperimento per me è ben riuscito. E quello conta.
C'ho messo solo tanto tempo per finirlo. Non so perchè. Forse mancava il tempo, quello che Regalia Manson e tutti quanti cercavano nel libro di dominare. Forse in un certo senso lo hanno dominato, almeno il mio.
Detto ciò veniamo al libro. Chi aveva il dubbio che da un'autrice di letteratura inglese contemporanea non potesse scrivere di fantascienza con tutti i crismi? Beh io l'ho guardata con sospetto. Ne avrei avuto anche tutto il diritto no? Invece la verità è che una grande autrice si vede anche in questo. Qualunque sia la cosa che voglia affrontare la sa affrontare e restituisce qualcosa di nuovo al genere (se si tratta di genere).
Insomma la scienza e il tempo e le sue intuizioni sono interessanti e non banali e raccontate a dei ragazzi. Alle volte mi sono chiesta se è davvero scrittura per ragazzi oppure ha da snellire ancora un po' qualcosa per farlo sul serio ma certo è che l'esperimento per me è ben riuscito. E quello conta.
C'ho messo solo tanto tempo per finirlo. Non so perchè. Forse mancava il tempo, quello che Regalia Manson e tutti quanti cercavano nel libro di dominare. Forse in un certo senso lo hanno dominato, almeno il mio.
lunedì 19 ottobre 2009
Finalmente anche io vidi PERSEPOLIS
E' innegabile che storia come questa e come altre del genere autobiografico, vittima della guerra e dello strapotere di pochi, faccia più presa di qualunque altra cosa. Però è anche il modo in cui viene raccontato, il passaggio del perenne bianco e nero ai colori che lasciano presagire speranza per il futuro, a stilizzate immagine di dolore, che hanno più dolore queste che una scena nuda e cruda della realtà. E le lacrime, il distacco dalla terra natia, la perdita delle persone che ci vivono attorno, sono temi cari ed eterni da rendere poesia o letteratura un fumetto iraniano raccontato con immagini forti e ovattate allo stesso tempo. La pagina del disegno. Quante cose non sappiamo? Tante, troppe. Per pochi che comandano paga un popolo intero per la nostra ostilità, ma questo errore lo facciamo per tutti i popoli e alcuni popoli lo fanno nei nostri confronti, anche all'interno della stessa nazione. Non capire questo è non aver capito nulla. Il più forte non esiste e non esiste nemmeno il più debole, siamo tutti vittima di qualcosa, allo stesso modo, in egual misura. Ecco perchè il dolore di nessuno dovrebbe lasciarci indifferenti.
A parte ciò credo che Persepolis abbia qualcosa in più perchè è della condizione della donna che si parla, che solo a tratti ci viene rilevato quanto si possa essere crudeli a seguire la Legge, e che bisogna allontare una figlia tanto ribelle se la si vuole ancora viva. C'è ancora tanto da combattere e difendere nel diritto delle donne. Ma c'è anche da salvare il dovere di esserlo completamente, di non sostituire la nostra naturalezza alla perdita della "interezza" così come viene spesso detto a Marjane Satrapi.
A parte ciò credo che Persepolis abbia qualcosa in più perchè è della condizione della donna che si parla, che solo a tratti ci viene rilevato quanto si possa essere crudeli a seguire la Legge, e che bisogna allontare una figlia tanto ribelle se la si vuole ancora viva. C'è ancora tanto da combattere e difendere nel diritto delle donne. Ma c'è anche da salvare il dovere di esserlo completamente, di non sostituire la nostra naturalezza alla perdita della "interezza" così come viene spesso detto a Marjane Satrapi.
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domenica 4 ottobre 2009
LA DISTRAZIONE
Riempe un vuoto, un vuoto genetico e mi lascio riempire. Ora così a distanza si sente più forte, ma tornerà il momento in cui il posto sarà svuotato, prima del nulla e poi da qualcos'altro. Ci sarà ancora del dolore, un'ossessione inconcludente e irreale, qualche sorriso rubato, un momento di gioia incontenibile e l'esaltazione e poi di nuovo il silenzio e l'angoscia di ciò che non si muove. Credevo di aver imparato, ma forse l'ho fatto? Almeno ora sono previdibile a me stessa e so tutto quello che mi aspetta. Non sono disposta a subire ancora, però, perciò lascio fluire la mancanza e poi faccio finta di niente. Come è giusto che sia. Ci sono mille altre cose che distrarranno il mio cuore.
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